Nel formulare il progetto CCF, abbiamo illustrato sotto quali condizioni si verifica un “rientro perfetto”, ovvero una generazione di maggior gettito che copre esattamente l’ammontare degli sconti fiscali, via via che questi diventano utilizzabili.

Le trovate esposte qui a pagina 15. Un ulteriore chiarimento è però necessario (e il medesimo documento peraltro lo evidenzia a pagina 14).

Non si deve necessariamente verificare una perfetta corrispondenza tra maggior gettito fiscale lordo e ammontare degli sconti fiscali utilizzati. E’ possibile, in un particolare anno dove se ne ravvisi l’opportunità o la necessità, emettere più CCF di quanti ne vengano utilizzati.

Va ricordato, innanzitutto, che il progetto prevede di arrivare a emettere, nel terzo anno dall’avvio, 100 miliardi di CCF. Data la dilazione temporale di due anni tra emissione e utilizzabilità (vedi sempre a pagina 15 del documento), l’utilizzo dell’importo massimo di 100 miliardi non si potrà verificare prima del quinto anno. E prima di allora, in effetti, ci sarà sempre un maggior ammontare di emissioni rispetto agli utilizzi.

L’equivalenza tra emissioni e utilizzi è prevista, nello scenario base, solo dal quinto anno in poi.

Ma se l’uguaglianza tra maggior gettito lordo e CCF utilizzati non si verificasse, a causa di un andamento dell’economia meno dinamico del previsto, nulla impedisce, anche successivamente, di incrementare le emissioni annue di CCF al di sopra del livello degli utilizzi.

Le previsioni più recenti indicano, nel momento in cui gli utilizzi raggiungeranno il livello di 100 miliardi, che le entrate lorde della pubblica amministrazioni si attestino a oltre 900 miliardi.