Ormai la pandemia da Covid-19 è entrata a far parte della nostra quotidianità. Non pochi sono gli effetti negativi causati dal suo imporsi sul territorio della penisola. 

L’Italia sta affrontando una crisi economica che passerà sicuramente alla storia a causa delle disposizioni limitative emanate dal Governo indispensabili per frenare l’avanzata dei contagi.

In questo stato di cose, numerosi sono stati i sussidi introdotti e riconfermati per offrire un aiuto economico alle categorie più colpite dall’emergenza epidemiologia, nuclei familiari in primis e lavoratori in secundis.

Una serie di interventi che hanno l’obiettivo di fornire assistenza economica a coloro che si trovano in una situazione finanziaria difficile, e non solo. 

L’Esecutivo, infatti, erogando sussidi e bonus ha colto la palla al balzo per allontanare sempre di più i cittadini dall’uso del contante e ricorrere a forme più evolute di pagamento elettronico che consentono di tenere traccia delle operazioni eseguite tenendo a bada l’evasione fiscale.

In verità, tale fine non è del tutto estraneo ai cittadini italiani. Già da un paio di anni i governi che si sono succeduti a Montecitorio hanno iniziato una vera e propria “lotta al contante” con l’intento di frenare il riciclaggio di denaro sporco.

Proprio in tale contesto si inserisce il Cashback di Stato. L’agevolazione, a fase di sperimentazione ultimata, è passata sotto la lente di ingrandimento del Governo per constatare la sua utilità e la rispondenza al fine che ha portato alla sua introduzione.

Purtroppo, l’esito è stato negativo. Facendo due conti, il bonus cashback si è rivelato tutt’altro che vantaggioso, evidenziando una discrepanza fra i costi sostenuti per la sua messa a punto e i benefici ottenuti.

Nulla da fare, il Cashback di Stato se ne va a casa. A prendere il suo posto è una nuova agevolazione meno onerosa e in grado di assicurare ai cittadini gli stessi vantaggi: il Bonus Bancomat.

Agli interessati all'argomento di consiglia la visione di un interessante video YouTube di Pensioni & Aggionamenti.

 

Nei paragrafi a seguire forniremo una panoramica a 360 gradi della nuova misura che ha ricevuto il benestare del premier Draghi. Al tempo stesso, esamineremo come si è avuto il passaggio dal Cashback di Stato al Bonus Bancomat, come funziona quest’ultimo, oltre ai requisiti da possedere e le condizioni da soddisfare per poter beneficiare fino a 480 euro di contributo.

Cashback a casa: c’è l’ok sul Bonus Bancomat

Il provvedimento che ha portato alla sospensione del Bonus Casback e l’entrata in scena del Bonus Bancomat è stato approvato non molto tempo addietro. Il nuovo sussidio è stato introdotto grazie al Decreto-Legge numero 99 del 30 giugno 2021, contenente una serie di misure urgenti in tema di tutela del lavoro, materia fiscale e sostegno alle imprese.

Tutta una serie di interventi variegati che si estendono anche in altre aree di intervento. Si va dalle nuove disposizioni riguardanti il pagamento della TARI, a quelle sulla riduzione della tariffe energetiche, fino a prevedere nuovi incentivi da erogare esclusivamente tramite l’uso di metodi di pagamento elettronico, e via dicendo. 

Tra le innumerevoli novità introdotte dal Decreto, trova spazio la sospensione del Cashback di StatoUn’interruzione della misura temporanea di quattro mesi, fino al 31 dicembre 2021

In verità, diverse forze politiche spingevano per la cancellazione definitiva dell’agevolazione che ha permesso, nella sua fase di sperimentazione, ai migliaia di italiani di ottenere il rimborso del 10% di quanto speso per acquistare beni e prodotti presso gli esercizi commerciali fisici alla condizione che venissero pagati utilizzando strumenti di pagamento elettronico, come carte prepagate, bancomat e carte di credito.

I più scettici pensano che con l’inizio del nuovo anno il Cashback di Stato chiuderà per sempre i battenti. Prova ne è l’impegno assunto dal Governo Draghi di introdurre immediatamente il Bonus Bancomat al suo posto. Tutto ciò potrebbe concretizzarsi, anche se per il momento l’unica notizia certa è il suo stop almeno fino alla fine dell’anno in corso.

Prima di procedere ad analizzare la nuova misura, è indispensabile fare una premessa per meglio comprendere il funzionamento del bonus: il nuovo incentivo si scompone in due agevolazione che unitamente permettono, a chi fosse interessato, di ricevere fino a 480 euro

In cosa consiste e come funziona il Bonus Bancomat

Ancor prima di esaminare i tratti più salienti del Bonus Bancomat, occorre spiegare chi potrà beneficiare della nuova agevolazione, in altri termini a chi spetta. La nuova misura, così come tanti altri bonus introdotti dal Governo, è rivolta a specifiche categorie di soggetti.

Ma veniamo subito al dunque senza troppi giri di parole. L’agevolazione è destinata esclusivamente agli esercenti attività di impresa, arte e professione.

Stiamo parlando dei possessori di Partita Iva che mettono a disposizione dei clienti beni e/o servizi offrendo agli stessi la possibilità di pagare quanto acquistato tramite moneta elettronica.

In particolare, il Bonus Bancomat dovrà essere utilizzato dai beneficiari per noleggiare, acquistare, o utilizzare strumenti che rendono possibile il pagamento da parte dei consumatori dei prodotti comprati mediante l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici (carte di credito, bancomat, carte di debito).

Cashback di Stato e Bonus Bancomat: quali sono le differenze?

Queste poche informazioni sono sufficienti ad evidenziare le prime differenze con il bonus Cashback. Innanzitutto, il Bonus Bancomat è destinato esclusivamente ai titolari di Partita IVA e non a qualsiasi cittadino, come avveniva per il Cashback di Stato.

In secondo luogo, la nuova agevolazione non si sostanzia in un contributo economico da corrispondere ai beneficiari, ma in un credito d’imposta a titolo di rimborso delle spese supportate per dotarsi dei dispositivi abilitati alla lettura delle carte di pagamento, oltre a quelle per gli strumenti necessari a collegarli tra di loro.

Questa è la prima delle due parti in cui si articola il Bonus Bancomat.

L’altra riguarda sempre gli stessi beneficiari, ma a cambiare questa volta sono le condizioni.

Un credito d’imposta di ammontare non superiore ai 320 euro verrà riconosciuto ai titolari di Partita Iva che nel corso del prossimo anno (2022) acquistano, noleggiano o fanno uso di apparecchi che permettono il pagamento dei beni e/o delle prestazioni di servizio tramite metodi avanzati di pagamento elettronico in grado non solo di memorizzare e tenere traccia delle transazioni, ma anche di inviare le informazione in modo telematico (articolo 2, comma 1, Decreto Legislativo del 5 agosto 2015, numero 127) all’Agenzia delle Entrate.

Si consiglia la lettura dei paragrafi successivi per meglio comprendere come si compone il Bonus Bancomat.

Bonus Bancomat: quali sono gli importi?

Siamo arrivati al punto più interessante dell’articolo, almeno per i lettori. Scopriremo insieme quali sono gli importi monetari previsti dal Bonus Bancomat.

Come in precedenza accennato, la scissione della misura in due componenti fa si che anche gli importi siano differenti.

Per quanto riguarda l’acquisto ed il noleggio degli strumenti elettronici di pagamento, l’ammontare massimo di spesa che può essere rimborsato ai beneficiari del Bonus Bancomat che hanno provveduto a dotarsi dei dispositivi è di 160 euro.

In verità, tale cifra rappresenta il tetto massimo delle somme che potranno essere restituite come credito d’imposta. Infatti, il bonus è strettamente legato ai ricavi e compensi maturati dai beneficiari derivanti dallo svolgimento della propria attività lavorativa. 

Nello specifico, otterranno il rimborso del 70% di quanto speso per l’acquisto dei dispositivi i beneficiari i titolari di Partita Iva, arte e professione che hanno realizzato compensi e ricavi non superiori ai 200.000 euro.

Il 40% andrà invece ai potenziali beneficiari con compensi  e ricavi relativi al periodo d’imposta precedente di ammontare superiore a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro.

Infine, il 10% di rimborso andrà invece ai soggetti con compensi e ricavi, sempre riferiti al periodo d’imposta precedente, superiori a 1 milione di euro fino a 5 milioni. 

Diverse sono le percentuali di rimborso per coloro che acquistano o noleggiano dispositivi di pagamento tecnologicamente più evoluti (nel corso dell’articolo indicheremo quali sono). In tal caso, il rimborso delle spese supportate non potrà superare i 320 euro a soggetto e verrà ripartito nelle seguenti misure:

  • Il 100%, ossia il rimborso totale, si applica ai soggetti che hanno conseguito compensi e ricavi non oltre i 200.000 euro;
  • Il 70% ai potenziali beneficiari con ricavi e compensi compresi tra i 200.000 euro e un milione di euro;
  • Il 40% a coloro che hanno maturato compensi e ricavi di importo compreso tra un milione e i 5 milioni di euro.

Bonus bancomat: quali dispositivi si possono comprare?

Una volta definiti importi e requisiti da possedere per poter accedere al nuovo bonus, non rimane che indicare per quali dispositivi acquistati o noleggiati l’agevolazione consente il rimborso delle spese sostenute.

In sintesi, chi intende usufruire del Bonus Bancomat dovrà dotarsi di un POS, un apparecchio per rende possibile la lettura delle carte di pagamento elettroniche (bancomat, carte di debito, carte di credito).

Per meglio intenderci, si potrà ottenere il primo rimborso da 160 euro mediante credito di imposta se si acquista o noleggia un POS o qualunque altro apparecchio che permetta i pagamenti con moneta elettronica da parte dei consumatori finali.

In aggiunta, il decreto precisa che tali dispositivi dovranno essere collegati a registratori di cassa e ai software dedicati alla creazione ed emissione delle fatture elettroniche.

Diversamente, l’altra componente del bonus, quella che permette un rimborso fino a 320 euro sul noleggio o l’acquisto di dispositivi di pagamento più all’avanguardia, riguarda i sistemi che rendono possibile il pagamento di beni o le prestazioni di servizi tramite moneta elettronica e, allo stesso tempo, il trasferimento automatico dei dati raccolti all’Agenzia delle Entrate.

Bonus bancomat: come averlo

A differenza di altri incentivi introdotti dal Governo, il Bonus Bancomat non richiede la presentazione di alcuna domanda all’Agenzia delle Entrate o a qualsiasi altro ente.

Questo perché il credito di imposta viene riconosciuto direttamente in dichiarazione dei redditi

È necessario affidarsi al proprio commercialista facendo pervenire allo stesso tutta la documentazione necessaria per accedere al benefit. Basta mettere da parte scontrini, fatture e ricevute che testimoniano l’avvenuto acquisto o il noleggio dei dispositivi di pagamento elettronico.