Cashback di stato: proprio alla fine del primo semestre, quando ormai gran parte dei rimborsi sono stati già assegnati in automatico ai beneficiari, arriva l'annuncio: Il cashback viene sospeso. Almeno in via provvisoria. Perchè da fonti di governo arriva la precisazione che il programma dovrebbe ripartire per altri sei mesi a partire da gennaio.

Ma la notizia più clamorosa è che dalla bozza del decreto lavoro - fisco, si apprende che anche i rimborsi previsti a luglio sono stati sospesi e posticipati. Una grossa delusione per quanti attendevano i 150 euro prima della fine di agosto.

Il provvedimento arriva con approvazione di Mario Draghi, che ha deciso di bloccare il programma bonus cashback a partire dal 1 luglio. Una volta conclusa la prima fase quindi non sarà più possibile accumulare soldi e transazioni sulla app IO grazie ai pagamenti elettronici.

Decreto Draghi: stop cashback e rimborsi rinviati

Sarebbe stato deciso proprio dopo la scorsa riunione tenutasi a Palazzo Chigi in data 28 giugno. Una notizia che lascia milioni di italiani scontenti, soprattutto tra coloro che avevano partecipato già alla prima parte e che attendevano i prossimi sei mesi per provare ad ottenere un altro rimborso da 150 euro.

Insieme a loro altri 100.000 che sono riusciti a raggiungere il premio super cashback, il bonus da 1500 euro. Anche questi ultimi quindi dovranno attendere ancora fino a 5 mesi prima di ricevere i pagamenti.

Le reazioni politiche sono state differenti. Per il movimento 5 stelle si tratta di un grande errore. Anche il Ministro Patuanelli ha sottolineato la delusione per la scelta di Draghi, incitando il presidente a rivedere la posizione. Per altri invece, questo stop ha rappresentato una vera e propria conquista. Le battaglie per la chiusura del bonus cashback infatti sono state moltissime nel corso degli ultimi mesi.

Dopo le dimissioni di Giuseppe Conte, uno dei principali promotori del programma, si sono subito mobilitate le forze politiche contrarie per eliminare la misura a favore di un utilizzo differente dei soldi previsti per i rimborsi. Diversi emendamenti erano stati presentati senza successo, ma lo stesso Draghi aveva sempre mostrato una certa insofferenza a questo bonus, in particolare per le cifre alte della spesa pubblica che finora sono state impegnate proprio per i bonifici di rimborso a tutti i partecipanti.

Proprio nelle ultime ore inoltre, sarebbero state rese le precisazioni del Presidente, che avrebbe motivato le ragioni dello stop dichiarando che oltre al costo elevato, il cashback favorirebbe soprattutto i soggetti con alti redditi e maggiore capacità di spesa.

Emerge dunque dalla cabina di regia la decisione finale di chiudere il cashback, improvvisamente e nonostante i tentativi del movimento 5 stelle di mantenerlo in vita. Sospensione solo momentanea, a quanto pare, in attesa di aggiustamenti e modifiche allo studio su cosa ci sia da migliorare e cosa non abbia funzionato.

Anche il Super Cashback con bonus da 1500 euro sembra destinato a tornare a gennaio, nonostante le varie polemiche che hanno spesso riguardato i partecipanti furbetti, in merito alle modalità poco chiare di accumulo transazioni in poco tempo.

Cashback di stato: torna a gennaio 2022?

Si avvia alla conclusione definitiva, almeno per quest'anno il programma Cashback. A sorpresa la decisione di Draghi dopo la riunione a Palazzo Chigi, nella quale tra le altre cose, si è deciso anche in merito al blocco licenziamenti e alla proroga dello stop alle cartelle esattoriali al 31 agosto. Col decreto "fisco-lavoro".

Per quanto riguarda il programma di rimborsi cashback, i primi sospetti erano inziati ad arrivare quando il Presidente del Consiglio aveva illustrato il piano nazionale di ripresa e resilienza PNRR, nel quale appunto mancava sia la proroga della misura che una vera e proprio stanziamento di fondi per rifinanziarla.

In quella occasione però erano stati in molti, subito dopo il primo allarme a rassicurare i cittadini sul fatto che il cashback sarebbe arrivato almeno fino a giugno 2022.

Alcuni esponenti dell'opposizione hanno però proseguito durante questi sei mesi la battaglia contro il cashback con mozioni per la cancellazione, alla luce soprattutto della crisi economica che ha investito l'Italia a causa della pandemia.

Prima fra tutti Giorgia Meloni, che ha spesso sottolineato quanto il cashback fosse soltanto uno spreco di fondi pubblici, e che in un momento come questo c'era la necessità di destinare soldi ai cittadini e alle attività che hanno maggiormente subìto le conseguenze delle chiusure. In un contesto come questo infatti secondo la leader di Fratelli d'Italia, non aveva molto senso continuare con questo programma nato come lotta ai contanti ed incentivo per i pagamenti elettronici, mentre è ancora urgente la priorità di arginare la crisi economica di cittadini e partite iva in difficoltà.

Effettivamente, visti i numeri delle cifre già spese, questo dubbio probabilmente se lo erano posto in molti, quando nonostante i due decreti sostegni comunque la ripartenza è ancora abbastanza difficile e i ristori non sono ancora del tutto sufficienti. I 222 milioni di euro per i rimborsi di Natale e questi ultimi, con cifre molto più alte, potevano effettivamente fare comodo per aumentare i fondi stanziati per gli aiuti.

Più che una semplice decisione politica, sembrerebbe dunque essere anche una questione di necessità urgente. I fondi dei rimborsi cashback del secondo semestre dunque saranno destinati a finanziare la riforma degli ammortizzatori sociali, in vista della fine del blocco licenziamenti.

Dal 1 luglio stop ufficiale al programma. Interruzione che dagli ultimi dettagli del decreto sarà solo momentanea. Si ripropone il bonus a gennaio 2022, forse modificato. Sicuramente per quanto riguarda le date dei pagamenti.

Cambieranno infatti i periodi di tempo entro i quali saranno inviati i bonifici ai partecipanti.

Cashback, rimborsi di luglio rimandati: le nuove date

Siamo alla fine della prima fase di cashback con il conteggio di tutte le transazioni valide. Dalla app io si può già visualizzare la statistica aggiornata. La maggior parte dei partecipanti è arrivata al traguardo del numero minimo di transazioni previste da regolamento, cioè 50.

Questo però non significa che tutti avranno diritto ai 150 euro, si tratta infatti della cifra massima rimborsabile. Molti altri riceveranno meno, sempre in base a quanto speso in totale. Il 10% di ogni pagamento e fino a 15 euro al massimo per singola transazione.

Il principale disagio però per i partecipanti arriva con questo nuovo decreto Draghi. Infatti sono state posticipate di molto le date della partenza dei bonifici per i rimborsi. Tutti si aspettavano un extra bonus estivo, ora invece dovranno attendere molto di più. Polemiche a parte sull'utilità o meno di questa misura, resta il fatto che a quasi sei milioni di italiani avrebbe fatto comodo ricevere 150 euro entro agosto

Da regolamento infatti era stato deciso che i pagamenti del rimborso bonus cashback sarebbero arrivati entro 60 giorni dalla conclusione.

Molto probabilmente anche prima, entro fine luglio. Come già era accaduto con i bonifici relativi al cashback sperimentale istituito durante il periodo di Natale. Nella precedente occasione infatti, tutti avevano avuto i soldi entro fine febbraio.Invece dalla bozza del decreto che è circolata nelle ultime ore, si apprende che:

"I rimborsi relativi ai pagamenti con pos nel primo semestre 2021 e nel primo semestre 2022 sono erogati rispettivamente entro il 30 novembre 2021 ed entro il 30 novembre 2022."

Dunque oltre alla delusione sui nuovi lunghi tempi di pagamento per chi attendeva il bonus, emerge anche dalla seconda data la decisione che verrà ripristinato il programma cashback nel primo semestre del 2022.

Forse la decisione finale sarà quella di dimezzarlo e proporlo solo per due semestri l'anno? Ancora è presto per dirlo, le cose potrebbero restare così, ma come abbiamo visto possono cambiare anche improvvisamente con decisioni dettate dalle esigenze del momento.

Super cashback rimandato a gennaio, con modifiche

Si conclude anche questo contestatissimo super cashback che ha creato le maggiori polemiche all'interno del mondo politico e non solo. Tra qualche giorno i vincitori sapranno se sono riusciti definitivamente a rientrare nella classifica dei più fortunati.

Si tratta di 100.000 italiani che avranno diritto a ricevere 1.500 euro per aver raggiunto il maggior numero di transazioni. Oltre ovviamente ai 150 già previsti nel programma base. Perchè la vincita del super bonus non esclude l'altro. Dunque un totale di 1650 euro .

La corsa delle ultime ore è stata soprattutto per quelli che erano tra gli ultimi e che hanno tentato fino all'ultimo momento di sommare operazioni valide per la vincita. Questo meccanismo ovviamente innesca una competizione, visto poi che il premio è sostanzioso.

Certamente chi è ai limiti non vuole perdere la posizione. E così le cronache si sono quotidianamente riempite di storie di persone che escono di casa e fanno spesa acquistando 10 articoli in differenti supermercati, o anche altri che durante le ore notturne fanno il pieno di benzina all'automobile in 20 distributori diversi. Pur di accumulare transazioni e questo era un rischio che andava considerato. Allora cio si chiede se sia questo il modo giusto per incentivare ed educare i cittadini ad un maggiore utilizzo dei mezzi di pagamento elettronici.

Destino segnato quindi, sicuramente per il super cashback. Confermato il fatto che verranno apportate modifiche per migliorare questo meccanismo che ha creato non pochi problemi. E nel frattempo anche i soldi destinati ai rimborsi del secondo semestre saranno destinati ai lavoratori in difficoltà.

Il bonus da 1500 euro è stato un susseguirsi di polemiche e indignazioni continue, in questo caso non solo da parte dell'opinione politica ma anche dei cittadini e soprattutto commercianti. Molti penalizzati dalle micro transazioni ripetute da parte dei furbetti. 

Questo non danneggia solo le attività, già alle prese con mancanza di liquidità, costi di adeguamento apparecchi POS e commissioni sulle transazioni effettuate con carte di credito e bancomat, ma anche i soggetti stessi che come partecipanti arrivano spesso ai limiti della ludopatia, con comportamenti compulsivi e a spendere più del dovuto pur di vincere.