Il bonus cashback, nel corso del suo primo periodo di proposta e relativa erogazione, è stato acclamato a gran voce da tutti i suoi fruitori. Al tempo stesso, tuttavia, ci sono state anche numerose polemiche a riguardo. Nonostante questo, la partecipazione in tal senso è stata piuttosto numerosa, rendendo il servizio in questione un vero e proprio successo.

In termini numerici, almeno. A livelli di gradimento, del resto, non ci è possibile capire come il pubblico di beneficiari abbia reagito alla proposta in questione, che ricordiamo essersi concretizzata agli inizi dell'anno corrente, vale a dire il 2021. Ad ogni modo, un dato di cui siamo venuti a conoscenza solamente negli ultimi giorni, può aiutarci a capire la rilevanza di questo fenomeno.

Un fenomeno che, col senno di poi, si è rivelato essere un manifesto completo del comportamento sociale che ha il popolo italiano verso gli incentivi. Vale a dire una vera e propria caccia al tesoro. Ad affermare questa tendenza neanche tanto insolita, è il sito del Fatto Quotidiano, riprendendo un report di proprietà dell'Osservatorio Innovative Payments. Citando quanto viene riportato sul sito preso in considerazione:

L’Osservatorio Innovative Payments rileva che le cifre transate sono salite del 23%, da 118 a 145,6 miliardi, più che compensando il calo registrato nei mesi delle più dure restrizioni anti Covid.

La direttrice dell'Osservatorio che si è diligentemente occupato di redigere questo interessante report, Valeria Portale, ha inoltre dichiarato che le transazioni effettuate sono state pari ad un numero equivalente a 750 milioni. Una cifra sicuramente sbalorditiva, e che fa comprendere in maniera piuttosto solare quanto questi incentivi vengano apprezzati di buon grado, nonostante le polemiche scaturite giornalmente potrebbero portare a pensarla in maniera piuttosto differente.

Gli incentivi, dunque, hanno portato dei benefici concreti all'abitudine del consumo, comportando anche una spesa minore per le casse statali. Ulteriori approfondimenti in merito al cashback, tema centrale di questo articoli, si possono visionare tramite un contenuto pubblicato dal canale YouTube di TuttoTech, realtà autorevole del settore tecnologico di riferimento.

Cashback di Stato: la definizione ufficiale

Il cashback, a livello generico, è un processo che è sempre esistito all'interno di numerosi servizi, pubblici o privati che fossero. Alcuni servizi, di fatti, in base al numero di operazioni effettuate nei suoi confronti, restituiscono all'acquirente una piccola percentuale di importo versato.

Questo modus operandi, ha degli effetti benefici a causa di molteplici motivazioni differenti. La prima, riguarda sicuramente il fattore del risparmio, da sempre tanto amato e apprezzato da chi spende di frequente. Ma anche da chi acquista sporadicamente, a dire il vero.

La seconda e ultima motivazione, non di certo per importanza, è relativa al fatto che l'acquisto venga reso gratificante, considerando che ogni volta che si compie questo gesto una piccola percentuale di denaro viene nuovamente incassata dall'acquirente. Il cashback ideato e proposto a livello statale, presenta all'incirca lo stesso principio fondamentale.

Ad essere differenti, di fatto, sono le motivazioni per cui questo servizio è stato proposto, per poi venire successivamente approvato da chi di dovere. Le principali ragioni per cui il cashback è stato introdotto a livello generale, come suggerisce il sito di Altro Consumo, è per incentivare al pagamento digitale, dissuadendo gli acquirenti abitudinari (e non) dall'utilizzo del denaro contante.

Per ogni transazione avvenuta tramite via elettronica, una piccola percentuale di denaro sarebbe rientrata nelle tasche della persona che ha effettuato l'operazione. Nel prossimo paragrafo, approfondiremo un altro aspetto inerente al bonus di cui si sta parlando in questo articolo: chi può aderire a questo incentivo.

Cashback: chi aderisce? Vediamolo insieme!

Il bonus cashback, così come per qualsiasi altro incentivo, ha una lista piuttosto contenuta di beneficiari o potenziali tali. Tuttavia, essendo contenuta, esiste un'altra faccia appartenente alla stessa medaglia: i requisiti severi. Questa poca elasticità in merito ai requisiti per poter accedere ad un incentivo, è sempre stata un forte oggetto di numerose discussioni, le quali non hanno mai saputo portare ad un punto comune.

Ad ogni modo, difficilmente la situazione potrà cambiare, specie se il dibattito sarà ancora così lontano dall'indentificarsi in una soluzione concreta. Una questione che invece sembra essere piuttosto chiara, invece, è quella riguardante la lista di chi può aderire a questo incentivo.

I negozi commerciali e le compagnie private, infatti, possono decidere o meno se aderire all'iniziativa del cashback, garantendo quindi una percentuale di ritorno economico per ogni acquisto che viene effettuato in quel determinato punto vendita. Come ben sappiamo, esistono vari metodi per verificare personalmente la validità di ogni processo. In questo caso, si può ricorrere a varie soluzioni.

Tra queste, spiega il Corriere della Sera, esiste la verifica dopo il pagamento. Controllando con maggiore attenzione la ricevuta d'acquisto, si potrebbe verificare se il circuito all'interno del quale è avvenuta la transazione in questione è affiliato a PagoPa, ente abilitato a questo servizio. La lista di circuiti abilitati, è facilmente reperibile su internet. In ogni caso, i principali servizi di pagamento sono supportati tranquillamente.

Un'altra valida alternativa, è quella di verificare nel negozio di nostro interesse se supporta il bonus o meno. Si può anche chiedere al proprietario o commesso di turno, naturalmente. Un metodo tradizionale, ma indubbiamente efficace e alla portata di chiunque. Nel prossimo paragrafo, entreremo finalmente nel cuore del discorso, approfondendo il motivo per cui l'incentivo in questione potrebbe sorprendentemente sparire in via definitiva. 

Cashback sospeso a breve: tutte le ipotesi della vicenda

Il cashback, come riportano numerose testate giornalistiche del settore, potrebbe clamorosamente venir abolito nel giro di poco tempo. Le motivazioni, ad oggi, sono ancora sconosciute ai più. Di fatti, ciò che ne deriva sono solamente delle ipotesi, ed è per questo che parlare di ufficialità in un periodo di simile approssimazione delle fonti riportate, è quantomeno affrettato e poco etico.

Un bilancio precipitoso riguardante questa vicenda ben precisa, del resto, potrebbe non rendere l'idea per quanto concerne tutti i suoi effettivi risvolti, i quali cambiano di giorno in giorno. Un quadro ben definito e ordinato riguardo questa situazione, ci viene fornito dal sito de Il Giornale, con un approfondimento articolato in maniera ottimale riguardo questo aspetto.

Stando ad alcune dichiarazioni effettuate, come vedremo in seguito, l'incentivo in questione potrebbe avere vita breve. L'ideale, sarebbe infatti quello di trovare una misura sostitutiva, e che possa di fatto entrare in vigore già dall'inizio del 2022. Uno scenario sul quale si sta già lavorando a pieno regime. Un nome che riecheggia spesso, quando si parla infatti di misure sostitutive, è il bonus bancomat.

Per il momento, come anticipato a inizio articolo, non è niente di sicuro e garantito in maniera totalitaria. Rimane una misura comunque ipotetica, e che in qualche modo potrebbe venir anche confermata dagli addetti ai lavori. Ma ora come ora, parlare di ufficialità non sarebbe corretto per tutta una serie di motivi dovuti alla mancata ufficialità delle dichiarazioni, appunto.

Tra sensazioni e ipotesi di vario genere, costruire un quadro etico e coerente allo stesso tempo può rivelarsi difficoltoso a dir poco. Nel prossimo paragrafo, vedremo di approfondire la lista di beneficiari che hanno o possono avere diritto all'incentivo di cui si è tanto parlato. La lista non è poi così tanto lunga, dunque non sarà un discorso poi così tanto difficile da comprendere o da analizzare nella sua interezza.

Cashback, a chi spetta?

Le novità in vista per il 2022, riguardo al bonus cashback, sono innumereovli. Una delle più preziose, riguarda proprio la lista di beneficiari che possono usufruire regolarmente del bonus. A darci una maggiore delucidazione, in tal senso, è un approfondimento appositamente pubblicato dal sito di Trend Online.

Nell'articolo in questione, infatti, viene riportata quella che è la principale innovazione che verrà inaugurata nell'ipotesi di un nuovo bonus dalla logica simile. Verranno infatti predilette quelle che sono le categorie di cittadini dalla situazione di reddito più complicata.

Il senso di incentivo, infatti, potrebbe venir perso se la platea di beneficiari fosse estesa come nelle casistiche precedenti. Ma nonostante questo, il successo di questa riforma non è stato sicuramente da trascurare. Anzi, sicuramente la proposta fatta ha saputo riscuotere il successo sperato.

Tuttavia, le varie motivazioni di una sua possibile sospensione definitiva rimangono ancora un grosso e gigantesco eco.

Cashback: le parole del ministro Franco

Questo articolo di approfondimento incentrato sul cashback, si chiuderà con un virgolettato riportato dal sito di Qui Finanza, che a sua volta riporta in maniera testuale le parole del ministro Franco, il quale si è espresso in maniera esplicita sulla vicenda. Citando quanto segue:

Il ministro dell’Economia Daniele Franco ha chiarito che il Cashback è stato uno strumento “molto importante” per recuperare e muovere verso i pagamenti elettronici, che tendono a essere pagamenti “che facilitano il contenimento dell’evasione perché tutto è più tracciato’, ma ‘non la vede come una misura strutturale.

Una vera e propria riconferma, dunque, appare perlopiù un'incognita difficile da realizzarsi. Mai perdere le speranze, ovviamente, ma le difficoltà ci sono, ed ignorarle è molto difficile. Tuttavia, da oggi al domani, la situazione si potrebbe evolvere quando meno ce lo si può aspettare.

D'altronde, quando si parla di bonus, spesso funziona così.