Il Cashback di stato è stata un’iniziativa ideata dal governo di Giuseppe Conte e rientrava all’interno del piano Italia Cashless, una manovra pensata per incentivare i pagamenti elettronici con carta, bancomat o app, con l’obiettivo di abbattere l’evasione fiscale

Nel corso del 2020 tantissimi italiani hanno aderito a quest’iniziativa, all’incirca sono stati rimborsati 222 milioni di euro agli italiani che hanno aderito all’iniziativa soltanto nelle prime settimane del progetto, finché la sua prima fase si è conclusa a giugno 2021, e nonostante fosse previsto un altro trimestre il Cashback di stato è stato sospeso dall’attuale governo di Mario Draghi. 

Tutti gli italiani che hanno partecipato sia alla fase sperimentale del 2020 che al primo trimestre del programma nel 2021 hanno ricevuto o riceveranno a breve il loro rimborso, ma molti altri sono rimasti delusi da quest’annullamento, anche perché il programma doveva continuare almeno per un altro anno. 

Ma cosa ne è stato di quest’iniziativa e perché sospenderla così all’improvviso? All’interno dell’articolo scopriremo assieme se la proposta del Cashback di stato sarà rinnovata e in che modo fin ora si è sviluppata la vicenda. 

Cashback di stato: come funziona l’iniziativa?

Cashback di stato è una misura che è stata varata nel 2020 dal governo II di Giuseppe Conte, l’idea dietro a questo progetto era proprio quella di incentivare l’utilizzo della moneta digitale così da poter iniziare una vera e propria digitalizzazione del nostro interno paese, il piano che era chiamato Italia cashless. 

Uno degli obiettivi di questa misura era sicuramente quello di disincentivare l’evasione fiscale attraverso la maggiore tracciabilità dei pagamenti, ma è stato fatto anche per spingere tantissimi italiani ad allontanarsi dai contanti ed entrare più in contatto con l’utilizzo dei vari strumenti di pagamento elettronici. 

Il progetto è partito ufficialmente il primo di gennaio 2021, dopo un primo periodo iniziale di test e soprattutto di informativa per i cittadini, dove gli è stato spiegato il funzionamento e lo scopo del progetto stesso. Il primo periodo si è denominato Extra Cashback di Natale, e vedremo nei prossimi paragrafi esattamente come si è strutturato. 

Come abbiamo visto anche nell’introduzione di quest’articolo il progetto Cashback di stato è stato interrotto a giugno 2021, dopo soli sei mesi dal suo inizio, a seguito di una decisione della cabina di regia a Palazzo Chigi, attraverso l’emanazione del decreto-legge del 30 giugno 2021 n°99. 

Dal mese di luglio 2021 quindi non si è andati avanti con la manovra, che doveva proseguire almeno per un altro anno, ma invece come era previsto dal programma stesso sono iniziati i vari pagamenti per tutti coloro che hanno partecipato all’iniziativa, secondo le varie modalità del progetto. 

Per poter partecipare al progetto vi erano poche e chiare indicazioni:

  • Avere più di 18 anni di età;
  • Avere residenza in Italia;
  • Effettuare gli acquisti solo per uso privato e non per conto di una società;
  • Essere consapevole di possedere tutti i requisiti che vengono richiesti dal progetto, nel caso in cui non fosse così si perdono tutti i diritti di accedere al programma. 

Per testare il progetto del Cashback di stato si è partiti con un “periodo sperimentale” chiamato anche Extra Cashback di Natale, che si è tenuto per un breve periodo ovvero dall’8 dicembre al 31 dicembre 2020.

Durante questo periodo le regole per ottenere il rimborso sono state leggermente diverse, ovvero il numero di transazioni che si dovevano eseguire per ottenere il Cashback era di dieci transazioni minime nel periodo che abbiamo appena citato. 

Questo periodo di prova non è stato fatto casualmente nel mese delle feste natalizie; infatti, è stata una scelta mirata per spingere più persone possibili a fare i loro acquisti con moneta elettronica, piuttosto che in contanti, così da spronarli ed invogliarli a seguire il progetto anche nei mesi successivi. 

Il periodo di prova è andato molto bene infatti in quelle poche settimane si sono ottenuti 222 milioni di rimborsi con un risarcimento medio di circa 69 euro a testa

Cashback di stato: come iscriversi al programma

Per aderire al programma Cashback di stato, una volta aver verificato di possedere tutti i requisiti richiesti, bisognava semplicemente iscriversi attraverso l’app IO

L’app IO è l’applicazione che gestisce tutti i servizi pubblici offerti dallo stato italiano, se non si possedeva o non si voleva effettuare la registrazione tramite questa applicazione era possibile farlo anche attraverso altri sistemi che sono stati messi a disposizione da “Issuer Convenzionati”, coloro che emettono gli strumenti di pagamento elettronico. 

Una volta accettati i termini e le condizioni del programma bisognava semplicemente inserire:

  • Codice fiscale; 
  • I dati della propria carta o del sistema di pagamento elettronico che si è voluto utilizzare per il programma;
  • Il proprio IBAN, così da poter ricevere i rimborsi a fine programma.

Attenzione, è importante ricordare che nel momento del pagamento con moneta elettronica bisognava specificare che si voleva attivare il Cashback, e soprattutto bisognava essere iscritti al programma correttamente, in caso contrario non si poteva beneficiare in alcun modo del rimborso. 

Cashback di stato: come si poteva ottenere il rimborso?

Il Cashback di stato prevedeva un rimborso per ogni pagamento effettuato con la moneta elettronica pari al 10% di quello che è stato l’importo speso. 

C’erano però delle specifiche; per poter ottenere questo rimborso bisognava effettuare almeno 50 pagamenti elettronici nell’arco dei sei mesi del progetto, inoltre, la cifra massima che si poteva riottenere con il rimborso era di 15 euro a transazione, con un massimo di 150 euro all’interno del semestre, 300 annui. 

Non vi erano limitazioni sulla tipologia di acquisto, purché fosse effettuata in luogo fisico e non online, si potevano acquistare davvero ogni tipo di bene o servizio, dalla cena al ristorante fino all’abbigliamento ed elettronica. 

L’esclusione dei negozi online dall’iniziativa è stata presa come scelta proprio perché uno degli obiettivi principali del progetto Cashback di stato era quello di garantire una tracciabilità maggiore nei pagamenti, disincentivando il pagamento con contante. 

Assieme all’iniziativa del Cashback di stato era presente anche il cosiddetto Super Cashback che riguardava tutti i pagamenti elettronici effettuati nell’arco dei sei mesi previsti dal progetto ma che non prevedeva un rimborso del 10% della spesa, bensì permetteva di entrare all’interno di una classifica

Con il Super Cashback i cittadini italiani che hanno eseguito il maggior numero di operazioni con moneta elettronica hanno il diritto di ricevere un rimborso extra, di 1.500 euro per i primi sei mesi, ovviamente non possono essere considerati tutti i cittadini bisogna rientrare nei primi 100mila per poter accedere all’erogazione del rimborso. 

Esiste anche un’applicazione, IO, all’interno della quale si poteva verificare la propria posizione rispetto agli altri utenti così da valutare in autonomia se fosse spettato o meno il Super Cashback da 1.500 euro. 

Cashback di stato: come si ottiene e chi eroga i pagamenti

I rimborsi del progetto Cashback di stato e Super Cashback sono stati erogati da Consap S.p.A. che hanno effettuato il pagamento tramite bonifico bancario grazie al codice IBAN che era richiesto nel momento nell’iscrizione al programma. 

Nel momento in cui si inseriva il proprio codice IBAN si andavano ad accettare anche le informative sulla privacy del programma che dichiaravano di non avere alcun tipo di responsabilità sull’inserimento dei dati, in pratica se si sbagliava ad inserire il proprio codice IBAN o i propri dati anagrafici il programma non rispondeva di nessun errore. 

I pagamenti sono iniziati a luglio 2021, in concomitanza con quello doveva essere l’inizio del secondo semestre ma che non è mai iniziato, sul sito ufficiale del progetto ritroviamo una tabella che dichiara che i pagamenti del 1 °semestre, che è partito il 1° gennaio e finito il 30 giugno 2021, saranno erogati nel seguente ordine:

  • Entro 60 giorni dalla fine del semestre, per il Cashback di stato;
  • entro il 30 novembre 2021, per il Super Cashback. 

Cashback di stato: tornerà nel 2022?

Arriviamo ora alla notizia che sta circolando negli ultimi giorni, il Cashback di stato sarà di nuovo attivo nel 2022?

Una risposta la possiamo trovare dal ministro dell’Economia Franco che durante l’audizione sulla NADEF del 6 ottobre scorso ha fatto delle dichiarazioni in merito proprio alla misura del Cashback di stato.

Anche lui stesso si è posto delle domande sulla questione in quanto è stato dichiarato che la misura del Cashback di stato e del super Cashback sono state delle ottime misure contro l’evasione fiscale durante lo scorso anno ed inoltre si sono dimostrate uno strumento eccellente per avvicinare tutti i cittadini italiani ancora di più ai pagamenti elettronici. 

Secondo il ministro Franco la misura del Cashback di stato va resa permanente, ovvero strutturale, sempre tenendo conto del bilancio annuale ovviamente. Ha associato questo programma anche ad altri interventi che sono stati proposti dal governo italiano per affrontare la crisi, come il Superbonus al 110% o il bonus ristrutturazione. 

Abbiamo anche un altro indizio che ci porta a pensare che il Cashback di stato sarà ancora presente nel 2022; sul sito ufficiale troviamo elencate le date previste per la ripartenza del progetto e coincidono proprio con il primo semestre del 2022. 

All’interno dello stesso sito vengono anche riportate le possibili date di inizio, ovvero 1 gennaio 2022 e fine del primo semestre 30 giugno 2022, con le rispettive date di pagamenti, che coincidono con quelle del primo semestre: 60 giorni dalla fine del semestre per il Cashback di stato ed entro il 30 novembre 2022 per il Super Cashback.

i dati del sito potrebbero non essere aggiornati, perciò per averne la certezza dovremo aspettare la conferma ufficiale della ripartenza del Cashback di stato e del Super Cashback solo quando sarà reso noto il DEF (documento di economia e finanza) che contiene tutti gli aggiornamenti in merito alla legge di bilancio 2022.