Era stata già diffusa l’indiscrezione in merito ad un possibile addio del bonus cashback, quella misura straordinaria che era stata introdotta dal precedente Governo guidato dall’ormai ex premier Giuseppe Conte, volta ad incentivare i cittadini italiani ad effettuare gli acquisti preferendo dei pagamenti di tipo elettronico presso i negozi fisici situati sul territorio nazionale.

Come preannunciato, quindi, il Governo di Draghi ha preso la decisione di bloccare definitivamente il cashback già a partire dal primo luglio di quest’anno, sostenendo l’incompatibilità del bonus a perseguire obiettivi legati alla lotta all’evasione fiscale, problematica molto sentita in Italia. 

Pur essendosi configurata come una misura economica di tipo sperimentale, il bonus cashback, avviato già nello scorso dicembre attraverso il cashback di Natale che aveva portato a rimborsi fino a 150 euro, sarebbe dovuto durare per almeno un anno e mezzo, con il termine ultimo fissato per il 30 giugno dell’anno prossimo.

In questo senso, ogni sei mesi, i cittadini che hanno aderito all’iniziativa, scaricando l’apposita app IO per smartphone ed effettuando il numero di acquisti necessario, avrebbero potuto ottenere i rimborsi delle spese avvenute mediante i pagamenti elettronici, attraverso il bonus cashback

Con lo stop definitivo almeno per questo anno del bonus cashback di Stato sono tantissimi i dubbi dei cittadini e delle famiglie italiane in merito al destino dei rimborsi relativi almeno al primo semestre dell’anno.

Ecco, quindi, una breve guida in cui saranno forniti ulteriori dettagli in merito alla fine del bonus cashback, cosa succederà adesso con i rimborsi e quali sono i dubbi e le motivazioni che hanno spinto il Governo italiano attualmente guidato dall’ex banchiere della Banca Centrale Europea di intraprendere una decisione così importante.

Cashback: ora cosa succederà

La cabina di regia della squadra governativa ha deciso da lunedì 28 giugno, ovvero pochi giorni prima del secondo semestre, di effettuare una sospensione del bonus cashback.

Dunque, secondo quanto annunciato dal Governo italiano di Mario Draghi il bonus cashback sarà coinvolto da uno stop almeno per il prossimo semestre.

Seppur molto incerta, c’è ancora una possibilità per i cittadini italiani di sperare ad una reintroduzione del bonus a partire dal primo gennaio dell’anno prossimo.

Sono circa 8 milioni e novecento mila i cittadini italiani che fino ad ora hanno aderito al bonus cashback, scaricando l’apposita App ed effettuato oltre ben 784 milioni di transazioni elettroniche, di cui già 5,9 milioni di italiani hanno di fatto superato le cinquanta operazioni, maturando così il diritto ad ottenere l’erogazione del rimborso fino a 150 euro. 

Gli accrediti relativi al primo semestre di quest’anno dovrebbero quindi essere erogati già nel mese di luglio, sia per quanto riguarda il bonus cashback standard che per il super cashback

I punti critici del cashback secondo Mario Draghi

Il bonus cashback rappresentava una delle misure straordinarie intraprese da parte del Governo italiano precedentemente guidato da Giuseppe Conte, da un lato per sostenere maggiormente le spese dei cittadini italiani, duramente colpiti dall’emergenza pandemica del Coronavirus, dall’altro volto anche a scoraggiare l’uso del contante, incentivando gli acquisti mediante i pagamenti di tipo elettronico. 

A questo proposito, dopo l’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Draghi, erano subito stati sollevati dei dubbi in merito agli obiettivi e alle caratteristiche del bonus cashback, osservando un’impossibilità di perseguire la lotta all’evasione fiscale mediante questa misura. 

Inoltre, la squadra di Governo dell’ex banchiere della Banca Centrale Europea sostiene anche l’incompatibilità delle risorse richieste dal bonus cashback con quelli che sono gli attuali bisogni economici dello Stato italiano. 

Cosa succede alla lotteria degli scontrini

Tra le ipotesi del Governo attualmente guidato da Mario Draghi si fa strada anche una possibile eliminazione della lotteria degli scontrini, proprio come per il cashback

Anche in questo caso, tra le critiche mosse dall’attuale squadra governativa vi è quella di richiedere delle risorse economiche eccessivamente elevate che potrebbero di fatto gravare ulteriormente sulle casse dello Stato italiano, già colpite anche esse dalla crisi economica, conseguente l’ondata di contagi da Coronavirus. 

A questo proposito, secondo i primi calcoli, andando ad eliminare entrambe le misure, quella della lotteria degli scontrini e quella del bonus cashback, il Governo italiano potrebbe ritrovarsi a disposizione altri tre miliardi di euro, in particolare per il semestre dal primo luglio al 31 dicembre. 

Cashback: le caratteristiche del bonus

Per comprendere a pieno le conseguenze derivanti dalla decisione del Governo italiano di stoppare i pagamenti relativi al bonus almeno per l’intero anno in corso, occorre evidenziare anche le principali caratteristiche del bonus cashback di Stato e il meccanismo di funzionamento alla base della sua erogazione.

Il bonus cashback si configura come una misura sperimentale che era stata messa in campo da parte della squadra governativa di Giuseppe Conte con l’obiettivo di incentivare al meglio l’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici, evitando l’uso dei contanti, dai cittadini italiani.

Effettivamente il bonus cashback prevedeva un sistema di restituzione di una percentuale delle spese effettuate mediante carte di credito e tutti i pagamenti tracciabili presso i negozi fisici situati nell’intero territorio nazionale, nell’arco di un semestre.  

La prima volta che è stato sperimentato il cashback è stata durante il periodo natalizio dello scorso anno, a partire dall’8 dicembre fino al 31 dicembre 2020, rimborsando così le spese dei cittadini italiani che avevano effettuato almeno dieci operazioni cashless, per un ammontare complessivo pari a 223 milioni di euro.

Cashback: come funzionava

Dunque, a partire dal primo gennaio 2021, era cominciata la vera fase sperimentale del bonus cashback che sarebbe dovuta terminare non prima del 30 giugno dell’anno prossimo, il 2022. 

In questa fase, secondo quanto predisposto da parte del Governo italiano precedentemente guidato da Giuseppe Conte, il bonus riconosceva un rimborso semestrale per una percentuale pari al 10 per cento rispetto alle spese effettuate dal consumatore.

A questo proposito, occorre sottolineare che gli importi rimborsati che sarebbero stati corrisposti in favore dei cittadini che hanno aderito all’iniziativa, non avrebbero superato i 150 euro a semestre. 

Tuttavia, per poter accedere ai rimborsi previsti per il cashback era anche necessario che i consumatori effettuassero almeno cinquanta operazioni cashless per ciascun semestre, fino a un massimo di spesa di 1.500 euro. 

Per quanto riguarda i periodi di riferimento del semestre, alla cui scadenza sarebbero dovuti essere erogati i rimborsi statali, questi si riferivano al semestre compreso tra il primo gennaio 2021 fino al 30 giugno 2021, per poi continuare con il secondo semestre (dal periodo tra il primo luglio di quest’anno e il 31 dicembre 2021), concludendosi così con il semestre dal primo gennaio dell’anno prossimo fino al 30 giugno 2022.

Supercashback: che cos’è 

Un’ulteriore novità che era stata riconosciuta da parte del Governo Conte era quella dell’introduzione di un Super Cashback, ovvero un rimborso che sarebbe stato riconosciuto per ciascun semestre, dal valore di 1.500 euro, da intendersi integrativo al bonus cashback standard.

In questo caso, avrebbero avuto l’accesso al super cashback i primi centomila cittadini registrati all’applicazione mobile che avrebbero raggiunto il maggior numero di operazioni cashless, a condizione che fossero state eseguite almeno cinquanta, requisito fondamentale per l'accesso al bonus. 

A questo proposito, sull’applicazione mobile Io sarebbe stato possibile visualizzare quotidianamente la classifica del super cashback, così da capire la propria posizione rispetto a tutti gli altri utenti. 

Per quanto riguarda la classifica generale definitiva prevista per i pagamenti effettuati a partire dal primo gennaio 2021 fino al 30 giugno 2021, questa dovrebbe essere visualizzata il 10 luglio 2021. 

A chi spettava il bonus cashback

Secondo quanto predisposto da parte del Governo italiano di Giuseppe Conte, il bonus cashback sarebbe stato accessibile nei confronti di tutti i cittadini italiani, con un’età superiore ai diciotto anni, che risultano essere residenti sull’intero territorio nazionale.

In questo contesto, sono considerati ammessi all’iniziativa tutti gli acquisti effettuati da parte di consumatori, dunque, non sono inclusi quelli eseguiti in contesti diversi da quelli personali, come nel caso di attività imprenditoriali o professionali.

Il bonus cashback riguarda qualsiasi tipo di spesa pagata esclusivamente mediante la modalità elettronica, inclusi sia acquisti di beni come generi alimentari, medicine, abbigliamento, che di servizi, come quelli relativi a ristoranti, bar ecc. 

Tuttavia, è necessario che tutti gli acquisti siano stati effettuati nei negozi tradizionali e non online, mediante specifici pagamenti di tipo elettronico e tracciabile

Per quanto riguarda gli operatori italiani ed enti bancari che hanno aderito all’offerta, vi sono Cassa Centrale, Poste Italiane, Pagobancomat, American Express, Axepta BNL, SIApay, Mercury Payment (ex Setefi), Banca Sella, Iccrea, Satispay, Nexi, UniCredit, Bancomat Pay, Six Payments, SumUp.

Occorre anche evidenziare che hanno potuto partecipare all’iniziativa almeno per questo primo semestre esclusivamente coloro che hanno scaricato l’applicazione IO, o in alternativa l’app di PagoPA, a cui era necessario iscriversi mediante la carta  d'identità elettronica (la cosiddetta CIE) o con il codice Spid.

Nella fase di registrazione, infatti, ciascun utente avrebbe dovuto indicare oltre al codice fiscale, anche gli strumenti di pagamento di tipo elettronico che avrebbe utilizzato, dunque le carte di credito o eventuali app di pagamento, insieme all’IBAN su cui avrebbe desiderato ricevere l’accredito.