Ritorna il cashback, ma questa volta sotto altre spoglie. Sempre di cashback si tratta, ma diverso da quello a cui gli italiani sono stati abituati nel primo semestre 2021 e prima ancora nel periodo natalizio del 2020. Il cashback di Stato è stato sospeso con il decreto sostegni-bis che ha mandato in soffitta il cashback fino al 31 dicembre 2021. Il programma di rimborso dello Stato sulle spese pagate con strumenti elettronici e presso negozi fisici, ritornerà il 1 gennaio 2022, con alcune novità. 

Ma nel frattempo dal 15 settembre è partito un nuovo cashback avviato da Autostrade per l'Italia nelle vesti della sua società controllata ASPI. Si tratta infatti del programma che fino a fine anno, in modo automatico, rimborserà gli automobilisti che si muovono sui tratti autostradali a gestione ASPI e che potrebbero subire importanti ritardi di percorrenza, rispetto ai tempi medi, a causa della presenza dei cantieri. Il cashback andrà dal 25% al 100% del pedaggio pagato e sarà rimborsato entro gennaio 2022.

Cashback Autostrade: perchè è nato

Sono anni che la percorribilità del sistema autostradale italiano è limitata con la presenza di cantieri. Dopo i disastri di Avellino e del ponte Morandi, Autostrade per l'Italia ha avviato un programma di manutenzione sull'intera rete, visto che i programmi di manutenzione ordinaria previsti dagli accordi con le società di manutenzione non erano costantemente eseguiti. Questo ha comportato l'avvio di una massiccia operazione di apertura di cantieri per mettere in sicurezza le autostrade percorse da milioni di persone ogni anno. Le stragi di Avellino (bus precipitato il 28 luglio 2013 dal viadotto Acqualonga per problemi alle barriere, 40 morti) e Genova (crollo del Ponte Morandi il 14 agosto 2018, 43 morti) hanno portato dall’autunno 2019 ad avviare lavori. Necessitati da sequestri, da segnali mandati dalle Procure o da ulteriori crolli.

Ma si sono aggiunte anche le inadempienze rispetto alla direttiva europea del 2004 sulla sicurezza antincendio delle gallerie lunghe più di 500 metri. C'era tempo fino a fine 2019. Ed anche questi lavori si sono sommati agli altri.

Un ingorgo di cantieri non più programmabili, che ha portato Autostrade ad avviare in contemporanea tutti i lavori necessari per mettere in sicurezza la rete gestita da ASPI. 

Come funziona il cashback di Autostrade

Dopo due anni di annunci, è arrivato il momento della partenza. Dal 15 settembre, Autostrade per l'Italia (ASPI) vara il cashback sui pedaggi. In pratica la società rimborserà gli automobilisti che subiscono ritardi nella percorrenza dei tratti gestiti da ASPI, a causa dei cantieri. Tali rimborsi andranno dal 25 al 100% della tariffa pagata per percorrere la tratta interessata. Il confronto sarà tra il tempo percorso effettivamente e quello standard che ASPI ritiene debba essere impiegato per percorrere quel tratto. Il tempo standard è calcolato considerando una velocità media di 100 km/ora. Vale per tutti (esclusi per ora gli aderenti a consorzi), a prescindere dal veicolo che guidano: auto, furgoni, camion, moto o altro. I soldi inizieranno ad arrivare a gennaio, perché bisogna passare da un sistema transitorio. 

Nel primo periodo, i vari rimborsi saranno accreditati in un borsellino elettronico che sarà liquidato mediante bonifico bancario entro gennaio 2022. Poi dal 2022 invece il rimborso sarà immediato. Inoltre il cashback di Autostrade sarà erogato sia ai possessori di Telepass che non.

Dal calcolo del ritardo è escluso il tempo impiegato per le soste o altre cause non imputabili ai cantieri, come il traffico intenso o gli incidenti stradali.

Cashback: cosa fare per avere il rimborso di Autostrade

Per anni, l'automobilista che riteneva di aver percorso un tratto autostradale con tempi molto più lunghi di quelli previsti, a causa di cantieri, non aveva diritto ad alcun rimborso. Anzi doveva pagare l'intero pedaggio nonostante i disagi. Pochi sono stati gli sconti concessi o in alcune limitate circostanze esenzioni, ma solo per alcuni tratti in cui i disagi causati dai cantieri erano maggiori. In particolare sulla A14 tra Marche ed Abruzzo e in Liguria sulla A10. Ma spesso i rimborsi di Autostrade erano concessi solo a chi frequentava un tratta di autostrada molto breve in cui entrata ed uscita insistevano proprio su quel pezzo di autostrada. Per tratti a lunga percorrenza, anche se l'automobilista si trovava imbottigliato nelle stesse code del traffico locale non aveva diritto ad alcuni rimborso. 

Così, si è iniziato a parlare di un sistema automatico di rimborsi. Uno dei primi annunci ufficiali è stato dato a dicembre 2020 in audizione davanti alla commissione Trasporti della Camera.

Dopo nove mesi il cashback di Austostrade-Aspi parte in via transitoria, anche perchè deve essere messo a punto sia il sistema informatico, che risolvere una questione burocratica-fiscale. Infatti la società Autostrade incassando il pedaggio retrocede una parte allo Stato: l'IVA che il canone con l’Anas finanzia parte delle proprie attività.

Cashback autostrade: quanto ammonta il rimborso

Il meccanismo con cui funzionerà il cashback di Autostrade è fino alla fine dell'anno transitorio. Esso consiste, secondo l'accordo trovato tra ASPI e Ministero delle Infrastrutture, nel calcolare il tempo di ritardo di percorrenza dei tratti autostradali interessati e confrontarlo con quello standard mediamente impiegato per percorrere quel tratto. 

Vengono così determinati i momenti nei quali il ritardo supera la soglia critica (almeno 15 minuti di ritardo rispetto al tempo standard) che dà diritto al rimborso. Il cashback è stato modulato in funzione dei ritardi e delle percorrenze. 

Il tempo standard è calcolato sulla velocità di 100 km/h per i veicoli leggeri e 70 km/h per quelli pesanti.

Gli importi variano in base all’entità del ritardo (per scaglioni di un quarto d’ora ciascuno) e alla lunghezza del viaggio, in base a una tabella. Il diritto al rimborso scatta per ritardi superiori a 15 minuti rispetto al tempo standard.

Per tratte fino a 29 chilometri, questi ritardi danno sempre diritto al rimborso del 100% del pedaggio.

Lo stesso è previsto nella fascia da 30 a 49 chilometri di percorrenza, tranne se il ritardo è tra 15 e 29 minuti: in questo caso, il rimborso scende al 75%.

Tra i 50 e i 99 chilometri, spetta il 50% per ritardi sotto i 30 minuti e il 75% per i ritardi da 30 a 45 minuti.

Sulle tratte più lunghe, si ha diritto a rimborso solo per ritardi molto consistenti. Per esempio, oltre i 500 chilometri, spetta il 25% per ritardi da 90 a 119 minuti e il 50% per ritardi da 120 minuti in su.

Il rimborso riguarda la sola quota di competenza di Aspi. Quindi, chi nel viaggio transita sulla rete di vari gestori vede il suo pedaggio ridursi solo nella parte corrispondente ai chilometri percorsi sulla rete Aspi.

Cashback: come ottenere il rimborso da Autostrade

Per poter ottenere il rimborso da Autostrade nel caso in cui si rilevi un ritardo superiore a 15 minuti ed oltre nella percorrenza dei tratti autostradali gestiti da ASPI, si hanno due alternative.

Per i titolari di telepass o altri sistema di telpedaggio, il rimborso è automatico ed avviene con uno sconto sulla fattura.

Per chi non possiede elepass, si deve scaricare un app, Free To X, che è gratuita e segnalare tramite essa l'anomalia dei tempi di percorrenza. Dopo aver scaricato l'APP si deve registrare inserendo una mail, il documento di riconoscimento e l'Iban per poter avere il rimborso. In assenza di telepass, per dimostrare di aver pagato il pedaggio ma nello stesso tempo aver subito un ritardo nella percorrenza, si deve allegare lo scontrino del pedaggio tramite l'app Free To X. Quindi al casello di pagamento del pedaggio ci si deve ricordare di chiedere la ricevuta. 

Dopo avere inserito questi dati e caricata la ricevuta, il sistema ha tutte le informazioni per elaborare la richiesta di rimborso. Autostrade si impegna ad evadere la richiesta in 24-48 ore e a procedere al rimborso.

Fino a fine anno, il rimborso non sarà immediato, ma i vari crediti saranno caricati in una sorta di borsellino elettronico, a garanzia del diritto al rimborso. Questo salvadanaio dei vari rimborsi autorizzati, può essere monitorato tramite app. 

I pagamenti avverranno a partire da gennaio 2022

Cashback di Autostrade: le esclusioni

Come abbiamo anticipato sopra, solo i tratti gestiti da ASPI, che sono quasi il 50% dell'intera rete autostradale, sono interessati dal cashback di Autostrade in caso di presenza di cantieri e lavori che ritardino la percorrenza dei tratti. Sono esclusi i tratti gestiti da società controllate da ASPI. Inoltre, si devono escludere alcuni cantieri che non danno diritto al cashback. Questi sono:

  • quelli che non comportano riduzioni di corsie, quindi apparentemente anche quelli estivi in cui si mettono a disposizione corsie di larghezza ridotta (eppure nei momenti di maggior traffico causano lunghe code anch’essi);
  • quelli in cui viene chiusa solo la corsia di emergenza;
  • quelli fuori dalla rete Aspi, anche se provocano code su tale rete (casi classico, quelli dell’A10 a Savona per lavori sull’A6);
  • quelli su autostrade “a sistema aperto”, cioè con barriere solo all’inizio e alla fine, senza caselli alle uscite intermedie e quindi con pedaggio a forfait, non legato ai chilometri percorsi (ciò taglia fuori la Milano-Laghi, molto battuta dai pendolari, nonostante nelle intenzioni dichiarate l’operazione cashback voglia essere particolarmente a sostegno dei pendolari);
  • le autostrade gestite dalla controllate di Aspi (come la Tangenziale di Napoli, anch’essa “regno” dei pendolari).