Il Cashback di Stato è stato messo in pausa dal mese di luglio fino al mese di dicembre 2021, con la pubblicazione del Decreto-legge n. 99 del 30 giugno 2021. Dopo questi mesi di stop, in un certo senso sostituto dal Bonus Bancomat, il Cashback potrebbe prepararsi a ritornare in una veste nuova, per il prossimo anno 2022.

In rete, si leggono le prime indiscrezioni e tutte virano verso un rinnovo della misura, ma con qualche cambiamento. Cambia, quindi, la platea dei beneficiari? Ebbene sì! Potrebbero beneficiare del Cashback di Stato solo i cittadini con un reddito basso. Ma i possibili cambiamenti non finiscono qui.

Analizziamo quali potrebbero essere le novità per un probabile ritorno del Cashback dal prossimo gennaio 2022, ragionando anche su com’è stata la misura durante il primo semestre del 2021 e quali sono stati i motivi che hanno fatto decretare uno stop, da luglio a dicembre di quest’anno.

Cashback: ci sarà un ritorno?

È bene ribadirlo fin da subito: si tratta solo di indiscrezioni. Il Cashback di Stato potrebbe far ritorno in scena a partire dal prossimo gennaio 2022. Dopo uno stop di sei mesi, sostituito dal Bonus Bancomat, il Cashback potrebbe far tornare a parlare di sé.

Rinfreschiamoci la memoria. Il Cashback di Stato è stato introdotto nel mese di dicembre 2020, e non è durato poi così tanto. Il tempo di un semestre e dal mese di luglio 2021 è stato sospeso. I problemi sono stati tanti, ma, a fronte di essi, pare ci sia un ripensamento per la sua reintroduzione, per il prossimo anno.

Ma qual è il motivo dell'introduzione del Cashback? A fronte di questa misura, l’obiettivo principale è quello di limitare il più possibile l'uso dei contanti e, quindi, incentivare i pagamenti mediante l'utilizzo di carte di credito. Per quale motivo? Si pensa che così facendo si possa, in qualche modo, ridurre l’evasione fiscale.

Per questo motivo, si tratta di una misura proposta con "fare rivoluzionario", in grado di cambiare lo status quo della quota di evasione che attanaglia il nostro Paese.

Non ha avuto una partenza delle migliori, ma dopo aver ingranato la marcia giusta, si sono registrate molte richieste, tra cui anche quelle dei cosiddetti “furbetti” e, inoltre, così come si legge sul sito punto-informatico.it:

“[…] qualche distorsione del programma Super Cashback dovuta in primis a un regolamento scritto troppo frettolosamente, nonché alla volontà di scalare posizioni in classifica grazie alle solite furbate”.

Cashback: stop da luglio a dicembre. In alternativa, il Bonus Bancomat!

Come già detto, il Cashback di Stato è stato messo in stand-by per un semestre. La momentanea uscita di scena è stata sancita e ufficializzata con il Decreto-legge n. 99 del 30 giugno 2021. Però, da allora si è pensato ad una uscita di scena definitiva e non solo momentanea. Per quale motivo? Per via della sua immediata sostituzione con il Bonus Bancomat.

Un Bonus che non rispecchia in toto il Cashback di Stato. Infatti, a differenza del primo, il Bonus Bancomat si rivolge, sostanzialmente, a tutti, perché non viene richiesto il rispetto di nessuna soglia reddituale Isee.

Il fine dei due incentivi statali è pressoché lo stesso, ovvero incentivare i cittadini all’uso dei mezzi di pagamento elettronici, a discapito dei contanti e avere una panoramica della tracciabilità delle transazioni a 360°.

Questa volta, però, anziché rivolgersi ai consumatori, il Bonus è rivolto ai commercianti, ai professionisti e a qualunque attività, utilizzatori del Pos per incentivare i propri clienti a pagare con carte di credito.

In generale, possiamo dire che il Bonus Bancomat contiene al suo interno due misure di rimborso: il primo è per la spesa di acquisto o il noleggio di un Pos e il secondo per chi compra strumenti che permettono i pagamenti elettronici, ma appartenenti ad una generazione tecnologicamente più avanzata.

Quindi, acquistando un dispositivo atto a favorire gli acquisti tramite l'utilizzo di pagamenti elettronici, il credito di imposta può arrivare alla somma di ben 480 euro.

Analizzato il successo del Cashback di Stato, prima di scoprire quali sono state le indiscrezioni sul web per il prossimo anno, è bene analizzare come ha funzioto il Cashback nel 2021. In questo modo, sarà possibile fare anche eventuali paragoni e notare le differenze, qualora riscontrabili.

Cashback: ecco come ha funzionato durante il primo semestre del 2021

Il Cashback di Stato si è concluso il 30 giugno scorso. In realtà, iniziato il 1° gennaio del 2021, sarebbe dovuto rimanere in vigore fino al 30 giugno del 2022. Però, per il secondo semestre del 2021 è stato messo in pausa; successivamente, analizzeremo il perché.

Ma, per il primo semestre del 2021, in cosa è consistita la misura del Cashback di Stato? Si tratta di un programma che è stato organizzato in semestri. Il rimborso previsto è stato pari al 10% sulla somma spesa, ovviamente non pagando in contanti. Sul sito hdblog.it si legge che:

“Per ottenere il pagamento, è necessario aver effettuato almeno 50 pagamenti cashless in sei mesi. L'importo massimo dei rimborsi è di 15 euro per transazione, per un totale di 150 euro ogni semestre, con la possibilità di arrivare dunque a 300 euro in un anno”.

Una misura che ha interessato tutti gli acquisti effettuati in Italia, presso negozi e attività di ogni genere - esclusi gli acquisti online - e, ovviamente, pagando per mezzo di carte di credito. Qualunque acquisto era ammesso, a condizione che fosse a titolo privato e, pertanto, non professionale.

Ma prima del Cashback di Stato c’era già stata un’altra iniziativa simile, se non sperimentale della misura. Si tratta del Cashback di Natale, messo in atto tra l’8 e il 31 dicembre del 2020, che aveva un funzionamento in parte simile all’iniziativa partita il mese successivo.

Il vero punto cardine del Cashback, per tirare le somme, è quello di incentivare i consumatori all’utilizzo dei pagamenti elettronici, ma non per singoli e saltuari acquisti, ma come modalità da utilizzare con più frequenza. 

Ma tutti questi obiettivi sono stati raggiunti? Sebbene sia stata una misura molto apprezzata, ha davvero aiutato ad evitare l’evasione fiscale? Su questo punto, non tutti sono d’accordo. Alcuni sostengono, infatti, che il Cashback non sia servito poi così tanto, in quanto ha incentivato l’utilizzo dei pagamenti elettronici, soltanto laddove il problema dell’evasione non rappresentava grosse problematiche. Inoltre, molti pensano che il Cashback abbia invogliato di più ai pagamenti elettronici chi già li utilizzava e non più di tanto chi non ne faceva uso.

È bene non dimenticare anche un’altra misura: il Super cashback di Stato: si tratta di un premio di 1500 euro per i primi 100.000 cittadini che hanno effettuato il maggior numero di transazioni durante il semestre del cashback. 

Un'altra misura pensata per incentivare all'uso dei pagamenti con carte di credito è la lotteria degli scontrini, ovvero una lotteria gratuita, rivolta ai cittadini maggiorenni e residenti in Italia. 

Cashback e rimborsi: come funzionano

Come abbiamo già detto in precedenza, il Cashback di Stato ha cadenza semestrale. Quindi, anche i rimborsi sono scanditi secondo questo parametro. Ecco in elenco quali sono i periodi previsti:

  • Primo gennaio 2021 – 30 giugno 2021;
  • Primo luglio 2021 – 31 dicembre 2021;
  • Primo gennaio 2022 – 30 giugno 2022.

Ma dei tre, ovviamente, il secondo periodo oramai non ha più valore, in quanto, come abbiamo detto, durante il secondo semestre del 2021 il Cashback è stato sospeso.

Comunque è bene precisare che per ottenere il rimborso del Cashback sono considerate valide le transazioni effettuate nel semestre di riferimento, nel numero minimo di cinquanta. È bene ribadire che sono valide quelle effettuate nei negozi fisici e per acquisti privati, e come già detto, non gli acquisti online.

Per quanto riguarda i rimborsi relativi al primo semestre, considerando la sospensione momentanea della misura pare non si siano verificati ritardi nei pagamenti. 

E per quanto riguarda i pagamenti del Super cashbak? I primi 100.000 cittadini che hanno effettuato il maggior numero di transazioni dovranno attendere ancora un po’ di tempo. Per loro, il premio arriverà alla fine del mese di novembre.

Cashback: possibile ritorno a gennaio?

Non è definitivo e non ci sono certezze, tuttavia, nulla toglie di ipotizzare un possibile ritorno del Cashback di Stato, il prossimo gennaio 2022. A seguito della sospensione nel secondo semestre del 2021, le lamentele non sono state poche. Ma, d'altra parte, è possibile anche uno stop definitivo della misura.

Tuttavia, rimanendo sempre sul terreno delle ipotesi, se il Cashback dovesse ritornare sarà uguale a prima? Molto probabilmente, potrebbero esserci alcuni cambiamenti in vista. Prima di tutto, da quello che si legge sul web, la modifica più sostanziale riguarderà i beneficiari. Sul sito ilgiornale.it si legge, infatti, che:

“La nuova versione sarà indirizzata decisamente a favore dei cittadini nelle fasce più basse di reddito. È probabile che il numero minimo di transazioni da effettuare, originariamente fissato a 50, venga abbassato”.

La previsione di agevolare i cittadini con redditi più bassi potrebbe discendere dall’obiettivo di diminuire le disuguaglianze sociali. Ma per quale motivo? Perché durante il primo semestre del 2021, a beneficiare della misura, sono stati, in misura maggiore, i cittadini con redditi medio-alti.

Ma un’altra questione da tenere presente è quella relativa al costo della misura. Infatti, sul sito investireoggi.it si legge che:

“[…] l’intera misura potrebbe costare decisamente meno: circa 500 milioni di euro l’anno. Si tratterebbe di una cifra notevolmente più bassa rispetto a quanto era stato originariamente stanziato […]”.

Quindi, riassumendo, le modifiche scaturite dalle prime indiscrezioni circolanti sul web riguarderebbero un costo minore della misura e beneficiari più contenuti

Tuttavia, essendo stato molto criticato, non è detto che il Cashback verrà riconfermato effettivamente a partire dal mese di gennaio 2022. Quindi, non resta che attendere e vedere quali saranno le decisioni definitive.