Ormai si parla sempre più frequentemente delle decisioni prese dal Governo Draghi sul tema della cessione del credito. 

Ma come mai? Beh, come sappiamo, il Governo Draghi ha come principale obiettivo quello di scongiurare le frodi e le truffe, non solo in ambito edilizio. 

Ad esempio, possiamo vedere anche come le leggi sulla riduzione del denaro contante in circolazione e sull’obbligo della fatturazione elettronica per le Partite IVA in regime forfettario vadano nella stessa direzione: ridurre le truffe. 

Ebbene, il comparto dei Bonus Edilizi è quello che ha risentito maggiormente delle decisioni del Governo fin dalla proroga. Infatti, Superbonus 110% in primis e Bonus Facciate ci hanno tenuti per mesi con il fiato sospeso. 

Ebbene, le proroghe sono arrivate ed hanno cambiato profondamente entrambe le misure rispetto a come le ricordavamo nel corso del 2021. 

Tuttavia, le problematiche legate ai Bonus Ristrutturazione non si sono certo fermate alle proroghe della Legge di Bilancio 2022. Infatti, il Governo ha deciso di emanare due decreti al fine di scongiurare le frodi che hanno bloccato completamente il mercato dell’edilizia. 

Andiamo a ripercorrere la situazione dei Bonus Edilizi e a comprendere cosa sta cambiando ancora oggi. Infatti, devi sapere che il Governo Draghi ha deciso di intervenire nuovamente ritrattando alcune delle decisioni prese in precedenza.  

Pronti? Partiamo subito!

Bonus Edilizi e proroghe molto contestate: cos’è successo?

Come abbiamo sottolineato in precedenza, i Bonus Edilizi hanno iniziato a tenere i cittadini italiani con il fiato sospeso fin dalla loro proroga. 

Primo fra tutti il Superbonus, ossia la misura più amata nel corso del 2021. Infatti, sebbene tutti fossimo certi della proroga di questo sussidio, non sono mancate le sorprese del Governo Draghi!

In che senso? Beh, tutti sapevamo che il Superbonus sarebbe stato rinnovato, eppure ci sono stati numerosi problemi intorno alla proroga per le villette unifamiliari. Infatti, il Governo non sembrava in alcun modo convinto di tale concessione, tanto che è stato chiamato in causa anche l’ISEE.  

Alla fine, la proroga è arrivata e le unifamiliari possono beneficiare del sussidio fino alla fine dell’anno, con l’unico requisito di dover presentare la SAL al 30% entro la data del 30 giugno 2022. In caso contrario, si perderà il diritto ad ottenere l’agevolazione. 

Discorso simile per il Bonus Facciate, o forse peggiore. Infatti, il sussidio non era previsto nel pacchetto dei rinnovi della Legge di Bilancio per il 2022. 

Tuttavia, il Governo ha deciso poi di ritrattare la sua decisione e di concedere il Bonus Facciate al 60% (e non più al 90% come previsto lo scorso anno).

Tagli anche sul Bonus Mobili ed Elettrodomestici, che ora presenta una detrazione massima di 5.000 euro. 

Resiste invece il Bonus Casa che resta invariato rispetto all’anno precedente. 

Eppure, questi non sono stati neanche i problemi che maggiormente hanno afflitto il comparto dell’edilizia. Infatti, il Governo Draghi non si è certo fermato ai tagli di questi bonus. 

Cos’altro è accaduto? Te lo spiego nel prossimo paragrafo. 

Cessione del credito e sconto in fattura sotto attacco: i decreti del Governo 

Come abbiamo evidenziato, le mancate proroghe o le proroghe con grossi tagli non sono state il problema principale dei Bonus Edilizi. 

Infatti, il Governo ha deciso di intervenire in altri modi. 

Per comprendere come mai è doveroso sottolineare ancora una volta quanto il Governo Draghi abbia a cuore il tema delle frodi, soprattutto in ambito edilizio.

Proprio per questo motivo nel mese di novembre 2021 è entrato in vigore il Decreto Antifrode che ha imposto di dover presentare due documenti, visto di conformità ed asseverazione dei prezzi, per poter usufruire di sconto in fattura e cessione del credito. 

Infatti, tornando un attimo alla Legge di Bilancio, essa ha previsto ancora una volta tutte e tre le medodologie per usufruire dei Bonus: sconto in fattura, cessione del credito e detrazione fiscale. 

Successivamente però, il Governo ha deciso di intervenire ancora una volta emanando il Decreto Sostegni Ter con l’obiettivo di sostenere le famiglie e le imprese in difficoltà a causa del Covid-19.

Tuttavia, il Decreto Sostegni Ter non si è limitato a questo, ma ha imposto una regola particolarmente rigida per i Bonus Edilizi, ossia la cancellazione della cessione multipla del credito. 

Una decisione che ha fatto sì che il mercato dell’edilizia si bloccasse. 

Cessione del Credito, arrivano le nuove regole! Ecco le ultime

Ovviamente, la decisione del Governo Draghi è stata particolarmente criticata, soprattutto dai proprietari delle imprese edili. 

Infatti, devi sapere che alcune banche non hanno più accettato la cessione del credito, come Poste Italiane o Banco Bpm e questo ha provocato non pochi problemi.

Cittadini ed imprese edili sono stati quelli che più ci hanno rimesso dalla decisione del Decreto Sostegni Ter e, di conseguenza, il premier Mario Draghi ha deciso di intervenire nuovamente. 

Proprio per questo motivo, il 18 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato le nuove regole sulla cessione del credito per il Superbonus 110%, il Bonus Facciate e gli altri bonus edilizi. 

Ma cos’è stato previsto oggi dal Governo Draghi per quanto riguarda la cessione del credito? Beh, ad oggi sono possibili fino a tre cessioni (oppure lo sconto in fattura e due cessioni del credito). 

Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. Infatti, devi sapere che tali cessioni sono concesse solo ed unicamente da coloro che sono qualificati per farlo, quindi banche, assicurazioni ed istituti di credito in generale che sono iscritti agli albi della Banca d’Italia.

Cessione del credito e codice identificativo: come funziona?

È bene sottolineare che quando parliamo di cessione del credito dobbiamo considerare anche un altro fattore, ossia il codice identificativo. 

Ebbene, avremo capito che l’obiettivo finale del Governo è quello di ridurre le frodi in ambito edilizio ed, in questo modo, si persegue l’obiettivo cercando di non bloccare ancora una volta il mercato. 

Dunque, come funziona il codice identificativo per la cessione del credito? Beh, dopo la prima cessione, il credito riceve un codice identificativo univoco dall’Agenzia delle Entrate. In questo modo è possibile controllare le cessioni successive alla prima e se vengono rispettate le norme che sono state imposta dal Governo. 

Tali disposizioni verranno applicate per tutte le cessioni che verranno inviate all’Agenzia delle Entrate a partire dalla data del 1° maggio 2022. 

Cessione del credito, spuntano anche le sanzioni: carcere e multe salate!

Oltre alla concessione che il Governo ha fatto per quanto riguarda la cessione multipla dei crediti legati ai Bonus del settore dell’edilizia, spuntano anche delle sanzioni per coloro che non rispettano le regole previste.

O meglio, le sanzioni vengono indirizzate ai tecnici abilitati che si occupano dell’asseverazione dei prezzi, come previsto dal Decreto Antifrode di novembre. 

Possiamo iniziare con il dire che si tratta di sanzioni molto dure. Ebbene, tutti coloro che presenteranno informazioni false o non dichiareranno informazioni particolarmente rilevanti saranno punti con una multa da 50.000 a 100.000 euro. 

Eppure, oltre alla sanzione pecuniaria spunta anche il carcere. Infatti, i tecnici abilitati rischieranno fino a cinque anni di carcere.

E non è ancora finita! Infatti, questa è la pensa base che potrebbe essere aumentata nel caso in cui le incongruenze siano frutto di un tornaconto personale. 

Infine, viene introdotta anche una norma proposta dal ministro Orlando, ossia i bonus saranno concessi solo a chi applica contratti collettivi nazionali di settore. Insomma, l’obiettivo di quest’ultima norma è quello di garantire formazione e sicurezza a coloro che lavorano all’interno dei cantieri edili.