Dopo la sospensione del cashback il 30 giugno 2021, è finalmente arrivato il tanto atteso periodo dei rimborsi ma all'improvviso vi siete accorti che qualcosa non va.

Decine e decine di transazioni mancano all’appello e improvvisamente non risultate più beneficiari dei rimborsi? In questo articolo andiamo ad analizzare cosa potrebbe essere successo.

Da quando il cashback di Stato è stato sospeso, è iniziato (e anche finito, al momento) un accurato piano di setacciamento alla ricerca della transazione non valida. Sono terminati infatti, i conteggi per quanto riguarda cashback e super cashabck con i pagamenti del primo che stanno già avvenendo.

Per quanto riguarda il pagamento dei 1.500 euro del super cashback però, ci sarà ancora da aspettare, visto che dallo scorso 15 luglio sono stati aperti i reclami per gli insoddisfatti, e la classifica non è ancora quella definitiva.

Si è arrivati ad una sospensione del cashback da parte del Governo guidato da Mario Draghi anche a causa delle diverse segnalazioni (da parte dei commercianti) di molteplici comportamenti ritenuti non etici di alcuni acquirenti, anche definiti furbetti.

Risultato? Milioni di transazioni cancellate e migliaia di utenti in preda al panico. Mesi e mesi di utilizzo sfrenato di carte di credito e bancomat (anche quando non necessario) – con il solo scopo di ricevere i rimborsi - buttati al vento.

Questo può essere accaduto per svariati motivi: da un iban per l’accredito segnalato erratamente, alle micro-transazioni inutili di cui tanto si è parlato.

Se anche tu ti stai chiedendo perché le tue transazioni sono state eliminate e non conteggiate sei nel posto giusto. In questo articolo andremo ad elencare quali sono le motivazioni più comuni per le quali è probabile che vi abbiano cancellato i pagamenti elettronici.

Cashback: alcuni errori che hanno portato alla cancellazione delle transazioni

Al contrario di quanto si pensi, l’essere umano è per sua natura irrazionale, quindi è spesso portato all’errore. Essendo irrazionale, sbaglia. Si tratta solamente di come cercare di farlo sbagliare meno e non di non farlo sbagliare.

Questo per dire che, anche nel cashback, ci sono diversi errori che possono essere stati commessi e quindi, in questo caso, è inutile anche presentare ricorso.

Facciamo un esempio. Se abbiamo sbagliato le cifre del nostro Iban al momento dell’inserimento sull’applicazione IO, è normale che il bonifico poi non arrivi. Una banalità, ma vi assicuriamo che basta veramente poco per compiere questo errore.

Oppure, potrebbe capitare di associare una carta che invece non è compatibile con gli acquirer convenzionati nelle attività commerciali che aderiscono al cashback. Senza dimenticare che, ormai, tutti quanti siamo spesso in possesso di più di uno strumento digitale per i pagamenti.

Quindi potrebbe tranquillamente accadere di registrarsi sull’app con una carta, e poi utilizzarne un’altra per i pagamenti. Questo naturalmente porta ad una transazione che non è considerata valida e non porta ad alcun rimborso. 

Importante, anche dal punto di vista “burocratico”, ricordarsi di attivare il cashback tramite l’applicazione IO. Questo lo ricordiamo soprattutto per il prossimo semestre in cui l’operazione cashabck dovrebbe (tra mille virgolette) ripartire.

Inoltre, il regolamento prevede un rimborso massimo di 150 euro a semestre e un massimo di 10% di sconto per ogni singola transazione. Tutto questo se e solo se si sono effettuati almeno 50 pagamenti digitali regolari. Inutile attendere, anche nel caso le transazioni effettuate siano 49!

Cosa intendiamo per pagamenti regolari? (Leggilo qui con il nostro approfondimento!)

Hai effettuato degli acquisti online direttamente su un sito di e-commerce (Amazon, Ebay ecc. ad esempio)? Bene (male!), gli acquisti online non rientrano tra le operazioni possibili per ottenere il cashback.

Se sei un appassionato degli acquisti in rete e vuoi comunque ricevere i rimborsi in rete, in queto approfondimento (Cashback e acquisti online: ecco come risparmiare) abbiamo suggerito alcuni consigli utili per i nostri lettori.

Avete acquistato utilizzando come metodi pagamento l’app del vostro smartphone (Apple Pay, Samsung Pay, Google Pay)? Queste applicazioni non sono state al momento ancora abilitate.

Quindi, se nessuna di queste possibilità vi coinvolge da vicino, le motivazioni delle transazioni mancanti potrebbero essere due:

  • cancellazione della transazione perché non valida;
  • cancellazione della transazione per errore.

In questo caso si deve procedere con i reclami.

Come inviare i reclami per il cashback?

Come si può leggere in Gazzetta Ufficiale, all’interno del Decreto legge n. 99 del 30 giugno 2021, all’art. 1, si può procedere ai reclami per i rimborsi non pervenuti riguardo transazioni non contabilizzate o con importi errati.

I reclami possono essere inoltrati a partire dalla data del 15 luglio, e non oltre il 29 agosto 2021, pena l’esclusione dal cashback di Stato, o meglio dai rimborsi.

I pagamenti del normale cashabck stanno già arrivando ai beneficiari, questo nel limite dei 150 euro a semestre. Per i vincitori del super cashback invece, ci sarà ancora da attendere. Per quest’ultimo, infatti, i rimborsi potrebbero arrivare anche a novembre. Il limite segnalato dal Governo è il 30 novembre 2021.

Chi non ha raggiunto le cinquanta transazioni effettuate non ha diritto ad alcun tipo di rimborso!

C’è un altro limite da rispettare, il Governo ha stanziato la cifra di circa un miliardo e mezzo di euro, oltre la quale non si procederà più con i pagamenti.

Questo significa che nel caso dovessero terminare i fondi alcuni cittadini potrebbero non ricevere i rimborsi? Naturalmente no. La cifra verrà smistata in maniera del tutto proporzionale.

Lo stesso avverrà per i rimborsi del super cashback, con il limite qua fissato in 150 milioni di euro

Sarà Consap ad occuparsi sia dei rimborsi sia dei reclami. I rimborsi verranno accreditati sull’Iban inizialmente segnalato all’applicazione IO. 

Ma come si effettuano i reclami? Andiamo a scoprirlo.

Da ricordare che i reclami andranno inviati entro il 29 agosto, come possiamo leggere sul portale di Consap.

Le regole attuate a questo primo semestre, saranno valide anche per l’eventuale terzo semestre (primo gennaio 2022 – trenta giugno 2022), almeno in base a quanto possiamo leggere all’interno del Decreto legge del 30 giugno 2021, e a meno di altri cambi di rotta del Governo Draghi.

Per presentare reclamo, dobbiamo recarci nel portale reclami di Consap (ecco il link) e compilare il modulo.

Consap fa sapere che saranno ritenuti validi soltanto i reclami che avverranno con questa modalità.

Innanzitutto, si procede con la creazione di un profilo, solo nel caso in cui già non lo si possieda.

È necessario disporre di firma digitale o di un documento d’identità. Successivamente si dovranno allegare gli scontrini dei pagamenti effettuati.

Entro trenta giorni dalla ricezione delle domande, sarà Consap ad analizzare e rispondere circa l’esito (positivo o negativo) delle contestazioni.

In attesa di altri eventuali sviluppi, è stato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco ad aprire a un eventuale e probabile ripresa del cashback a partire da gennaio 2022:

Il cashbck ha avuto sicuramente alcuni effetti positivi, ma per una sua reintroduzione dovremo aspettare di avere i dati per fare un’attenta analisi costi-benefici.

Quindi, se i benefici riusciranno a superare i costi, il cashback potrà ripartire già all’inizio del prossimo anno. Per la gioia di tantissimi italiani.