È il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, a fare chiarezza riguardo a una possibile ripartenza del cashback a gennaio del prossimo anno. Se l’analisi sul cashback dimostrerà di poter far recuperare il costo da oltre un miliardo di euro con dei benefici in ambito di pagamenti digitali la misura sarà ripristinata.

Come ben sappiamo, soltanto qualche settimana fa il cashback di Stato è stato sospeso, con il secondo semestre in programma dal primo luglio al 31 dicembre 2021 che è stato completamente cancellato. 

Alla base di questa decisione presa dal Governo guidato da Mario Draghi, lo scetticismo riguardo una misura che avrebbe dovuto combattere l’evasione fiscale.

Ad oggi non si ha ancora un quadro completo sulla situazione e i benefici che avrebbe portato questa misura tanto voluta da Giuseppe Conte. O meglio, ha sicuramente incentivato la digitalizzazione e avvicinato parecchi cittadini alle carte di credito, di debito, eccetera.

Intanto, stanno già arrivando le comunicazioni – ai beneficiari del cashback ordinario – di avvenuto accredito del bonifico. Ricordiamo che i rimborsi (entro la cifra dei 150 euro) arriveranno a chi effettuato almeno cinquanta transazioni valide, e nel limite del 10% di sconto per ogni singola operazione.

Entro il 28 agosto saranno erogati tutti i rimborsi per gli utenti che sull’applicazione IO hanno già ricevuto questo messaggio:

Complimenti! Hai diritto ad un rimborso di €150,00, il massimo del rimborso possibile! Riceverai un messaggio quando verrà effettuato il bonifico all'IBAN da te scelto. 

Per gli esclusi che si sono visti cancellare delle transazioni e che ritengono siano invece valide, possono presentare ricorso tramite Consap (leggi qui come fare) entro e non oltre il 29 agosto 2021.

Intanto, il Governo lavora per una approfondita analisi costi-benefici, per vedere quali sono i margini di manovra per una reintroduzione del cashback dall’inizio del prossimo anno. 

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, durante l’audizione sulle tematiche relative alla riforma fiscale nelle commissioni finanza di Camera e Senato, si è espresso riguardo alla questione cashback

Nel paragrafo successivo andiamo a vedere cosa ha detto.

Il cashabck riparte nel 2022? Ecco le parole del ministro Franco

Sulla questione si è espresso anche il nuovo ministro dell’economia del Governo Draghi, Daniele Franco, che ha parlato degli effetti del cashback nei sei mesi del primo semestre della manovra, dal primo gennaio 2021 al trenta giugno dello stesso anno.

Il ministro ha parlato di:

effetti positivi sull’incremento delle transazioni effettuate tramite strumenti di pagamento elettronici, ma si tratta ora di valutare il costo sopportato dallo Stato (di un miliardo e mezzo di euro) e se questo è in grado di restituire dei benefici adeguati.

Quindi, se i benefici supereranno i costi (lezione base di microeconomia), Il Governo proseguirà con il cashback, visto che come afferma il ministro dell’economia Franco, l’attuazione del cashback nel primo semestre del 2022 (dal primo gennaio al trenta giungo) è rimasta nella legislazione vigente.

Cosa pensano i politici sul cashabck?

Vediamo ora come si sono espressi gli esponenti politici dei vari partiti italiani.

Fortemente contrario alla decisione di sospendere il cashback il “nuovo” Movimento cinque stelle guidato da Giuseppe Conte. 

Il ministro delle politiche agricole, Stefano Pattuanelli, facente capo al movimento pentastellato ha affermato come la decisone di sospendere il cashback sia un errore e si auspica che si possa tornare indietro con la decisione.

Dello stesso parere il deputato del Partito Democratico, Michele Bordo. Secondo Bordo, un conto è modificare quello che non funziona della misura, un’altra cosa è invece sospenderla.

In questi ultimi mesi il cashback ha fatto aumentare l’utilizzo della moneta elettronica da parte dei cittadini, riducendo cos’ il nero e conseguentemente l’evasione fiscale. Speriamo si possa rivedere questa decisone.

Continuando sul fronte PDM5S, un altro deputato pentastellato si è detto assolutamente non favorevole alla decisione del Governo, a cui ricordiamo, i cinque stelle partecipano. Si tratta di Michele Gubitosa, secondo il quale sospendere il cashback sarebbe stata una scelta miope

Per il deputato, il cashback è una misura che incentiva i pagamenti digitali e annichilisce l’evasione fiscale:

Alla misura hanno aderito quasi dieci milioni di cittadini italiani, che hanno effettuato milioni e milioni di transazioni tracciate, spingendo in alto i consumi, fortemente devastati dalla pandemia da Coronavirus.

Per un centro-sinistra che brontola, c’è invece un centro-destra che applaude le mosse dal Governo. 

Addirittura, Giorgia Meloni, la leader dell’unico partito della coalizione a essere rimasto fuori dal Governo Draghi, applaude la mossa dell’ex presidente della Banca Centrale Europea.

Per la Meloni, i quasi due miliardi risparmiati dovranno essere destinati ai lavoratori e alle attività che durante tutti questi mesi hanno dovuto subire delle chiusure forzate dal Governo Conte (prima) e Draghi (poi) a causa dell’emergenza virus.

Bisogna ricordare, che da subito Fratelli d’Italia si era espresso contrario definendo come “inutile” la misura del cashback introdotta - lo ricordiamo - dal Governo Conte.

Questa sospensione per sei mesi farà risparmiare allo Stato italiano almeno 500 milioni di euro, sperando che possa essere una decisione definitiva, in quanto i costi hanno ormai superato tutti i benefici. Dello stesso parere era stata anche la BCE (clicca il link per saperne di più).

Si è espressa così la vicecoordinatrice di Forza Italia e capo gruppo al Senato del partito, Anna Maria Bernini, riguardo il tanto discusso cashback di Stato.

Anche secondo Luca Squeri, deputato di Forza Italia, il cashback è una misura inutile definita come “buco nero di risorse. Il parlamentare ha commentato così le parole del ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco:

Evitiamo lo spreco di altro denaro pubblico.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Fratelli d’Italia anche la Lega di Matteo Salvini, che con una nota del sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanza, Claudio Durigon, si è detta favorevole alla sospensione, e rivendica di aver sempre sostenuto che la misura andasse rivista e modificata.

Anche Italia Viva si allinea a quanto comunicato dal centro-destra, con Ettore Rosato che ricorda che proprio il cashback fu uno dei principali motivi (fra gli altri) per il quale IV non votò per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e fece cadere il Governo Conte bis.

Inoltre, è chiaro come anche l’Unione Europea sia contraria a questa misura, che viene considerata come un “intervento a pioggia” e non un investimento per la ripartenza.

Nel frattempo, c’è solo da aspettare per avere la decisione definitiva del Governo riguardo a questa misura di rimborsi che è stata apprezzata da quasi dieci milioni di italiani che vi hanno partecipato.

Rimangono da capire i reali motivi per i quali la restante parte della cittadinanza non ha aderito al cashback, e se potranno risultare decisivi riguardo a una sua reintroduzione a gennaio del 2022.

Anche Draghi ha recentemente fatto notare come il cashback avesse funzionato al nord Italia molto più che nelle regioni del sud del Paese, andando ad incrementare le disuguaglianze tra la popolazione, ma soprattutto favorendo chi già ha una grande capacità di spesa.

Questo soprattutto nelle grandi città, dove si concentra maggiormente la ricchezza e la digitalizzazione.