Il 30 giugno 2021 è terminato il cashback di Stato, con una decisione del governo guidato da Mario Draghi che ha mandato in soffitta per un po' il meccanismo del rimborso. Il cashback tornerà il 1 gennaio 2022, ma non si sa se con le stesse modalità, oppure con delle variazioni. Nel frattempo è disponibile il bonus bancomat. Non è per tutti. Invece i rimborsi del cashback del primo semestre 2021 sono partiti, ma per alcuni bisogna aspettare la fine di novembre 2021.

Cashback: stop fino al 1 gennaio 2022

Troppe le lamentele dei partiti che formano la maggioranza del governo di Mario Draghi. Tanti i soldi previsti per il cashback che invece potrebbero essere dirottati su altri capitoli di spesa inerenti il sistema di welfare o di sostegno ai lavoratori. Così nel decreto sostegni-bis, Mario Draghi ha dovuto decretare la sospensione per sei mesi del cashback di stato, fortemente voluto dal'ex presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Non è un addio, ma un arrivederci al 1 gennaio 2022, da quando riprenderà nuovamente riconoscendo il 10% di rimborso sui pagamenti effettuati a mezzo strumenti elettronici, fino ad un massimo di 150 euro. 

La sospensione è annunciata sul sito dell'appIO dedicata al cashback. Per chi è già iscritto al programma non cambia nulla. A gennaio 2022 potrà riprendere ad usare gli strumenti di pagamento registrati nell'appIO e così partecipare per altri sei mesi al programma di rimborso. Se le regole saranno le stesse lo vedremo nei prossimi mesi.

Per chi invece vorrà iscriversi per la prima volta, diamo qualche dettaglio di come fare.

Casbhback: come iscriversi per il 2022

La procedura per l'iscrizione al Cashback di Stato richiede due cose. Essere in possesso di Spid, l'identità digitale ormai necessaria per accedere a qualsiasi servizio online della pubblica amministrazione. L'altra cosa da fare è scaricare l'appIO che oggi è anche usata per il bonus vacanze e il green pass.

Per chi non ha Spid, è possibile farne richiesta in diversi modi. Sia andando presso uno sportello di un ufficio postale oppure presso negozi convenzionati con la PA per il rilascio dello Spid. Oppure on line, ma in questi casi i costi sono maggiori.

Sul proprio smartphone si dovrà scaricare l'appIO ed accedere con lo SPID rilasciato dal fornitore del servizio che si è scelto. Questi due passaggi permettono di entrare nell'area privata dell'appIO in cui si potrà scegliere di registrarsi al cashback di Stato. 

Nella sezione portafoglio si potrà inserire il codice Iban su cui Consap effettuerà il rimborso, e si potranno caricare anche gli strumenti di pagamento che solitamente si usano per pagare in modo elettronico: bancomat, carta di credito, carte ricaricabili, PostePay, carte di pagamento dei supermercati, strumenti di pagamento digitali.

Cashback: come funziona, in attesa di modifiche

Con molta probabilità il cashback di Stato che ritorna il 1 gennaio 2022 avrà delle novità rispetto a come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi. Ma facciamo il punto di come ha funzionato per poi addentrarci sulla modalità di rimborso.

Il cashback di Stato nasce con l'obiettivo di spingere l'uso di strumenti di pagamento elettronico per far abbandonare l'uso del contante, causa di fenomeni di riciclaggio, e per contrastare l'evasione fiscale. Due obiettivi che in realtà, secondo Mario Draghi non sono efficientemente raggiunti dal cashback.

Nel primo semestre 2021 oltre 8 milioni di italiani hanno aderito al cashback. Un'adesione non esplosiva ma comunque rilevante a dimostrazione che il programma di rimborso fino a 150 euro è piaciuto ad una parte di italiani, soprattutto chi era già abituato ad usare gli strumenti elettronici di pagamento.

Per ogni acquisto fatto presso un negozio fisico e pagato con lo strumento elettronico registrato nell'appIO alla sezione cashback dava diritto ad un rimborso del 10% fino ad un massimo di 15 euro per singola transazione. Per poter ricevere il rimborso, il numero minimo di transazioni che dovevano essere effettuate nel primo semestre era 50. Forse questo limite sarà innalzato nel nuovo semestre 1 gennaio-30 giugno 2022.

Inoltre per chi ha utilizzato in modo più frequente il bancomat o lo strumento elettronico di pagamento registrato nell'appIO, ha avuto modo anche di partecipare alla classifica del supercashback che da diritto a 1.500 euro.

Cashback: quando arrivano i rimborsi

Il 30 giugno 2021 si è chiuso il semestre, l'unico del 2021, che da diritto ai primi rimborsi dell'anno. Solo a chi ha effettuato almeno 50 transazioni pagate in modo elettronico è stato riconosciuto il cashback. Il messaggio se si è raggiunto i requisiti è arrivato direttamente ai singoli utenti registrati all'appIO che hanno aderito al programma cashback. Dopo aver espletato le dovute verifiche sugli ultimi pagamenti di giugno, Consap ha convalidato le transazioni e comunicato l'importo del rimborso. Come da regolamento, il rimborso arriva direttamente sul conto corrente dell'iscritto al cashback, entro 60 giorni dalla chiusura del semestre. Entro fine agosto i beneficiari del rimborso riceveranno i soldi direttamente sul conto. Ma possono verificare nell'appIO se e quanto è accreditato da Consap.

Invece per il supercashback da 1.500 euro si dovrà aspettare fine novembre per consentire di inserire eventuali reclami. I vincitori del supercashback sono coloro che risultano essere tra i primi 100.000 utlizzatori. Anche questa informazione è disponibile sull'appIO ed è un dato consolidato a meno di possibili reclami.

Casbhabck: il 29 agosto stop ai reclami

Per presentare il reclamo si deve usare esclusivamente la procedura presente sul sito di Consap. Per inviare il reclamo bisogna registrarsi al portale dei reclami di Consap se è la prima volta. 

Una volta entrati nel portare si deve compilare il modulo dedicato in cui spiegare cosa è successo. Il termine per presentare il reclamo è il 29 agosto 2021. 

Dopo aver inoltrato il reclamo, Consap ha tempo 30 giorni per  inviare una risposta all’utente, valutando l’accettazione o respingendo le richieste. In caso di accettazione, verrà erogata e accreditata anche la restante parte mancante del rimborso.

Bonus bancomat: a chi è rivolto

La prima considerazione da fare è sulle caratteristiche del bonus bancomat. Esso è destinato ai titolari di un'attività commerciale, arte o professione che decide di installare un sistema di pagamento elettronico. Detta in altri termini, chi non è in possesso del POS, il lettore delle carte di pagamento elettronico, potrà ora farlo grazie a degli incentivi di Stato.

Il bonus bancomat quindi non è destinato ai consumatori o privati cittadini, ma a chi ha una partita IVA. Il bonus POS è un'agevolazione fiscale sotto forma di credito d'imposta che il titolare dell'attività può sfruttare sul pagamento delle tasse. 

A tal proposito si può approfondire leggendo l'articolo Bonus Bancomat: 480€ a tutti senza ISEE. Ecco la verità!

L'art.1 del decreto legge n.99 andato in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno 2021, recante Misure urgenti in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumatori e di sostegno alle imprese, recepisce il credito d'imposta per gli esercenti che vogliono dotarsi del POS per consentire il pagamento in forma elettronica.

Bonus bancomat: a quanto ammonta

Il bonus bancomat o bonus POS è un credito d'imposta riconosciuto ai titolari di partita IVA che hanno un'attività commerciale, o d'arte e professione, e decidono di dotarsi di lettori di carte di pagamento elettroniche nel periodo tra il 1 luglio 2021 e 30 giugno 2022, oppure nel corso dell'anno 2022. In quest'ultima circostanza, il POS deve essere evoluto, che consente anche la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati.

Il credito d'imposta è riconosciuto sia in caso di acquisto che di noleggio. Ma vediamo qual è l'importo.

Per chi acquista o noleggia il POS tra il 1 luglio 2021 e 30 giugno 2022, il credito massimo ottenibile è di 160 euro rapportato alle seguenti percentuali

  • 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200.000 euro; 
  • 40 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente  siano di ammontare superiore a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro; 
  • 10 per cento per i soggetti i cui ricavi e  compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro. 

Per chi acquista o noleggia POS evoluti, nel 2022, il credito d'imposta sale a 320 euro, rapportato a queste percentuali

  • 100 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200.000 euro; 
  • 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta  precedente  siano di ammontare superiore a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro;
  • 40 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

Bonus bancomat: come utilizzarlo

Il credito d'imposta maturato con il bonus bancomat può essere usato in compensazione nel pagamento delle tasse. A tal proposito il comma 4 dell'art.1 stabilisce che il bonus POS può essere esclusivamente sostenuto in compensazione

successivamente  al sostenimento della spesa e devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di maturazione del  credito e nelle dichiarazioni dei  redditi relative ai periodi d'imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude  l'utilizzo. I crediti d'imposta non concorrono alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive.