Una proroga difficile quella che è stata strappata dai Bonus Edilizi con l’approvazione della Legge di Bilancio per il 2022

Ancora più difficile se pensiamo a come eravamo tutti convinti che il Superbonus 110% sarebbe stato rinnovato senza nessun intoppo. 

Ebbene, con il senno di poi potremmo affermare che non dovremmo mai dare nulla per scontato. 

Ma per quale motivo pensavamo che il Superbonus 110% (anche detto Bonus 110%) sarebbe stato prorogato così come lo consociamo oggi? Beh, è molto semplice. Infatti, questa misura rispetta tutti gli obiettivi di efficientamento energetico previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Eppure, non è stato così e le problematiche non si sono fatte attendere. 

Oltre alla difficoltà dovute alla proroga, però, si sono aggiunte altre importanti novità che non hanno fatto dormire sonni tranquilli a coloro che volevano sfruttare questa importante misura

Infatti, dopo l’introduzione del Decreto Sostegni Ter, che prevede un’unica cessione per i crediti legati ai Bonus Edilizi, le banche non ci stanno!

In che senso? Beh, sono numerosi gli istituiti di credito che ora rifiutano la cessione come mezzo di pagamento per questi incentivi. 

Andiamo a chiarire meglio cosa sta succedendo quando parliamo della sospensione della cessione del credito nel corso di queso articolo. 

Proroga dei Bonus Edilizi: com’è avvenuta con la Legge di Bilancio?

Come abbiamo anticipato, la Legge di Bilancio del 2022 ha riservato ai cittadini italiani moltissime sorprese. 

In che senso? Beh, basti pensare alla difficoltà della proroga per alcune misure che tutti davamo per scontate. 

La prima, come abbiamo accennato anche in precedenza, riguarda il Superbonus 110%. Infatti, tutti noi davamo per scontata la sua proroga, visto che risponde in toto agli obiettivi di efficientamento energetico sanciti dal PNRR. 

Tuttavia, ci siamo presto dovuti ricredere quando il Governo Draghi ha deciso di non prorogare questa misura per le villette. 

Da quel momento in poi si sono aperte differenti diatribe all’interno dei partiti, riguardanti ISEE, SAL e tante altre possibilità per le villette unifamiliari. 

Ebbene, la conclusione a cui siamo arrivati con la Legge di Bilancio per il 2022 è la seguente: il Superbonus 110% sarà attivo per le villette fino al 31 dicembre 2022, a patto che alla fine di giugno di quest’anno la SAL sia almeno al 30%. 

Che dire poi del Bonus Facciate? Il secondo bonus che è stato più amato dai cittadini italiani nel corso del 2021

Ebbene, nel Documento Programmatico di Bilancio non c’era nemmeno l’ombra di questa agevolazione. Che il premier Mario Draghi volesse cancellarla definitivamente? 

Probabilmente sì, ma le vicende si sono evolute in modo diverso. 

Infatti, nella Legge di Bilancio 2022 abbiamo assistito alla proroga del Bonus Facciate, ma con una percentuale di detrazione ridotta drasticamente di 30 punti percentuali. 

In che senso? Beh, siamo passati da una detrazione fiscale del 90% ad una del 60%. 

Resiste invece il Bonus Casa 50%, che rimane esattamente lo stesso che conoscevamo anche prima della proroga. 

Infine, per quanto riguarda il Bonus Mobili ed Elettrodomestici, anche in questo caso abbiamo assistito ad un taglio. 

Tutta colpa del Bonus Facciate potremmo dire. Infatti, il Bonus Mobili ed Elettrodomestici doveva essere prorogato esattamente com’era nel 2021, ma l’obbligata proroga del Bonus Facciate ha portato ad un taglio di quest’agevolazione dedicata all’acquisto del nuovo mobilio per la propria casa. 

Insomma, delle proroghe che ci hanno fatti rimanere con il fiato sospeso per molto tempo alle quali, come se non bastasse, oggi si aggiunge la questione legata alla cessione del credito. 

Ma cosa sta accadendo?

Cessione del Credito e Decreto Antifrode: le origini dei “problemi”

Le problematiche che ruotano attorno alla cessione del credito hanno inizio con l’approvazione, nel novembre 2021, del Decreto Antifrode

Ovviamente, come ci suggerisce il nome di questo decreto, l’obiettivo è quello di contrastare l’insorgere delle frodi in ambito edilizio. 

Ebbene, con l’approvazione di questo decreto sono stati “intaccati” due dei meccanismi che venivano utilizzati dai Bonus Edilizi. 

Infatti, anche la Legge di Bilancio 2022 ha sancito che potevano essere sfruttati sia la detrazione fiscale, sia la cessione del credito, sia lo sconto in fattura. 

Ebbene, parlando di Decreto Antifrode è doveroso sottolineare che la detrazione fiscale non viene toccata. 

Infatti, si tratta del metodo di pagamento maggiormente sicuro e che non da luogo a frodi nell’ambito dell’edilizia. Proprio per questo motivo non ci soffermeremo su questa metodologia. 

Ebbene, tornando a parlare di cessione del credito e sconto in fattura, il Decreto Antifrode ha imposto che dovessero essere utilizzati due documenti per ottenerle: il visto di conformità e l’asseverazione dei prezzi. 

Tutto ciò ha reso un po’ più difficile (ma ancora non impossibile) l’utilizzo dello sconto in fattura e della cessione del credito. 

Tuttavia, sembrava finita qui, ma era solo l’inizio. Cos’è accaduto dopo?

Cessione del credito: cos’è accaduto con il Decreto Sostegni Ter?

Ebbene, dopo l’approvazione del Decreto Antifrode in molti si sono lamentati della difficoltà di sfruttare lo sconto in fattura e la cessione del credito in ambito edilizio. 

Pensare, con il senno di poi, che tale situazione non era così male. 

Ma cos’è accaduto in seguito? 

Dobbiamo necessariamente parlare dell’approvazione del Decreto Sostegni Ter del 27 gennaio 2022. Infatti, in questa data, il Governo Draghi ha preso una decisione importante: lo stop alla cessione del credito multipla. 

Ovviamente, la motivazione del Governo è nobile. Infatti, l’obiettivo è quello di limitare le frodi ed il riciclaggio. 

Tuttavia, nonostante le nobili motivazioni, con l’approvazione del Decreto Sostegni Ter sono state, di fatto, tagliate le gambe alle agevolazioni in ambito edilizio. 

Ma quali sono state le conseguenze dirette del Decreto Sostegni Ter? Andiamo a scoprirle insieme. 

Le banche sospendono la cessione del credito!

Ebbene sì, come si legge in una nota del Banco BPM, visto che il Decreto Sostegni Ter ha vietato la cessione a catena dei crediti legati al mercato dell’edilizia, il Banco BPM ha deciso di sospendere in via temporanea l’acquisizione di nuove pratiche che prevedono la cessione del credito o lo sconto in fattura. 

Per quale motivo è stato richiesto uno stop da questa banca? Beh, la motivazione ufficialmente riportata è stata quella di dover capire meglio le disposizioni della legge in modo da garantire nuovamente il servizio alla clientela. 

Questa linea d’azione non è stata presa solo dal Banco BPM. Infatti, anche Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti hanno agito in modo simile. 

Quali banche accettano ancora la cessione del credito?

Fortunatamente non tutte le banche e gli istituti di credito agiscono nello stesso modo. 

Infatti, a non fermarsi abbiamo Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banca Fineco.

Sono state proprio queste banche ad affermare che il servizio non deve in alcun modo fermarsi e che, invece, si deve adeguare passo passo alle normative che salteranno fuori. 

Solo in questo modo si può garantire un supporto adeguato sia nei confronti delle famiglie che delle PMI. 

Tutto questo frenerà il mercato dell’edilizia?

Non c’è molto da dire, oltre al fatto che tutti si sono scagliati contro la decisione contenuta all’interno del Decreto Sostegni Ter. 

Un esempio? 

Beh, possiamo citare Assistal che ha definito la decisione di stoppare la cessione multipla come una paralisi del settore edilizio. 

Una proposta era quella di attivare controlli più rigidi da parte dell’Agenzia delle Entrate, senza però limitare le possibilità di sconto in fattura e cessione del credito in questo modo.