Abbiamo sentito parlare tanto di cashback e transazioni dei furbetti, che sono state eliminate perché ritenute scorrette e addirittura fraudolente. Alla luce dunque dei controlli condotti da parte delle autorità, possiamo affermare che esiste un importo minimo delle transazioni da effettuare

Quali sono le regole che il cashback di Stato prevede ai fini del rimborso?  

Allo stato attuale della situazione, il cashback risulta sospeso ma non si esclude la possibilità che si possa tornare a usufruire di questo sistema. Va da sé che, prima di riattivarlo, il governo capitanato dal premier Mario Draghi dovrà pensare ad apportare modifiche al regolamento attuale, colmo di vuoti normativi che hanno portato non solo al proliferarsi di furbetti del cashback ma addirittura alla sua stessa sospensione. 

Segnali inequivocabili dunque di un sistema che in teoria potrebbe diventare uno strumento anti-evasione, favorendo l’impiego della moneta elettronica al posto dei contanti ma che in realtà è ben lontano ancora dall’esserlo. 

Draghi dunque rottama il cashback di Conte, come leggiamo su Il Sole 24 ore 

una delle misure più spinte da Giuseppe Conte, che nel corso della sua seconda stagione a Palazzo Chigi aveva dedicato al cashback lunghe e dettagliate videoconferenze anche nelle settimane più critiche della pandemia. 

Vediamo maggiormente nel dettaglio quali sono le attuali regole del cashback sulle transazioni e quali le modifiche che si prospettano in vista di una ripartenza del sistema, questa volta col piede giusto. 

Cashback, come funziona importo minimo 

Come si legge nel regolamento stesso del cashback di Stato, in realtà non esiste un importo minimo previsto per le transazioni del cashback.  

Nessuna regola specifica se si deve procedere con un’operazione unica per il pagamento o c’è invece la possibilità di spezzettarlo in più transazioni ai fini del rimborso cashback. 

D'altronde, proprio questo punto ha rappresentato il pomo della discordia nel confronto tra autorità statali e privati cittadini. I più furbi tra questi ultimi infatti si sono sentiti autorizzati a passare la loro carta elettronica più volte, a ripetizione e presso lo stesso rivenditore, anche per pagare pochi centesimi ad esempio per un rifornimento di benzina. 

Ricordiamo che proprio la protesta avanzata da parte dei benzinai e dei proprietari o gestori di supermercati ha messo in moto la macchina dei controlli da parte del Governo, soprattutto per scongiurare il rischio di assegnare il super premio da 1.500 euro (il super cashback) proprio a chi ha in maniera evidente frodato il sistema.  

Il super cashback è un regalo supplementare rispetto al cashback del 10% previsto sull’acquisto di beni e servizi di vario genere (purché non effettuati online). Il premio da 1.500 euro va ai primi 100 mila in classifica a poter vantare il maggior numero di transazioni cashback. 

Non essendo previsto per il cashback un importo minimo della transazione di cui tener conto, ecco che abbiamo assistito a un vero e proprio dilagare di micro-transazioni da pochi spiccioli. 

Cashback quali transazioni rientrano 

Viene giustamente da domandarsi dunque per il cashback quali transazioni sono valide ai fini del rimborso

Ribadendo che al momento non esiste ancora un importo minimo previsto, resta invece fissato al 10% il rimborso massimo erogabile sulle spese effettuate con carta di pagamento elettroniche. Il 10% del rimborso si ottiene su un importo massimo di spesa di 150 euro: questo significa che, spendendo 200 euro per l’acquisto di un prodotto, il rimborso massimo che verrà riconosciuto su quella transazione è di 15 euro (il 10% di 150 euro per l’appunto). 

Inoltre, è possibile ottenere il rimborso soltanto su un numero minimo di 50 transazioni cashback nell’arco di sei mesi. 

Dove fare transazioni cashback? Presso qualsiasi punto vendita di prodotti o acquisto di servizi da parte di professionisti che utilizzano il pos per le transazioni. Il cashback infatti si ottiene di diritto nel momento in cui si utilizza la propria carta di credito, debito o anche bonifico bancario per poter pagare tali compravendite. 

Per le transazioni cashback è possibile anche utilizzare apposite piattaforme di pagamento da scaricare sullo smartphone.   

E se invece la transazione, pur essendo valida, non si vede sul’App Io

Potrebbe esserci un problema relativo al circuito utilizzato, come spiega il prof. Marco Fumo  in questo video, in cui presenta anche consigli su cosa fare per non incorrere più nel problema. 

Cashback quali transazioni non sono valide 

Vediamo ora cosa si prospetta per il prossimo futuro in termini di limiti alle transazioni cashback

La questione dei furbetti e di come stanarli infatti è piuttosto articolata. Visto lo scandalo sollevato dalle micro-transizioni presso le pompe di benzina, il Ministero dell’Economia, ha  

deciso di attivare i controlli per scoprire pagamenti sospetti e fraudolenti. Si stabilisce dunque che tutti i colpevoli non rientreranno nella classifica per il premio. 

Ma non solo. 

In automatico, i contribuenti così individuati perderanno anche il diritto al rimborso del 10% sulle spese effettuate. 

Non è semplice capire i criteri con i quali i furbetti sono stati individuati ma ciò che è certo è che le autorità hanno passato al vaglio le transazioni al di sotto dei 5 euro. Appare dunque plausibile che il primo limite che verrà introdotto per regolamentare le transazioni cashback riguarda proprio l’importo minimo di spesa, che potrebbe essere fissato a qualche euro. 

Ma c’è di più. 

Infatti il Ministero dell’Economia potrebbe pensare a fissare un limite anche per quanto concerne il numero di transazioni cashback effettuate presso lo stesso rivenditore

Anche in questo caso, non si dovrà dare nulla per scontato. Ad esempio può capitare di passare due volte al giorno presso lo stesso supermercato, più raramente presso lo stesso rivenditore di carburante. Ma integrare la soglia massima di transazioni cashback giornaliere presso lo stesso esercente con un limite orario, potrebbe essere la soluzione. Questo eviterebbe il rincorrersi delle transazioni anche a distanza di pochi minuti l’una dall’altra, solo con il fine evidente di accumularne il più possibile, sfruttando un solo acquisto da pochi euro. 

Cashback, transazioni sotto controllo: la strategia anti-furbetti 

Ormai è noto il caos in cui impera l’assegnazione del super cashback, dal momento che si vocifera che la classifica ufficiale arriverà addirittura in autunno

Per quanto riguarda i rimborsi del 10%, la data massima per il bonifico sui conti correnti degli aventi diritto dovrebbe essere quella del 29 agosto

Ma in merito ai primi 100 mila classificati che attendono il super premio da 1.500 euro, la strada da percorrere è ancora lunga e niente affatto lineare. 

La strategia anti-furbetti adottata dall’esecutivo rischia di sollevare un gran polverone di ricorsi, dal momento che, dal punto di vista formale, chi ha accumulato decine e decine di transazioni da pochi centesimi non ha fatto nulla di male, in mancanza di un divieto esplicito. 

Si controbatte affermando però che, proprio perché non c’è violazione allora non saranno previste sanzioni a carico dei furbetti. Ma questo non significa che il comportamento scorretto e fraudolento sia palese e sotto gli occhi di tutti, tanto da poter stabilire per l’appunto l’esclusione dalla classifica e la perdita del diritto al rimborso. 

Motivo ulteriore per cui il Mef, in vista della probabile ripresa del cashback al 1° gennaio 2022, sta pensando a introdurre sanzioni per punire i comportamenti scorretti. Questo rappresenterebbe senza dubbio un deterrente al gioco sleale, dal momento che tutto il tempo e la pazienza impiegati nell’effettuare micro-transazioni cashback ovunque, sarebbero spesi invano.