Il Cashback va in pensione e non avremo più sue notizie per un bel po’.

A deciderlo è la Cabina di Regia tenutasi a Palazzo Chigi giusto ieri, lunedì 28 giugno.

Una scelta che vede l’avviarsi a conclusione dell’ultima sessione di rimborsi a quegli utenti che hanno effettuato acquisti e dato origine a transazioni esclusivamente in via digitale con pagamenti elettronici.

Una battuta d’arresto che vede oltre 7.85 milioni di cittadini negarsi la possibilità di entrare nella tranche finale per concorrere al Supercashback di 1.500 euro indetto dallo Stato.

Da quanto emerge dalle statistiche, le transazioni valide superano le aspettative.

Circa 5.89 milioni di utenti hanno effettuato dalle 50 e più transazioni  entrando perfettamente nella categoria avente diritto al rimborso dei 150 euro previsti.

Un programma che, a distanza di mesi si è dimostrato un’ottimo metodo per incentivare l’uso dei pagamenti elettronici e preservare la sicurezza, combattendo allo stesso tempo l’evasione fiscale.

Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo.

Cashback di Stato: sospensione dal 1 luglio 2021

Viene promosso il 1 gennaio 2021 e a distanza di sei mesi siamo già alla frutta.

La misura prevista dal Governo per incentivare l’utilizzo di pagamenti elettronici al posto della moneta tradizionale, sembra non avere un futuro roseo.

La decisione di sospendere il programma che vedeva il rimborso sugli acquisti del 10% se fatti con pagamenti tracciabili, arriva come un fulmine a ciel sereno.

Sebbene Fratelli d’Italia ne avesse chiesto la chiusura ancora tempo addietro, il programma non aveva mai subito una battuta d’arresto come oggi.

Il Presidente di Fratelli d’Italia aveva parlato chiaro durante la mozione presentata in Senato.

Spiega il partito a giornale.it:

“Riteniamo assurdo che davanti al perdurare dell’emergenza sanitaria, con imprese e partite Iva che chiudono, con cittadini che hanno perso o rischiano di perdere il loro posto di lavoro, il governo abbia come priorità la lotta al contante e l’incentivazione dei pagamenti elettronici”

Un’affermazione che invece di portare la maggioranza dalla sua parte l’ha spinta a porre l’attenzione sulle criticità del programma e a chiedere degli interventi correttivi.

Lo stop arriva, infatti, molto tempo dopo, per la gioia di Giorgia Meloni che si era dichiarata contraria al programma sin dall’inizio.

Cashback di Stato: cos'é e come funziona il programma anti-evasione fiscale?

Il Cashback di Stato è stato uno dei progetti più attesi dai cittadini, secondo solo alla Lotteria degli Scontrini.

Messo in atto dal governo, quest’iniziativa si è dimostrata una valida manovra in campo di anti-evasione fiscale.

Oltre a definire i parametri per il controllo dei soldi in entrata e in uscita nello Stato italiano ha fatto in modo che si potesse prediligere il pagamento elettronico avendo comunque un ritorno in denaro.

Spiega corrierecomunicazioni.it:

“ Il programma, punta a spingere l’uso della moneta ed abbattere dunque l’uso del contante con il duplice obiettivo di allineare l’Italia alla media europea e dare un colpo di accetta all’evasione fiscale”

Una sorta di dai e riprendi che ha entusiasmato milioni di cittadini italiani, portandoli a compiere più transazioni di quante se ne potessero mai fare nell’arco di pochi mesi.

La maggior parte degli acquirenti infatti, ha effettuato operazioni per importi che vanno dai 25 ai 50 euro.

I furbetti hanno addirittura usato la carta o l’app per pagare anche solo un caffè o smanettare presso i centri di rifornimento di benzina pur di accumulare transazioni.

Cashback di Stato: quali sono le regole da rispettare?

Tale piano di rimborso prevede la possibilità di recuperare il 10% su una spesa massima di 1.500 euro.

Il regolamento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, preve dei criteri e delle limitazioni quali:

  • effettuazione di minimo 50 transazioni del valore massimo di 150.00 euro,
  • uso eslcusivo del pagamento elettronico,
  • spese sostenute solo presso esercizi fisici ( no acquisti online)

È possibile ottenre il rimborso già nel proprio codice IBAN che si deve indicare al momento dell’adesione al programma.

Inoltre, è necessario scaricare l’app per i servizi pubblici IO e registrarsi.

Cashback di Stato: quando arrivano i rimborsi?

Il cashback si fermerà il 30 giugno 2021.

Questo è il termine ultimo per accumulare i pagamenti fatti con carte di debito e credito per ottenere il rimborso di 150 euro semestrali e, perchè no, provare a vincere il superpremio di 1.500 euro previsto dal Supercashback di Stato.

Il pensionamento di tale strumento, che sin dalla sua ideazione prediligeva i pagamenti elettronici, è ormai giunto alle porte.

Dal 1 luglio 2021, infatti, le cose cambieranno.

Ciò non vuol dire che i rimborsi previsti verranno annullati, anzi.

Spiega ilreporter.it:

“I soldi arriveranno via bonifico, sul conto corrente inseritonell’app io, entro 60 giorni dalla conclusione del periodo, quindi entro fine agosto.”

Quindi niente paura.

L’unica cosa che sarà ancora in balìa della corrente sarà la limitazione delle regole attuali o l’annullamento definitivo del programma stesso.

I rimborsi previsti nel secondo semestre 2021 non ci saranno mentre sarà ancora da decidere cosa fare dell’ultimo periodo previsto che va dal 1 gennaio al 30 giugno 2022.

Cashback e "furbetti": ecco perché viene sospeso

La decisione di sospendere il programma ha generato diversi attriti, soprattutto nel Movimento 5 Stelle ma Mario Draghi non sembra preoccuparsene tanto.

Ci sono state troppe incongruenze e troppi intoppi, uno tra i tanti il caso “furbetti”, per esempio.

In un articolo scritto da me poco tempo fa ( lo trovate qui), viene riportato come moltissimi cittadini abbiano scelto la via meno onesta per scavalcare la classifica degli aventi diritto al Supercashback di 1.500 euro.

I casi di transazioni frequenti con importi al limite dell’osso, non sono passate inosservate e il governo ha dovuto provvederne il blocco immediato.

Questo blocco non solo ha potuto impedire qualsiasi tipo di raggiro.

Ha fatto perdere il posto nella classifica ai quanti si credono invincibili e pensano di poter arrivare prima degli altri.

Una mossa azzeccata!

Cashback sospeso: licenziamenti e cartelle esattoriali ne risentono

Oltre alla sospensione del cashback di Stato per i prossimi 6 mesi, la Cabina di regia riunitasi a Palazzo Chigi ha deciso i contenuti del prossimo DPCM quali:

  • proroga del blocco dei licenziamenti,
  • sospensione dell’invio delle cartelle esattoriali

Per il primo punto, spiega huffingtonpost.it:

“Lo schema sui licenziamenti si completa con 13 settimane di cassa integrazione straordinarie per tutt ele imprese che fanno riferimento ai tavoli di crisi attivi al Ministero dello Sviluppo economico e per quelle che rischiano di entrare in crisi”

In parole più semplici, le imprese dell’edilizia e della manifattura potranno licenziare già dal 1 luglio mentre quelle del tessile dovranno aspettare fino al 31 ottobre.

Per quanto riguarda le cartelle esattoriali, ovvero quello strumento che permette all’Agente per la Riscossione di richiedere il pagamento di una somma di denaro per conto di un ente creditore, la sospensione arriva fino al 31 agosto.

Cashback sospeso: quali saranno le conseguenze?

La sospensione del cashback di Stato non è quindi definitiva ma, più che altro, un modo per apportare dei miglioramenti e revisionare il funzionamento del programma fino ad oggi.

Chi vi ha partecipato non soffrirà in alcun modo di questa scelta fatta dal governo poiché la sospensione non andrà ad influenzare i traguarti raggiunti finora.

I partecipanti che tra  il 1 gennaio e il 30 giugno 2021 hanno effettuato le 50 transazioni previste con carte che sono associate sull'app IO non hanno motivo di temere.

Il rimborso del 10% verrà liquidato per forza di cose.

Ma che effetto ha questa decisione?

Quali conseguenze potrebbe avere il ritiro completo del progetto?

Gli esperti dicono che cancellare interamente l'iniziativa possa significare una drastica rinuncia alle ripercussioni positive che il Cashback ha avuto fino ad oggi.

I cittadini sono stati stimolati a dovere ed hanno preso confidenza con i pagamenti digitali anche per le piccole spese quotidiane.

Sono stati indirizzati verso un progressivo abbandono del denaro contante.

Tutto ciò porta a far risalire parte dell’economia sommersa.

Il Cashback è un fallimento, urge un contrasto di interessi:

C’è chi dice però che il cashback di Stato non abbia avuto effetti sul contrasto all’evasione fiscale e che si sia rivelato un fallimento su tutti i fronti.

Senza contare poi che metà delle operazioni effettuate avvenivano in moneta elettronica già da molto tempo, quindi in realtà non si è favorito un metodo nuovo bensì regalato metà dei soldi.

Inoltre, se proprio dovessimo trovare l'ago nel pagliaio, questa continua lotta al denaro contante non è stata vista di buon occhio. 

Secondo il pare degli esperti servirebbe a far indebitare di più il sistema economico. 

Poiché ricorrendo all'uso della moneta bancaria si favorirebbe l'espansione del debito, qualcuno dovrà ripagarlo prima o poi e indovinate chi sarà?

Di cereto non le banche, quelle avranno degli interessi spopositati dal momento che vi lucrano sopra. 

Forse anche per questo motivo si è optato per la sospensione, magari ci sono altre opzioni di maggior successo che ancora non sono state considerate.

Si è sentito parlare molto di introdurre il contrasto di interessi in modo tale da consentire a tutte le famiglie italiane di risparmiare ben 2.500 euro di Irpef.

In questo modo si andrebbero a ridurre gli irregolari e migliorare le entrate fiscali dello Stato del 15%.

Si tratta sempre di un metodo ancora sperimentale ma vale la pena provarlo.

Chissà che non si dimostri come la strategia giusta e che tenti almeno di fermare questo orientamento che vuole far chiudere i commercianti e lasciar vivere solo le big tech!

Le conlusioni:

So bene che in questo articolo ho dato molto spazio alle considerazioni ma penso sia necessario comprendere la natura delle cose per fare scelte così importanti.

Il Cashback si è dimostrato un bel progetto ma siamo sicuri che la sua sospensione sia  soltanto una cosa brutta?