Da Esselunga a Coop, da Conad a Iperal, tutte le grandi catene di supermercato offrono alla loro clientela la possibilità di poter ottenere un rimborso sugli acquisti fatti presso i loro punti vendita.

Senza dubbio è il cashback di Stato, voluto dal governo Conte, che ha spianato la strada verso questo nuovo strumento di fidelizzazione del cliente, messo in atto da ormai tantissimi esercenti. Per quanto però, la finalità da parte dello Stato sia ovviamente differente: nulla a che vedere con le operazioni di marketing, lo scopo è limitare il più possibile l’utilizzo del contante, in maniera tale da arginare il fenomeno dilagante dell’evasione fiscale.

Abbiamo già avuto modo di presentare l’elenco dei principali negozi di abbigliamento che aderiscono al programma.

Come si legge sul sito fedelta.store infatti

il cliente fidelizzato per acquistare un prodotto di un negozio deve passare per il sito di cashback ad esso convenzionato. Il denaro che viene restituito al cliente è una parte del guadagno del sito

Anche i supermercati si allineano alle richieste da parte della clientela e cavalcano l’onda del successo dell’iniziativa. Fino alla fine dello scorso mese di giugno, è stato possibile utilizzare gli scontrini della spesa, purché accompagnati da pagamento elettronico, ai fini del cashback di Stato. Quindi non solo per ottenere il rimborso del 10% su quanto sborsato ma anche per concorrere al super premio da 1.500 euro messo in palio dal super cashback.

Per partecipare al cashback nazionale, le note catene della grande distribuzione hanno proposto il rimborso sugli acquisti passando attraverso le loro carte fedeltà.

Vediamo in questo articolo come funziona il sistema del cashback in quattro famose catene di supermercati italiani, come Esselunga, Coop, Conad e Iperal.

Cashback supermercati: come funziona

Nella fase iniziale del cashback di Stato, le prime carte che è stato possibile utilizzare ai fini del cashback sono state quelle di Esselunga, Coop e Conad. Altre si sono poi aggiunte al sistema, tutte con un funzionamento molto semplice, dal momento che è sufficiente inserirle nell’App Io.

Il vantaggio in più del cashback presso i supermercati aderenti all’iniziativa è che è possibile pagare direttamente con la carta fedeltà del supermercato. Ebbene sì, perché queste grandi catene hanno aderito in maniera diretta al circuito Pago Pa, non sussistendo quindi più l’obbligo di avvalersi di intermediari. Basta dunque fare la spesa in negozio e utilizzare la tessera del supermercato per pagare. Funziona come una carta di credito e in automatico ogni “strisciata” vale ai fini del cashback.

L’addebito, però, avverrà in un’unica soluzione mensile – al giorno 10 del mese successivo a quello della spesa effettuata – nei limiti del massimale settimanale fissato dall’istituto bancario.

Cashback, quali supermercati?

Passiamo in rassegna i principali supermercati che aderiscono al programma cashback, per conoscere le modalità di iscrizione e i vantaggi nel partecipare all’iniziativa.

Ricordiamo che 

Qualsiasi acquisto effettuato deve svolgersi presso il punto vendita fisico del negozio considerato e può riguardare svariate tipologia di spesa, purché limitata all’ambito privato e non a uso professionale o aziendale.

Esselunga

Per partecipare al cashback, la linea di supermercati Esselunga propone la sua Carta Fidaty Oro, che è assolutamente gratuita. Infatti non prevede dei costi di attivazione o emissione né tantomeno di gestione o un canone annuo da corrispondere.

La carta si attiva direttamente presso la cassa dei supermercati o, in alternativa, è possibile richiederla online. La procedura è sul sito aziendale esselunga.it.

Coop

Si chiama Supercard ed è la tessera della nota catena di grande distribuzione italiana, che propone alla clientela una carta da richiedere online, direttamente sul sito dell’azienda. 

Si può optare sia per una carta di credito oppure per una prepagata. In questo modo, si ha la stessa opportunità di usufruire del cashback ma senza “perdere il conto” dell’importo mensile, da corrispondere poi in un’unica data, come avviene per la carta di credito.

Inoltre, è possibile utilizzare la carta anche da smartphone. È sufficiente scaricare l’App e gestire il programma di rimborso cashback ma non solo. Grazie all’App Supercard infatti si possono gestire i buoni eventualmente a disposizione e fare la raccolta punti.

Conad

Anche la Carta Insieme più di Conad è nel circuito Pago Pa, pertanto offre la possibilità di partecipare al cashback di Stato, garantendo il 10% di rimborso fino a un singolo scontrino di 150 euro. 

La carta del supermercato Conad funziona però solo in qualità di carta di credito. Quindi tutte le spese effettuate nell’arco del mese vanno pagate il giorno 10 del mese successivo, in un’unica soluzione.

La carta è gratuita, per quanto riguarda l’emissione e i costi di attivazione/gestione, ma solo se rientra nell’elenco delle banche convenzionate con la catena GDO.

Oltre alla partecipazione al cashback, la carta Conad consente di ricevere sconti e promozioni e di seguire la raccolta punti per ottenere i premi come da catalogo.

Iperal

Si tratta di una catena di negozi di generi alimentari che concentra i propri punti vendita in Lombardia. Anche Iperal ha aderito al programma Cashback e propone alla clientela il pagamento diretto tramite la sua fidelity card.

Anche Carrefour ha in seguito aderito al programma cashback statale. In via generale comunque, per capire se un qualunque negozio ha la convenzione

Basta controllare lo scontrino o la ricevuta di pagamento che ci è stata rilasciata. Sulla ricevuta del POS deve esserci scritto che il circuito di pagamento cui il negoziante aderisce è convenzionato con PagoPA.

Cashback, il successo delle transazioni elettroniche

Come ha affermato il sottosegretario al Mef Claudio Durigon, il cashback

ha costituito un segnale positivo per i pagamenti digitali [...] il 56,6% di tutte le transazioni del programma ha un importo inferiore ai 25 euro e riguarda soprattutto i micropagamenti interessati dall'utilizzo del contante.

Un successo dunque, da questo punto di vista, dal momento che l’obiettivo da raggiungere consisteva proprio nel ridurre la circolazione di denaro contante e contrastare quindi il malcostume dell’evasione fiscale.

Gli utenti registrati nel periodo di Natale 2020, sperimentale per quanto riguarda il debutto appunto del cashback, sono stati circa 6 milioni, per poi passare a 8,5 milioni di persone.

Anche il numero degli strumenti registrati è passato da circa 9,4 milioni del periodo natalizio a 14 milioni registrati solo fino a marzo. Un’impennata del 20%, mese dopo mese, in parallelo anche all’aumento delle quote oggetto delle transazioni. Basti pensare che il salto da Natale ai due mesi successivi è stato da 2,9 miliardi a 4,1 miliardi.

L’unica nota stonata risiede negli ormai famigerati “furbetti” del cashback, fenomeno che però è rientrato grazie all’intervento da parte del governo. 

Intervento che si è dimostrato tempestivo alla fine del mese di giugno, quando il premier Draghi, “tagliando la testa al toro” e alle numerose proteste come quelle dei benzinai (o nella fattispecie di gestori e proprietari di supermercati), ha deciso di sospendere il programma. E lungimirante, in previsione di una futura ripresa del cashback a gennaio 2020, dal momento che ha disposto controlli a tappeto da parte delle autorità competenti. 

Migliaia di transazioni fraudolente sono state dunque cancellate e molti furbetti si sono visti soffiar via sotto il naso non solo la possibilità di concorrere alla vincita del super cashback ma anche di ricevere il rimborso stesso previsto sugli acquisti.