Per i tanti amanti del cashback, un amara notizia è arrivata dalla scorsa Legge di Bilancio presentata alla camera il 28 ottobre scorso.

La manovra non prevede per il 2022 salvo ripensamenti dell'ultimo minuto il ritorno del cashback di Stato, il Consiglio dei Ministri a dunque preferito destinare tali risorse per la copertura di altre misure.

L'adrenalina ed il piacere di effettuare spese con bancomat e carte di credito grazie ai rimborsi previsti dal servizio per il momento rimarrà un lontano ricordo.

A fronte di un cashback di Stato che non si sa se e quando verrà reintrodotto si sta sempre più diffondendo quello messo a disposizione da banche e istituti di credito che come vedremo prevede nuove regole e premi più ricchi.

Il cashback di Stato istituito dal ex governo Conte bis da subito-anche per la novità che rappresentava-è stato oggetto di una vasta attenzione mediatica.

Sin dal suo insediamento la misura non è piaciuta all'attuale presidente del consiglio Mario Draghi che ha deciso di sospenderlo in corsa senza neanche aspettare la naturale scadenza prevista per fine 2021.

C'è da dire che la misura aveva fatto breccia tra i consumatori, prendendo in esame infatti alcuni dati forniti dal sito Facile.it ci rendiamo conto che il cashback di Stato stava realmente funzionando nell'ottica di cambiare le abitudini dei consumatori incentivandoli ad effettuare pagamenti ed acquisti con metodi digitali.

Quanto scritto viene confermato dai numeri provenienti dal primo semestre del 2021 in cui il sitoFacile.it ha rilevato un'aumento del 40% delle richieste di persone interessate a carte di credito provenienti da una fascia di popolazione giovane fino a 35 anni.

Per chi fosse interessato al tema di seguito un video You tube tratto dal canale Tutto Tech in cui vine spiegato l'intero regolamento del cashback 2021,

oltre che alla procedurea per poter ottenere i rimborsi previsti dal servizio, sarà infatti possibile ottenere rimborsi fino a 3.300 euro.

Cos’è il cashback e la sua sospensione

Il cashback prevedeva il rimborso del 10% sugli acquisti o sui pagamenti effettuati con bancomat e carte di credito.

La misura è stata fortemente voluta dall'ex governo Conte bis attuata con il decreto n. 156 del 24 novembre 2020 con il molteplice obiettivo di:

  • limitare l'uso dei contanti;
  • incentivare la propensione al consumo, in un periodo quello della pandemia in cui molte attività commerciali erano piombate in una profonda crisi economica;
  • dare un sostegno al reddito dei cittadini, tramite i rimborsi previsti dal servizio.

Tutto questo rientrava in un piano di incentivazione dei pagamenti digitali denominato Piano Italia Cashless.

Con l'insediamento del nuovo governo Draghi l'opinione sul cashback è assolutamente cambiata, ritenuto mal strutturato, inutile e pericoloso poichè dava modo di compiere da parte di alcuni cittadini scorretti frodi ai danni dello Stato.

Mario Draghi decreto-legge n. 99 del 30 giugno 2021, decise di sospendere momentaneamente il cashback di Stato con la promessa in futuro di renderlo nuovamente attivo a fronte di profonde modifiche, questo futuro però sembra essere ancora lontano.

Cashback, un successo inaspettato!

Il cashback è stato un vero e proprio successo inaspettato!

La misura ha smentito i dubbi della vigilia sulla reale efficacia di un servizio così innovativo oltre che per l'obiettivo-ritenuto troppo ambizioso-nel voler cambiare le abitudini degli italiani spostandoli dall'amato contante ai pagamenti con bancomat e carte di credito.

Il successo del cashback è decretato dai numeri così come riportato da uno studio effettuato dall’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano che ha visto nel primo semestre del 2021 un aumento dei pagamenti effettuati con carte e bancomat del 23%, circa 145 miliardi di euro di spese ed acquisiti effettuati con metodi di pagamento digitali.

Le sorprese non sono finite qui lo stesso studio infatti ci da un indicazione anche sull'aumento del numero di transazioni , 3,2 miliardi (primo semestre 2021), facendo registrare un +40% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Si potrebbe però mettere in discussione tale dato a fronte del fatto che il 2020 è stato un anno in cui a causa delle numerose restrizioni imposte dal governo per fronteggiare l'emergenza Covid-19 e il conseguente crollo dei consumi.

In verità la crescita del numero di transazioni e del volume di pagamenti effettuati con strumenti digitali registrati nei primi sei mesi del 2021 ha superato anche il dati del primo semestre del 2019-pre pandemia-con un +15% in termini di transato.

Ultimamente durante l'audizione sulla Nadef è stato lo stesso ministro dell'Economia Daniele Franco a sostenere l'importanza del cashback si fini di combattere, riciclaggio ed evasione fiscale incentivando all'uso di carte di credito e bancomat, metodi totalmente tracciabili.

Ecco il cashback privato con premi più ricchi

Nonostante il successo avuto nella sua breve vita il cashback, Mario Draghi ha deciso di sospendere il servizio anche a causa effettivamente di problemi strutturali che hanno favorito frodi ai danni dello Stato da parte di cittadini poco corretti.

Quella di Draghi però non è stata una bocciatura completa, nelle sue intenzioni c'è la volontà in futuro di reintrodurlo, ma a fronte di profonde modifiche.

Quello che si chiedono molti cittadini è quando si potrà tornare ad usare bancomat e carta di credito con la felicità nuovamente di tornare a ricevere dei soldi come rimborso a fronte di un acquisto?

Per il cashback di Stato per il momento non sembrano esserci speranze, ma quello che sta accadendo è un forte interessamento al modello da parte di banche ed istituti di credito che vorrebbero applicarlo in forma privata destinandolo alla propria clientela con l’obiettivo di continuare a incentivare l’uso dei pagamenti elettronici.

Il meccanismo promosso dagli istituti di credito e citato da Ivano Cresto-Managing Director financial products di Facile.it- parole tali istituti prevedono un rimborso del 10% che con l'aumentare del numero di transazioni scenda progressivamente fino ad arrivare ad un 1%, altri modelli cashback invece prevedono un rimborso fisso per ogni transazione effettuata.

Il ritorno del cashback, ma modificato. Come?

Se Draghi si è limitato a bocciare il cashback è ad aprire alla possibilità di reintrodurlo dopo opportune modifiche, ma dichiarando che non rientra assolutamente nelle priorità dell'esecutivo, il ministro dell'Economia Franco durante il NADEF ci ha tenuto a precisare l'importanza di tale servizio, per i motivi citati nei paragrafi precedenti, aprendo ad una riattivazione già nel 2022 e proponendo il contenuto di alcune modifiche da apportare.

Si partirebbe con la possibilità di aderire al cashback solo da parte di quella fascia di popolazione con reddito medio-basso, ciò significa che verrà introdotta una soglia ISEE.

Inoltre per poter accedere al rimborso si dovrà necessariamente raggiungere un determinato numero di transazioni che sembra essere pari a 50 operazioni a semestre.

Queste due modifiche avrebbero l'effetto di rendere nuovamente disponibile il cashback per i cittadini e dallo stesso tempo rendere il servizio sostenibile per le casse dello Stato visto che si risparmierebbero circa 500 mila euro l'anno.

Tra le regole che dovranno essere chiarite inoltre ci dovranno essere nuove misure contro le numerose scorrettezze messe in atto dai cosiddetti -furbetti del cashback- che in molti casi sono riusciti ad eludere il regolamento attraverso comportamenti poco etici.

Tanto per riportare un esempio concreto l'espedente più famoso rimane quello delle micro-transazioni presso le stazioni di benzina, ma non solo.

Praticamente il soggetto divideva il pagamento per esempio relativo a 50 euro di gasolio, in 10 transazioni da 5 euro, andando in questo modo a scalare la classifica del super cashback in cui ciò che contava non era il volume bensì il numero di transazioni.

 Super cashback che comunque non dovrebbe essere riconfermato nella nuovo servizio che verrà reintrodotto.

Le nuove regole limiteranno il numero di beneficiari che avranno diritto al nuovo servizio, questo potrebbe portare a non raggiungere uno degli obiettivi più importanti, cambiare le abitudini degli italiani spostandoli dall'effettuare pagamenti in contanti a strumenti di pagamento digitale.

Cashback di Stato nel 2022, si accende la battaglia in parlamento 

In parlamento resta comunque accesa la battaglia portata avanti dai Cinque stelle e più precisamente dal leader Giuseppe Conte-creatore del cashback-che spingono per la riattivazione del servizio sin dai primi mesi del 2022, ritenendolo di fondamentale importanza per limitare la circolazione di denaro contante combattendo evasione fiscale e riciclaggio di denaro "sporco".

Proprio per questo è in atto tra i membri dei Cinquestelle la stesura di un testo con all'interno le opportune modifiche che vadano a cancellare le criticità del precedente cashback oltre che a renderlo sostenibile per le casse dello Stato.

Le parole di Giuseppe Conte sono state chiare e decise:

Non staremo muti e buoni se si tratta di difendere i nostri valori, noi siamo leali al governo, ma non abbiamo firmato assegni in bianco. 

Pretendiamo il rispetto degli impegni. 

L'evasione fiscale supera i 100 miliardi annui e incide sulle lunghe liste d'attesa nei nostri ospedali, sui servizi ai cittadini, sulle scuole. Ciò nonostante  provvedimenti come il Cashback-utili a combattere l'evasione- sono stati bruscamente interrotti, eppure alcune forze politiche continuano a strizzare l'occhio agli evasori.