Cambia la platea dei beneficiari e cambiano le regole. Ebbene sì, chi ha partecipato al cashback di Stato nel corso di questo anno 2021, purtroppo non deve dare per scontato di poter riprendere in mano il gaming, anche nel 2022. Draghi ha confermato la ripresa, ma il programma subirà pesanti cambiamenti. Ecco quali.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, fin dal principio esprimeva le sue perplessità

aveva espresso forti dubbi sull’efficacia della misura, che avrebbe agevolato le categorie e le aree del Paese già in buone condizioni economiche, senza tra l’altro avere un impatto particolarmente importante sul gettito fiscale e come misura anti-evasione.

L’iniziativa, che nasce per contrastare l’evasione fiscale attraverso l’utilizzo massiccio dei pagamenti elettronici, tornerà dunque a partire dal primo semestre del 2022, ma portando con sé una ventata di grandi novità.

Le forti criticità riscontrate nel corso dei primi sei mesi del 2021 infatti, avevano condotto addirittura alla sospensione del programma. Allo stato attuale della situazione, si pensa dunque a un ritorno del cashback di Stato ma in forma assolutamente rinnovata e con modifiche radicali al sistema dei rimborsi e degli incentivi.

In questo articolo, mettiamo in evidenza gli aspetti salienti del sistema e le novità 2022, tra cambiamenti radicali per quanto riguarda i beneficiari e le regole per partecipare.

Cashback di Stato, novità 2022

Eccoci dunque al punto. Innanzitutto il taglio ai fondi, motivo principale per cui il beneficio non può essere esteso a tutti, in maniera indiscriminata, come già successo per i primi sei mesi del 2021.

La cifra stanziata, in fase iniziale, per il 2021-2022 era di 5 miliardi di euro, di cui 3 miliardi da destinare all’anno che verrà. Ora invece il finanziamento risulta notevolmente ridotto, prevedendo 500 mila euro all’anno.

Motivo per cui il ministero dell’Economia e delle Finanze non è in possesso obiettivamente dei mezzi economici per poter sostenere la “pioggia” di rimborsi e regali previsti dalla formula del cashback di Stato.

Come continuare a partecipare al gaming più famoso d’Italia, ma riducendo a un sesto il budget previsto inizialmente?

Innanzitutto, tra le proposte più accreditate, c’è quella che vede destinare l'agevolazione soltanto alle fasce della popolazione con reddito più basso.

Per quale ragione?

Perché in realtà, l’obiettivo del cashback di Stato è quello di ridurre la circolazione del denaro contante (che potrebbe derivare da lavoro in nero ed evasione fiscale). Ma premiando chi utilizza in maniera massiccia carta di credito o bancomat, in realtà si favorisce chi ha maggiore potere di acquisto, quindi il ceto medio-alto.

Motivo per cui si pensa anche a ridurre il numero delle transazioni necessarie per poter partecipare al concorso. Fino alla scorsa volta, il numero minimo di transazioni da realizzare nell’arco dei sei mesi era fissato a 50. Ebbene questo valore potrebbe scendere, secondo le ipotesi più accreditate.

Inoltre, l’ammontare dei rimborsi non potrà più essere lo stesso. Infatti, riducendosi il budget, appare indispensabile anche abbassare i rimborsi sui singoli acquisti. Se prima si potevano ottenere fino a 15 euro di cashback sul singolo acquisto (il 10% contro una media dle 2-3% per quanto riguarda i programmi privati) ora queste cifre andranno ridimensionate.

Anche il totale, nell’arco dei sei mesi, non arriverebbe più a 150 euro al totale, bensì a una cifra inferiore, ancora da definirsi.

Cashback di Stato 2022, addio ai furbetti

Nella nostra guida dedicata alla tematica, abbiamo approfondito numerosi aspetti riguardanti il cashback di Stato. Regole, istruzioni per l’iscrizione, modalità di partecipazione, astuzie “lecite” per aumentare il numero delle transazioni a proprio favore e denuncia (prima di tutto morale!) nei confronti di chi invece ha adottato comportamenti da furbetto del cashback, per frodare il prossimo e lo Stato.

Vale la pena ricordare per inciso che è proprio la scoperta di tali scorrettezze che ha condotto alla sospensione del cashback di Stato, nel secondo semestre del 2021. 

Le ormai famigerate micro-transazioni da pochi centesimi, effettuate ad esempio presso i distributori automatici (quelli della benzina in primis!) hanno fatto sì che persone disoneste e scorrette abbiano scalato velocemente la classifica per accaparrarsi il super premio da 1.500 euro semestrali (super cashback), destinato ai primi 100 mila classificati.

Alla luce di queste considerazioni, tra l’altro, è al vaglio proprio l’ipotesi di una eliminazione del premio super cashback di così alto importo.

Ancora non è definitivamente stabilito se tale premio verrà ridotto oppure eliminato totalmente, lasciando ai cittadini solo l’opportunità di spendere secondo la propria capacità di acquisto, ottenendo un rimborso su quanto speso, ma senza accanimento ai fini della vincita del super premio finale.

Cashback di Stato: le regole 

In vista della ripresa del cashback di Stato dunque, ricordiamo le regole di base per partecipare e gli errori principali da non commettere, per non subire penalizzazioni.

Il cashback di Stato ha riscosso un successo notevole, dal momento che, a fronte di un acquisto che comunque si deve effettuare, si ha la possibilità di ottenere ben il 10% di rimborso dell'importo speso.

Basti pensare, ai fini di un utile paragone, che i programmi più comuni di cashback privato offrono percentuali che si aggirano intorno al 2-3% del transato, per arrivare in media al 5% ma dopo aver effettuato un certo numero di transazioni o accumulato punti nel tempo.

Il fatto poi di avere a disposizione l’opportunità del mega concorso semestrale, con 1.500 euro di premio in palio, non ha che aumentato la partecipazione da parte della popolazione.

Semplicemente facendo la spesa come al solito, si ha la possibilità concreta di ottenere un rimborso fino a 150,00 euro ogni sei mesi e in aggiunta la possibilità di aggiudicarsi il super cashback da 1.500 euro. In un anno, al totale fanno 3.300 euro. Sicuramente allettante.

Il cashback di Stato in sé dunque può giustificarsi secondo una ratio ben precisa, il problema però è la deregolamentazione che l’ha caratterizzato, portando a un abuso dello strumento.

Il cashback ha avuto 

effetti positivi sull’incremento delle transazioni effettuate tramite strumenti di pagamento elettronici, ma si tratta ora di valutare il costo sopportato dallo Stato (di un miliardo e mezzo di euro) e se questo è in grado di restituire dei benefici adeguati.

È qui il nocciolo della questione. Si è assistito fin da subito a uno spreco di denaro che rischiava di diventare incontrollato. Motivo per cui il presidente Draghi, giunto al governo nel febbraio 2021, ha atteso la fine del primo semestre (il gioco d’altronde era ormai “lanciato”) per poi sospendere nell’immediato il meccanismo.

Va da sé che quindi molte delle regole in gioco verranno modificate, dal momento che fin da subito il capo del governo le ha giudicate non idonee.

Verosimilmente, ecco le regole principali alle quali ci si dovrà attenere:

  • per partecipare al cashback di Stato, è necessario iscriversi all’App Io
  • per ottenere transazioni valide ai fini del gaming, è indispensabile fare acquisti nei negozi fisici
  • è indispensabile, ai fini dell’ottenimento del rimborso, effettuare un numero minimo di transazioni nell’arco del semestre. Fino allo scorso giugno, questo era fissato al numero di 50, soglia che ora però potrebbe essere abbassata
  • la percentuale di rimborso a cui si ha diritto è del 10% su ogni transazione, fino a un massimo di 150 euro ciascuna (anche su questo potrebbero esserci delle novità; infatti si punta a una percentuale di rimborso più bassa)
  • la somma massima rimborsabile per una persona, nell’arco di sei mesi, è di 150 euro (salvo cambiamenti anche in questo senso)
  • per partecipare al gioco è necessario avere minimo diciotto anni e risiedere in Italia
  • all’interno dello stesso nucleo familiare, non sussistono limitazioni di sorta. Infatti possono partecipare anche tutti i componenti
  • anche il conto corrente utilizzato, può essere lo stesso. Non ci sono divieti nei confronti di un conto cointestato, purchè i diretti interessati utilizzino però la propria carta di credito o di debito
  • molto probabilmente, per scoraggiare i furbetti del cashback di Stato e le micro-transazioni, si introdurrà un importo minimo di spesa per poter ricorrere al pagamento con carta
  • ancora non è confermato se si potrà continuare a concorrere per il super cashback da 1.500 euro

È utile ricordare di verificare che l’esercente e il circuito utilizzato per la transazione siano convenzionati, ai fini del rimborso.

Come partecipare senza errori al cashback di Stato

Una transazione mancante, un ritardo nell’accredito e sorge il dubbio: se per caso c’è qualcosa che non funziona, nel sistema? Quali sono i possibili errori che è possibile commettere, partecipando al cashback di Stato.

Quali sono i motivi principali per cui può verificarsi che il cashback non funziona e ci si ritrova costretti a inoltrare un reclamo?  

Ecco qui di seguito la classifica dei 10 principali motivi per cui questo può accadere:

  • può darsi il caso in cui si è proceduto col registrare una carta sull’App Io, per poi utilizzarne un’altra
  • probabilmente si sta controllando il conto, senza tener conto dei tempi di contabilizzazione, che possono giungere fino a 10 giorni
  • se si è effettuato l’acquisto online, allora la transazione non è valida
  • è importante rispettare le regole del gioco, accumulando quindi il giusto numero di transazioni richieste e rimanendo nel tetto massimo di importo rimborsabile

Infine, vale la pena ricordare che

Se il cashback non funziona e risultano transazioni mancanti, il motivo potrebbe ricondursi alla cancellazione delle operazioni da parte delle autorità competenti. Si tratta di una strategia anti-furbetti messa in atto da parte del governo Draghi, per stanare i soliti noti che hanno cercato di frodare il sistema. 

E se invece, a verifica ultimata, ci si rende conto che non sussiste alcuno di questi errori? Allora è il caso di presentare un reclamo.