Nell’ultimo periodo si sente sempre più parlare della cessione del credito per quanto riguarda i bonus del comparto dell’edilizia. 

Infatti, i Bonus Ristrutturazione sono stati presi d’assalto fin dalla Legge di Bilancio per il 2022

Ma cos’è accaduto? Come sappiamo, alcune delle proroghe sono arrivate in maniera piuttosto inaspettata. Basti pensare al Bonus Facciate che, nonostante l’enorme malcontento circa la sua assenza nella bozza, era ormai stato dato per spacciato. 

Oppure, pensiamo al Superbonus 110% ed alla diatriba intorno alle villette unifamiliari. 

Insomma, proroghe difficili, ma non solo sotto questo punto di vista. 

Infatti, è necessario ricordare anche che sono stati messi in campo dei meccanismi al fine di scongiurare l’insorgere di frodi, molto frequenti in ambito edilizio. 

In poche parole, cos’è successo? Te lo spiego subito. 

Nel mese di novembre 2021 ha visto la luce il Decreto Antifrode che ha imposto dei meccanismi di controllo più rigidi per la cessione del credito e lo sconto in fattura. 

Inoltre, con la recente approvazione del Decreto Sostegni Ter, queste due metodologie di utilizzo dei bonus sono state prese ancora di mira. 

Ma come funziona oggi la cessione del credito? Per quale motivo parliamo della sua scadenza? Andiamo a rispondere a queste domande nel corso del nostro articolo! 

Bonus Edilizi e Legge di Bilancio 2022: le modalità di utilizzo

Come abbiamo visto, la Legge di Bilancio 2022 approvata dal Governo Draghi ha provocato dei veri e propri scossoni per quanto riguarda i bonus del mondo dell’edilizia. 

Ma per quale motivo? 

Beh, abbiamo già accennato al fatto che bonus molto apprezzati nel 2021, come il Bonus Facciate, non erano presenti fin da subito nel Documento Programmatico di Bilancio

O ancora, la grossa diatriba presentata attorno alle villette per il Superbonus 110%, un’agevolazione che rientra in toto negli obiettivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Insomma, numerose problematiche che si sono alternate fino ad arrivare alla situazione attuale, con un Superbonus 110% ancora attivo per le villette, seppur con delle limitazioni ed un Bonus Facciate previsto al 60% e non più al 90% come nel 2021.

Tutto sommato, le misure sono rimaste. 

E le loro modalità di utilizzo? In questo caso dobbiamo ammettere che non ci sono state particolari novità.

Infatti, per i Bonus Casa rimangono ancora attive tutte e tre le modalità di utilizzo previste anche nel corso del 2021, ossia la detrazione fiscale, la cessione del credito e lo sconto in fattura. 

Ma come funzionano tali metodologie? Andiamo a scoprirlo insieme.

Cessione del credito e Decreto Antifrode: cos’è cambiato?

Prima di iniziare a studiare come il Decreto Antifrode ha influito sulle sorti dei Bonus Casa, è doveroso sottolineare che quanto stiamo per dire riguarda solo la cessione del credito e lo sconto in fattura. 

Infatti, il meccanismo della detrazione fiscale rimane così com’è e garantisce una detrazione fiscale, appunto, corrisposta in 10 anni tramite l’erogazione di 10 rate dello stesso importo. 

Unica differenza con il Superbonus 110% per il quale la detrazione viene erogata in soli cinque anni. 

Ebbene, dopo questo breve preambolo necessario per spiegare al meglio gli effetti del Decreto Antifrode, andiamo a studiarlo meglio. 

Come avremo capito (e come il nome senz’altro ci suggerisce) il Decreto Antifrode è stato approvato con l’obiettivo di disincentivare le frodi in ambito edilizio che, come sappiamo, purtroppo sono molto diffuse in Italia. 

Ebbene, questo Decreto ha imposto per i meccanismi della cessione del credito e dello sconto in fattura l’utilizzo di due documenti fondamentali, ossia il visto di conformità e l’asseverazione dei prezzi. 

Inutile dire che, per mezzo di tale decreto, si cerca di incentivare l’utilizzo dell’unica modalità che non presuppone intoppi, ossia la detrazione fiscale. 

Ma cos’è cambiato? 

Cessione del credito e Decreto Sostegni Ter: la mossa finale!

È bastato il Decreto Antifrode per cambiare la situazione? La risposta sembra proprio essere negativa. 

Infatti, è stato da poco approvato anche il  Decreto Sostegni Ter che, è doveroso sottolineare, nasce per aiutare tutti quegli operatori economici che sono stati colpiti dalla pandemia di Covid-19.

Tuttavia, qualcosa di non strettamente legato alla pandemia c’è in questo decreto: si tratta di un’ulteriore limitazione alla cessione del credito. 

Infatti, per mezzo del  Decreto Sostegni Ter si esclude la possibilità di cessione multipla che era sempre stata prevista per i Bonus Edilizi

Insomma, ora la cessione del credito può essere effettuata una sola volta. 

Tutto ciò rende la gestione maggiormente difficile da parte delle banche che, dopo aver ricevuto un credito, non possono cederlo a nessun altro. 

Lo stesso avviene con la procedura dello sconto in fattura in cui, l’azienda che si occupa dei lavori effettua lo sconto al cliente e successivamente cede il credito alla banca. 

L’annullamento della cessione dei crediti multipla voluto dal  Decreto Sostegni Ter cambierà le sorti di un mercato in lenta ripresa come quello edilizio?

L’ANC rivuole la cessione multipla dei crediti

Ci siamo lasciati nello scorso paragrafo con una domanda. Beh, l’ANC, ossia l’Associazione Nazionale dei Commercialisti ha dato una risposta affermativa. 

Infatti, secondo quanto affermato dall’associazione, una limitazione nella circolazione dei crediti porterebbe, di fatto, alla morte di questo mercato. 

Una possibile soluzione esposta sarebbe quella di proporre la possibilità di cessione multipla solamente per le banche o gli istituti di credito in generale. 

Il nuovo modello di cessione del credito: quali novità?

Dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2022 abbiamo anche assistito ad un nuovo modello di cessione del credito, semplificato per alcune realtà.

Quali? Beh, innanzitutto viene applicata una semplificazione per tutti i lavori attuati in edilizia libera e per tutte le spese inferiori ai 10.000 euro. 

Di che semplificazione si tratta? Te lo dico subito. 

Per queste spese e questi lavori si potrà ottenere la cessione del credito senza la necessità di presentare né il visto di conformità né l’asseverazione dei prezzi. 

Proroga alla cessione del credito: cosa cambia?

Qualche giorno fa, per l’esattezza il 3 febbraio 2022 emanato dall’Agenzia delle Entrate, è stata sancita la proroga al 7 aprile della scadenza relativa alle cessioni del credito del 2021.

Si tratta di una proroga per la scadenza delle comunicazioni circa la cessione del credito e lo sconto in fattura. 

Insomma, per fare chiarezza possiamo affermare che per tutti i lavori che sono stati sostenuti nel corso dell’anno passato, quindi del 2021, la scadenza passa dal 16 marzo al 7 aprile del 2022. 

Per capire meglio le tempistiche bisognerà però attende il 24 febbraio. 

Proroga del periodo transitorio della cessione del credito: slitta di 10 giorni!

Siamo ancora in attesa di risposte certe circa il Decreto Sostegni Ter che, come abbiamo visto, ha sancito l’eliminazione della cessione multipla per i crediti edilizi. 

In base a quanto riusciamo a scoprire tra le FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, ci sarà uno slittamento di 10 giorni in cui ancora si potranno cedere i crediti più di una volta. 

Come sappiamo, la data limite doveva essere il 7 febbraio e, di conseguenza, potremmo arrivare al giorno 17. 

Dunque, per tutti i crediti che sono stati già oggetto di cessione oppure di sconto in fattura, ci sarà una possibilità ancora di cessione ulteriore. 

Di conseguenza, in questo modo si dà ancora una piccola possibilità a coloro che avevano ceduto tali crediti prima dell’entrata in vigore del Decreto Sostegni Ter.