Il cashback di stato è una misura interessante, sotto molti punti di vista innovativa e sorprendente: una vera e propria scommessa. Come tutte le scommesse, si vedrà soli alla fine se è vincente oppure no. Vediamo però come stanno andando le cose, ora che il semestre va verso la conclusione e qualcuno pregusta già il super rimborso.

Al netto di alcune polemiche che sempre accompagnando le misure innovative, il cashback di stato è una proposta sicuramente interessante, che proietta un po’ l’Italia verso il futuro. L’Italia è sicuramente uno di quei paesi più indietro sotto certi punti di vista, ma forse proprio per questo bisognerebbe essere indulgenti nei confronti di questa misura (che in futuro potrà essere migliorata) che ha sicuramente una motivazione di fondo positiva e condivisibile.

Si tratta infatti di un modo per incentivare i cittadini ad utilizzare le monete digitali al posto delle banconote. L’Italia è molto indietro nella classifica delle nazioni più moderne in questo senso e, per questo motivo, il cashback può dare una spinta molto positiva. C’è da capire anche per quanto verrà confermata questa misura, anche in virtù del successo che si è riscontrato in questi mesi. Successo, se così si può dire, addirittura eccessivo, considerato che qualcuno ha provato a fare il furbo per scalare la classifica per accedere al super rimborso.

Tutto prevedibile, purtroppo, con il cashback che è solo una delle misure che il Governo ha pensato per fare fronte a questo periodo difficile. Un ulteriore aiuto per le famiglie italiane, i cui consumi sono stati spinti in tanti modi diversi, tra bonus vacanze, bonus per la casa e bonus spesa ed affitto. 

Un quadro molto ampio, in cui in alcune fasi i cittadini rischiano addirittura di perdersi, tra requisiti, compatibilità e questioni burocratiche. Proviamo dunque a fare ordine, capendo innanzitutto cos’è e come funziona questo famoso cashback, ma anche cosa si prospetta nel prossimo futuro.

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Cashback di stato: come funziona?

Innanzitutto, va definito il funzionamento del famoso cashback di Stato, spesso sovrapposto con la lotteria degli scontrini, anche se in realtà si tratta di qualcosa di profondamente diverso. O meglio, diverso è il concetto della misura, ma alcune finalità sono in comune.

Prima di approfondire le finalità, vediamo appunto come funziona la misura che inizialmente era stata pensata ed approvata per il periodo natalizio del 2020, ma poi confermata anche per il 2021. Un incentivo a spendere, ovviamente, in modo da spingere i consumi in un periodo difficilissimo, ma anche a farlo attraverso pagamenti con carta di credito, di debito o metodi digitali (cioè con moneta digitale). Tutti questi pagamenti concorrono poi a formare la cifra totale su cui si calcola il cashback, che non può superare la cifra massima di 300 euro.

Per poter avere il cashback, che ammonta al 10% della cifra spesa (fino a 300 euro, appunto), bisogna effettuare nel semestre un minimo di 50 transazioni. Dunque, i criteri per accedervi sono semplici: essere maggiorenni, risiedere in Italia e rispettare quel numero minimo di transazioni. Questo rende il bonus accessibile praticamente a tutti, senza alcun criterio particolare come la situazione economica (in genere misurata con l’Isee), patrimoniale o reddituale. 

Facendo un esempio, se Mario Rossi effettua tra il gennaio 2021 ed il 30 giugno 2021 60 transazioni totali con la propria carta di credito per un totale di 2.000 euro, otterrà a luglio 2021 il cashback del 10% di questa cifra, ovvero 200 euro.

Un piccolo extra che di certo fa bene, non solo al portafoglio di tutti i Mario Rossi della situazione, ma anche simbolicamente un incentivo ai consumi che possa contribuire a rilanciare l’economia, fortemente danneggiata da tutte le conseguenze della pandemia, dal marzo dell’anno scorso ad oggi.

Cashback: come nasce e perché

Una volta capito come funziona il famoso cashback, si può scavare un po’ più a fondo per capire cosa ha portato al suo concepimento. Non si tratta di una misura completamente nuova, nel senso che anche in altri paesi sono attive misure simile per incentivare i consumi dei cittadini e per spingere verso i pagamenti elettronici. In Italia, però, si tratta di qualcosa di inedito, che proprio per questo motivo ha trovato un po’ di opposizione nei tradizionalisti, troppo legati al pagamento in contante e contrariati da questo disincentivo all’utilizzo della carta moneta.

Ecco che però spicca il motivo più consistente per cui questa misura è stata concepita: combattere l’evasione fiscale. L’evasione in Italia ed in generale tutta l’economia sommersa (cioè quella non ufficiale) sono un problema enorme, che toglie dalle casse dello stato diversi miliardi ogni anno.

Transazioni fatte “in nero” e pagamenti in contanti vanno di pari passo (è ormai noto che per un pagamento in nero non si usa certo la carta), senza considerare tutto ciò che riguarda la criminalità organizzata, un vero e proprio motore di movimenti illeciti legati a droga ed a denaro “sporco”.

Ecco che quindi il Governo si sta muovendo in una direzione molto importante per la lotta all’evasione, attraverso misure che si presentano come molto efficaci. La fatturazione elettronica aveva rappresentato una svolta proprio in quest’ottica ed ora arriva anche il cashback, appunto. Ancora una volta, ripetiamo che per vedere la vera efficacia bisognerà attendere del tempo, ma l’obiettivo è sicuramente degno di essere perseguito e, se dovesse esserci un vero beneficio per la collettività, questo potrebbe innescare un meccanismo veramente importante verso la lotta all’evasione.

Cashback di Stato: pizzicati i furbetti

Molti i furbetti pizzicati ad aggirare le regole per ottenere il famoso cashback. Come abbiamo visto, sono sufficienti 50 transazioni per accedere al rimborso ordinario del 10%, un numero piuttosto ragionevole in sei mesi. Facendo due calcoli, basterebbe una sola transazione ogni tre giorni per rientrare nel numero richiesto.

C’è però anche il super rimborso, previsto per i cittadini che si collocano tra i 100.000 italiani con più transazioni eseguite. A far fede è il numero di transazioni a prescindere dall’importo e, di conseguenza, cosa potrà mai essere successo? Qualcuno ha provato ad aumentare il proprio ranking facendo micro-transazioni, arrivando fino a trenta al giorno, un numero assolutamente assurdo che, come era prevedibile, ha dato nell’occhio.

Tutto ciò per accedere al super rimborso che ammonta a ben 1.500 euro. Una cifra importante, ben più consistente del 10% che può arrivare fino a 300 euro. Questa forzatura è stata riscontrata soprattutto nelle stazioni di rifornimento di carburante per le auto: moltissimi hanno provato a fare il pieno con molte transazioni differenti da pochi euro (o pochi centesimi, addirittura) ciascuna.

Come risolvere questo problema? Semplicemente alzando la soglia minima di importo per ogni transazione. Dunque, le transazioni da pochissimi euro non saranno più considerate e questo giochino dei furbetti non funzionerà più.

Ecco il paradiso del cashback

Per chi si fosse già affezionato a questa giovane misura, c’è un’opportunità interessante: una bella vacanza a Sauris. Paese ritenuto il paradiso del cashback (l’iniziativa si chiama “Borghi del cashback”) perché si è fatto promotore di una proposta che interessa i principali esercenti del paese, creando una vera e propria rete di negozi ed esercizi commerciali in cui si può ottenere il cashback.

Una proposta fatta per incentivare il turismo ed i consumi dei turisti, ovviamente, che potrebbe anche fare da modello per altri paesi che guardano interessati a questa soluzione. Magari non proprio adatta alle grandi città (ma questo è tutto da vedere), ma pur sempre una scommessa che potrebbe rivelarsi vincente. Anche in questo caso, solo il tempo ci dirà se questo sia un azzardo o un colpo di genio.

Tra l’altro, a Sauris è possibile trascorrere una vacanza all’insegna del verde e del buon cibo, quindi le soddisfazioni non mancano certo. Patria del prosciutto crudo, vanta panorami mozzafiato ed ha anche una certa tradizione turistica, dunque sicuramente si può trascorrere un bel periodo “a misura di turista”.

Cashback: prospettive e aspettative

Il Governo si sta interrogando sul da farsi sul fronte cashback, così come su moltissime altre misure. In questa fase di stallo (in cui ancora si attendono i decreti attuativi del Sostegni Bis), ci sono molte questioni in sospeso ed il calo dei contagi ed il procedere spedito della campagna vaccinale sono sicuramente all’interno delle variabili considerate dal Governo ed in particolare dal premier, l’ex Governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi.

Se l’emergenza sembra essere verso una fase calma, come del resto era stata anche l’estate scorsa, di certo alcune misure verranno riviste ed anche congelate. Si pensi ai vari bonus, contributi a fondo perduto ed anche al Reddito di Emergenza: se la situazione continua a migliorare, potrebbero non essere più necessari.

Questo è naturalmente positivo in termini di ripresa, ma comporterà una serie di conseguenze negative, come la fine del blocco licenziamenti ed il ripartire della presa in carico delle cartelle esattoriali da parte dell’Agenzia della Riscossione.

Ecco che il cashback potrebbe fare la differenza, offrendo ai cittadini una forma di ritorno economico meno diretta rispetto a bonus e sussidi, ma con un impatto molto meno impegnativo in termini economici sul bilancio dello Stato. Una sorta di formula win-win, se la misura verrà ritenuta vincente, a cui il Governo non vorrà proprio rinunciare.

Tutto sospeso in attesa di poter fare valutazioni più razionali e mirate, ma la prospettiva sembra essere proprio questa. Il cashback ad oggi resta “solo” una grande scommessa, ma nell’Italia di domani, in cui la ripresa economica sarà fondamentale, i consumi potrebbero costituire la vera chiave di volta per rendere il sistema più sostenibili, anche in termini di lotta all’evasione fiscale ed a tutto il mondo che c’è dietro.