Un dubbio attanaglia i fan più sfegatati del cashback: quali sono le transazioni ritenute valide per ottenere i rimborsi? Da quando il Governo guidato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi ha deciso di sospendere il cashback dal primo luglio 2021, molti dubbi si sono insinuati tra gli aderenti alla misura di rimborsi, che – senza troppi giri di parole – temono di non ricevere gli accrediti. Andiamo a vedere insieme quali sono le transazioni ritenute valide per i pagamenti e quando uscirà la classifica definitiva riguardo il super cashback.

Il cashback è stato sospeso da più di dieci giorni, ma le domande degli utenti sul web si fanno sempre più insistenti. Sono diversi, infatti, i gruppi creati sui social network dai diversi cittadini che hanno aderito (anche in maniera piuttosto consistente) all’iniziativa lanciata durante il Governo Conte bis.

Si potrebbe azzardare che il cashback è diventato quasi una vera e propria ludopatia. Con migliaia e migliaia di cittadini che per mesi hanno pensato a dei modi per sfruttare al massimo l’offerta dei rimborsi proposta dal Governo.

Tra le domande che gli italiani si pongono più spesso, vi è quella su quando verrà rilasciata la classifica ufficiale dei centomila aventi diritto al bonus di 1.500 euro del cashback; oltre a quali transazioni potrebbero non essere considerate valide, e che potrebbero essere annullate lasciando fuori i “furbetti”.

Andiamo a scoprire insieme nel dettaglio quando usciranno le classifiche del cashback e quali sono le transazioni che non verranno considerate valide dal Governo guidato da Draghi.

Cashback e super cashback: cosa si intende per transazioni valide

Cosa intendiamo quando facciamo riferimento alle transazioni valide per il Cashback? Sono tutte quelle transazioni che permettono di raggiungere la fatidica cifra minima di cinquanta e che permette quindi di poter usufruire del bonus rimborso messo in palio dal Governo e che verrà erogato da Consap

Ricordiamo che Consap è la società che, incaricata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, gestisce le liquidazioni del programma cashback. Inoltre, si occupa anche di verificare i vari reclami per la diversa cifra accreditata ai vari utenti o direttamente per l’accredito non avvenuto.

Le transazioni considerate valide devono raggiungere un importo minimo equivalente a 150 euro, e per ogni transazione si avrà uno sconto di massimo 15 euro.

Attenzione però, Consap sta provvedendo ad un attento controllo degli importi spesi e delle modalità con cui sono avvenuti pagamenti durante tutto l’arco di tempo che va dal primo gennaio 2021 fino al 30 giugno 2021.

Tutte le transazioni sospette avvenute presso gli stessi esercizi commerciali, con dei piccoli importi e durante un lasso di tempo ristretto, come per esempio in un market, verranno annullate.

Ed è per questo che vi sono diversi ritardi per quanto riguarda la classifica dei centomila del super cashback, che avrebbe dovuto essere stata pubblicata sull’applicazione IO già la settimana scorsa settimana ma che invece ha subito ulteriori proroghe.

Non è inoltre previsto un importo minimo per la singola transazione, ed è per questo che varie categorie di lavoratori (come, ad esempio, quella dei benzinai) si sono lamentate dei vari “spezzatini” effettuati dai cittadini.

Cashback: è possibile effettuare transazioni online? 

Come regola base il cashback non è stato pensato per incentivare gli acquisti online, e visto che la misura dovrebbe combattere l’evasione fiscale, sarebbe impensabile cercare di non lasciare traccia dei pagamenti online.

Vi è una soluzione però per far fronte a questo problema, attraverso delle carte reagalo prepagate che vengono rilasciate dalle grandi aziende come Amazon

Quindi la soluzione per chi vuole continuare a comprare online, ma vuole ottenere anche il rimborso è quella di acquistare una “gift card” presso un negozio fisico e poi effettuare le operazioni online. Un’operazione che recherebbe pochi benefici a chi la mette in pratica, ce ne rendiamo conto.

Le opzioni per carte regale sono molteplici: si va dai buoni amazon fino ad arrivare a quelli offerti da spotify. Anche il colosso del nuovo “cinema online” Netflix mette a disposizione dei buoni.

Ma ci sono anche delle offerte da parte dei giganti dello streaming Sky, NowTV, Dazn. Insomma, ce n’è veramente per tutti i gusti.

Per quanto riguarda il cashback con Satispay, che ricordiamo è attivabile fino al 31 di luglio, sono diversi i negozi in cui è possibile effettuare degli acquisti online e vedersi riconosciuti i rimborsi. (Clicca questo link per conoscere i negozi online che aderiscono all’iniziativa di Satispay)

Cashback: transazioni valide ma non conteggiate

Si sa, l’Italia è il paese per eccellenza dei furbetti. Il paese di chi per ottenere delle agevolazioni tenta in tutti i modi di trovare un escamotage per aggirare le regole, per trovare la zona grigia dove operare.

E il piano cashback è stato una testimonianza importante da questo punto di vista.

Ma quali sono le regole previste per ottenere i rimborsi nel cashback di Stato?

Come ben sappiamo, è stato l’ex Presidente della Banca Centrale Europea a volere fortemente la sospensione del cashback.

Almeno temporaneamente, in attesa di riformulare una valida proposta che cerchi di eliminare o almeno ridurre i problemi che si sono presentati con questo primo semestre di prova dopo il mese di Natale dove si era introdotto la misura.

Ciò che per Conte era un mezzo fondamentale per la lotta all’evasione, per Draghi invece è soltanto una misura che ha avvantaggiato chi in possesso di un reddito abbastanza elevato (cicca il link per saperne di più). Il potere d’acquisto è rimasto al nord secondo il Presidente del Consiglio in carica dal 13 febbraio 2021.

Ma quali sono le regole fondamentali per i rimborsi?

Come già scritto nei paragrafi precedenti non è previsto un importo minimo da rispettare per la singola transazione. 

Motivo della discussione tra chi è favorevole al cashback e chi invece è contrario, proprio il fatto della possibilità di effettuare i pagamenti in diverse soluzioni, spezzettando i pagamenti.

Tutte azioni messe in atto per cercare di raggiungere a tutti i costi il super cashback, un altro regalo del Governo Conte.

Cosa prevede? Un supplemento di 1.500 euro a tutti quei cittadini che saranno tra i top cento mila della speciale classifica tra gli utilizzatori seriali di carte di pagamento elettronico. Furbi compresi.

Classifica super cashback, ritardi e possibili soluzioni per il 2022

La classifica definitiva riguardo i centomila utenti che si aggiudicheranno il ricco premio da 1.500 euro sarebbe dovuta essere resa pubblica lo scorso 10 luglio. Attesa infinita per i cittadini, che dovranno aspettare ancora per i conteggi, che stando a delle indiscrezioni procedono parecchio a rilento.

Mentre scriviamo questo articolo, sulla piattaforma PagoPA le transazioni elaborate risultano essere poco meno di 759 milioni. Sull’applicazione IO invece, appare ancora questo messaggio:

Stiamo aspettando di ricevere le ultime transazioni, per calcolare i rimborsi. Riceverai un messaggio quando l’operazione verrà completata.

Cosa fare se i rimborsi non arrivano? Stando a quanto comunicato dal Governo tramite l’ultimo Decreto del 30 giugno, l’utente che ha partecipato al cashback di Stato potrà presentare reclamo entro centoventi giorni immediatamente successivi alla data di scadenza prevista. Dove? Attraverso il sito di Consap che gestisce i reclami.

Per il 2022 sono previste delle modifiche, che sono assolutamente necessarie se si vuole vedere riprendere la misura a pieno effetto. Uno dei problemi principali da risolvere è proprio quello riguardo le micro transazioni e i micro pagamenti.

Andrebbe poi sicuramente limitata la possibilità di spesa in alcuni settori, cercando di escludere tutte quelle situazioni in cui già prima i cittadini facevano utilizzo di strumenti di pagamento digitali.