Dal mese di luglio 2021 il cashback di Stato è stato sospeso, secondo fonti governative fino a gennaio 2022, secondo altri fino a data da destinarsi.

Iniziano ad arrivare sui conti correnti degli italiani i bonifici relativi al pagamento del primo semestre del cashback di Stato, quello che è andato da gennaio a giugno 2021, prima della momentanea sospensione voluta dal Governo Draghi.

Allo scadere del suo primo semestre di vita, il Cashback è infatti stato momentaneamente messo in stand by così come anche il pagamento previsto per il cosiddetto “super cashback”, mentre sono partiti i pagamenti per coloro che abbiano effettuato le 50 transazioni necessarie per la versione base.

In questo video, HDblog ci propone un breve riassunto di cosa sia il cashback e cosa dobbiamo aspettarci per il futuro: STOP al CASHBACK di Stato: ecco cosa succede ora.

 

Un incentivo per gli italiani ad effettuare pagamenti tracciabili

Introdotto dal Governo Conte alla fine del 2020, il cashback di Stato nasce per invogliare gli italiani ad effettuare pagamenti tracciabili tramite carte di credito o bancomat, limitando quanto più possibile l’impiego di contanti.

In questo modo, infatti, al raggiungimento della soglia minima di transazioni effettuate cashless, ovvero appunto “senza denaro contante” ( che per il primo semestre era stata fissata a 50 transazioni ), l’utente si vedrà restituita una percentuale di quanto speso, pari al 10% dell’ammontare, fino ad un massimo di 150 euro.

Dopo una prima edizione sperimentale era già stata messa in atto tra tra l’8 e il 31 dicembre 2020, il “cashback di Natale”, l’iniziativa è poi entrata nel vivo della operatività a gennaio 2021 e sarebbe dovuta essere valida per quattro semestri, fino al giugno del 2022.

Per poter ricevere il rimborso previsto alla fine si ogni semestre dell’iniziativa, il cittadino che ne prende parte deve effettuare almeno 50 operazioni cashless, una scelta nata per invogliare non tanto l’importo delle singole spese quanto l’impiego di modalità di pagamento elettronico.

Il budget del rimborso del cashback che si può ricevere è pari al 10% della spesa effettuata, fino al raggiungimento del tetto massimo di spesa che è stato fissato a 1.500 euro per semestre, per un rimborso massimo di 150 euro.

Importantissimo per il caschback è la app IO

Per poter partecipare all’iniziativa per ricevere il rimborso di parte della spesa è necessario registrarsi tramite la app IO, a condizione che chi intende partecipare sia maggiorenne e risulti residente in Italia.

Tramite la app infatti l’utente può indicare una o più carte di credito o bancomat con i  quali prevede di effettuare i pagamenti contactless.

Inoltre sempre nella sezione dedicata all’interno di IO, che prende appunto il nome di “Cashback”, è possibile monitorare il numero di transazioni che sono state effettuate e, al momento del rimborso, lo stato del pagamento.

Sono infatti stati scanditi tutti i periodi per i singoli rimborsi:

  • 8 dicembre 2020 - 31 dicembre 2020;
  • 1° gennaio 2021 - 30 giugno 2021;
  • 1° luglio 2021 - 31 dicembre 2021;
  • 1° gennaio 2022 - 30 giugno 2022.

Ad oggi, sulla stringa relativa al secondo semestre 2021 (luglio-dicembre) è presente la dicitura in merito alla sospensione temporanea dell’iniziativa.

Fanno cumulo per il totale tutte le operazioni cashless

Vengono considerate valide nel compito finale del numero delle transazioni effettuate, per arrivare alla quota minima di 50 a semestre, tutti i pagamenti che il cittadino nei negozi fisici con l’uso di carta di credito o bancomat.

Valgono quindi i pagamenti presso bar e ristoranti, presso negozi alimentari o di abbigliamento, ma anche le transazioni effettuate presso benzinai, pagamenti di servizi medici e così via: qualsiasi tipo di pagamento effettuato fisicamente con una carte di credito o bancomat può essere considerato valido.

Al contrario, non possono essere considerate valide tutte le spese e i pagamenti effettuati in internet.

Una decisione, quest’ultima, che è stata presa proprio per incentivare il commercio e le spese presso i negozi fisici e tradizionali.

Rimangono inoltre al di fuori del computo finale anche tutte le spese beh vengono effettuate nell'ambito dell'attività professionale o imprenditoriale.

Ad oggi però il cashback di Stato è sospeso

Così come era stato pensato, l’iniziativa a sostegno dei pagamenti contactless sarebbe dovuta essere operativa ininterrottamente fino al 30 giugno 2022.

Ma allo scadere del primo semestre del 2021, il Governo Draghi ha annunciato la momentanea sospensione sia della formula base che del cosiddetto “Super cashback”.

Quest’ultimo rappresenta una formula aggiuntiva al cashback, che prevede il pagamento di ulteriori 1.500 euro per i primi 100.000 utenti registrati che abbiano effettuato nel corso del semestre il numero più alto di operazioni tramite bancomat e carta di credito.

La sospensione dell’iniziativa è stata ufficializzata con il decreto n. 99/2021, proprio allo scadere del semestre scaduto il 30 giugno 2021, preannunciando che l’iniziativa riprendere nel primo semestre del 2022, quindi tra gennaio e giugno 2022, ma solo per super cashback.

Stando così i fatti quindi il cashback così come lo abbiamo conosciuto, non sarebbe più operativo.

E cosa ne è dei rimborsi del primo semestre di cashback?

Il decreto n. 99 del 30 giugno 2021, quindi, ha ufficializzato la temporanea (forse) sospensione del Cashback di Stato fino all’inizio del nuovo anno.

Gli utenti si sono quindi interrogati su quando avrebbero potuto ricevere il rimborso relativa alla prima fase dell’iniziativa.

Se infatti sembra non sarebbero dovute cambiare le scadenze per il cashback “tradizionale”, sono stati invece rinviati i rimborsi relativi al super cashback di 1.500 euro.

Il Governo Draghi quindi ha operato, oltre alla momentanea sospensione del cashback di Stato, anche una nuova calendarizzazione dei pagamenti per gli utenti che hanno partecipato all’iniziativa.

In linea di massima, nessun ritardo si è avuto sulla tabella di marcia indicata già all’inizio dell’iniziativa per il rimborso del cashback.

Entro il 31 agosto, infatti, tutti gli italiani che erano iscritti al programma e che hanno totalizzato almeno 50 transazioni necessarie nel semestre 2021 hanno iniziato a ricevere il rimborso sul proprio IBAN.

Consap, la società a cui il Ministero dell’economia e delle finanze si è affidato per la liquidazione dei rimborsi, ha quindi effettuato i pagamenti.

In base ai dati torniti, i bonifici effettuati sono stati ben 6.041.945 i milioni, per un totale di circa 893 milioni di euro.

Alcuni ritardi, come sottolinea la stessa Consap, vi sono stati per gli utenti che hanno fornito in ritardo l’IBAN o hanno addirittura dimenticato di fornirlo.

In questo caso, come spiega Consap a CorCom,

“in via del tutto eccezionale saranno effettuati i pagamenti nei prossimi mesi, non appena il Mef avrà fornito le risorse economiche aggiuntive”.

Diversa invece la situazione per il super cashback: il decreto Lavoro e imprese ha infatti riportato nuove date per quanto riguarda il pagamento dei 1.500 euro per coloro che hanno vinto il super rimborso.

I 100.000 cittadini che si sono aggiudicati il super cashback l’erogazione del rimborso è stata spostata entro la fine del mese di novembre.

A ritardare ulteriormente le tempistiche tuttavia potrebbero intervenire i controlli che si stanno effettuando sui “furbetti”, ovvero coloro che hanno accumulato micro-transazioni da pochi centesimi scorporando i pagamenti in un medesimo acquisto.

Inoltre, sottolinea Consap, si dovranno tenere in considerazione anche le migliaia di reclami che si sono accumulati nel corso del tempo.

Ma come mai il cashback è stato sospeso?

Per capire se ci sarà una nuova edizione del cashback di Stato nel 2022 è utile capire quali siano state le cause di questa sospensione temporanea.

La motivazione di base è senza dubbio prettamente economica: il Governo infatti è stato chiamato ad affrontare nuove spese e ha dovuto utilizzare le risorse destinate al cashback in modo diverso.

In particolare infatti a causa dell’emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica numerosi investimenti sono stati destinati al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali.

Ma non è tutto qui.

Il Governo Draghi infatti ha dovuto correggere, sotto indicazione della Corte dei Conti, alcune criticità che sono state evidenziate già nel primo semestre dell’iniziativa.

In particolare infatti vi sono stati dei problemi in merito alla cosiddette micro transazioni, che hanno spesso inficiato il risultato finale del super cashback.

E la Corte dei Conti si è espressa in modo particolarmente negativo, nel Rapporto sul Coordinamento della Finanza Pubblica 2021, proprio su quest’aspetto.

Inoltre, stando sempre all’analisi che è stata fatta dalla Corte dei Conti, il Governo non è stato in grado di fornire in tempo utile dei dati minimi per poter valutare in modo adeguato il primo semestre e l’andamento nel corso del tempo del cashback, oltre che i suoi effetti sull’economia italiana.

Proprio per questo motivi la proposta che Corte dei Conti ha avanzato è stata la revisione del sistema di monitoraggio e computo delle transazioni che fanno cumulo per poter poi ricevere il rimborso.

In particolare la proposta stata quella di aumentare ulteriormente il numero di transazioni minime necessarie per poter poi ricevere il rimborso.

In questo modo si intende limitare l’azione dei “furbetti del cashback”.

Probabilmente quindi la sospensione temporanea del cashback è stata  dovuta anche al bisogno di rimodulare le regole che stanno alla base dell’iniziativa.

Se a questi si aggiunge la mancanza di fondi utili per i rimborsi e la necessità di CONSAP di effettuare controlli più accurati per garantire il corretto andamento dei pagamenti per il supecashback per il primo semestre, la speranza che il cashback ritorni effettivamente operativo da gennaio 2022 tende a svanire.

Ma aspettiamo e vedremo!