Il Reddito di Emergenza è una fra le misure di sostegno statali che suscitano più interesse in questa seconda metà di agosto.

Il balletto fra date di esito delle domande e date di pagamento della prima mensilità sta ormai esaurendosi, senza risparmiarsi comunque la consueta scia di polemiche e il tradizionale slittamento dei giorni di liquidazione da parte dell’INPS.

Sembra, tuttavia, che il peggio, almeno per la quota di giugno, sia stato superato e che una buona parte dei richiedenti il REM, lo scorso 19 agosto abbiano ricevuto il primo bonifico, mentre un’altra fetta di beneficiari sarà soddisfatta in settimana.

Abbiamo però aperto la pagina Facebook di INPS.PerLaFamiglia e cercato i post relativi al Reddito di Emergenza. Siamo rimasti stupiti del grandissimo numero di quesiti che i visitatori pongono sul profilo agli operatori. Se si escludono gli interrogativi relativi alla sfera personale del richiedente, buona parte dei quesiti sono relativi a chiarimenti generici sul funzionamento del REM e i suoi requisiti di accesso e incompatibilità.

Può essere interessante allora ripercorrere l’intera normativa vigente del REM, eventualmente anche per comprendere meglio gli eventuali rifiuti della domanda del beneficio da parte dell’INPS.

Cominciamo allora dalle origini: come nasce il Reddito di Emergenza?

Cos’è il Reddito di Emergenza?

La storia del Reddito di Emergenza parte nell’inverno del 2020. Il Covid-19 inizia a farsi strada con sempre più forza. La sua aggressività non lascia presagire nulla di buono per i mesi futuri, pur lasciandosi dietro una scia di perplessità e detrattori.

La prima risposta statale al virus arriva in marzo, con il DL Cura Italia. A quel punto era ormai chiaro che l’organismo patogeno con cui si aveva a che fare non coinvolgeva esclusivamente la sfera medico-sanitaria, ma a breve avrebbe inciso pesantemente sul tessuto sociale ed economico nazionale (e mondiale).

Il DL Cura Italia fu occasione di riflessione sul fatto che le presenti misure di sostegno al reddito non sarebbero state sufficienti a fare fronte a quanto stava prendendo sempre più forza: distanziamento sociale, restrizioni e chiusure. Ormai eravamo in pieno lockdown, con tutta la sequela di licenziamenti, sospensioni e riduzioni delle attività lavorative in praticamente tutti i settori, che con il trascorrere dei mesi si sarebbero amplificati a dismisura.

Il Reddito di Cittadinanza coinvolgeva (come fa attualmente) una platea di nuclei familiari definita da parametri reddituali e patrimoniali relativamente ristretti. All’interno di questi, un grandissimo numero di famiglie non sarebbero riuscite a rientrare, rimanendo definitivamente escluse da ogni altro sostegno statale, compresi quelli per i lavoratori di settore che nel frattempo erano stati varati.

Si pensò in un primo momento di rendere meno restrittivi i criteri di accesso del RdC. La soluzione arrivò però con la seconda risposta del Governo Conte al Covid-19: il Dl Rilancio. Siamo al 19 maggio 2020 e il Reddito di Emergenza entra in vigore come misura autonoma, straordinaria e temporanea di sostegno economico in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Luigi Melacarne ogni giorno illustra in maniera educata e competente il funzionamento di Bonus dello Stato, INPS e Agenzia delle Entrate. In questo video shorts, da ascoltare al volo, ci ricorda le date dei prossimi pagamenti del Reddito di Emergenza.

Quali sono i requisiti di accesso al Reddito di Emergenza?

Da quel momento, la storia del REM è nota. Fra mille polemiche e scarse aspettative, la misura emergenziale ha acquisito sempre più forza e appetibilità fra i nuclei familiari, complice anche l’apertura ai residenti in Italia senza limiti di permanenza.

Il REM parte con le tre mensilità del Dl Rilancio, rinnovato successivamente per un mese dal DL Agosto. Il nuovo esecutivo Draghi raccoglie il testimone e rinnova la misura, per ben due volte: con il primo DL Sostegni, tre mesi, e con il DL Sostegni Bis che estende la misura al massimo storico delle quattro mensilità.

Noi, ora, siamo a questo punto, con la prima mensilità di REM del Sostegni Bis in fase di pagamento da parte dell’INPS.

I requisiti di accesso al beneficio si sono mantenuti costanti nel tempo, al pari delle sue caratteristiche strutturali. Fanno eccezione due innovazioni introdotte dal Governo Draghi come agevolazione per le famiglie in casa di affitto e per gli ex percettori di indennità di disoccupazione (quest’ultima valida esclusivamente per le tre mensilità del primo Sostegni).

I requisiti di accesso, al momento della presentazione della domanda di Reddito di Emergenza, sono i seguenti:

  • Residenza in Italia, anche per il solo componente che fa presenta la richiesta. Non è previsto un periodo minimo di permanenza in territorio italiano.
  • Valore Isee, certificato dalla DSU valida, non superiore a 15 mila Euro.
  • Patrimonio mobiliare familiare, relativo al 2020, non superiore a 10 mila Euro, elevabile di 5.000 Euro per ogni familiare oltre il primo e fino al raggiungimento della soglia massima di 20 mila Euro. Questo valore può essere elevato di ulteriori 5.000 Euro per ogni componente del nucleo non autosufficiente o gravemente disabile.
  • Reddito familiare riferito al mese di aprile 2021 (DL Sostegni Bis) non superiore all'importo mensile teorico di Reddito di Emergenza spettante, e commisurato alla composizione del nucleo familiare. Questo valore viene elevato di un dodicesimo del canone di locazione dichiarato in DSU, per i nuclei che abitano in affitto.

I requisiti di accesso, tuttavia, non sono gli unici parametri utilizzati dall’INPS durante la lavorazione delle richieste di Reddito di Emergenza. Esistono anche le incompatibilità.

Con cosa è incompatibile il Reddito di Emergenza?

Oltre a uno o più mancati requisiti di accesso, la domanda di Reddito di Emergenza potrebbe venire respinta dall’INPS anche in presenza di incompatibilità della misura temporanea con trattamenti economici statali e altre tipologie di provvedimenti.

Dal messaggio INPS n. 2406/2021 che disciplina il beneficio disposto dal Sostegni Bis, leggiamo tutte le misure e trattamenti con le quali il Reddito di Emergenza non può essere cumulato.

  • Il Reddito di Cittadinanza e la Pensione di Cittadinanza per tutto il periodo di percezione del REM.
  • La presenza di almeno un componente il nucleo che al momento della domanda percepisce una pensione diretta o indiretta. Fanno eccezione tutti i trattamenti pensionistici di tipo assistenziale come l’assegno sociale, oppure l'assegno di invalidità e l’assegno ordinario di invalidità.
  • La presenza di componenti che hanno percepito o stanno percependo le indennità Covid-19 disposte dal DL Sostegni. Si tratta dunque dei lavoratori dipendenti stagionali e in somministrazione del settore del turismo e degli stabilimenti termali e di settori diversi da questi ultimi, lavoratori intermittenti, autonomi senza partita IVA, incaricati alle vendite porta a porta, lavoratori dello spettacolo, collaboratori sportivi e lavoratori dipendenti a tempo determinato dl settore turismo e termale. A queste si aggiungono le indennità destinate ai lavoratori dei settori pesca e agricoltura.
  • Il Reddito di Emergenza è infine incompatibile con una retribuzione lorda complessiva, derivata da rapporti di lavoro dipendendente di uno o più componenti il nucleo, superiore alla soglia reddituale commisurata alla scala di equivalenza.

Quanto spetta di Reddito di Emergenza?

Anche le quote mensili del Reddito di Emergenza si sono mantenute costanti nel corso dei suoi successivi rinnovi, al pari del semplice metodo di calcolo che attraverso la scala di equivalenza commisura gli importi alla composizione del nucleo.

Le prossime mensilità che l’INPS erogherà agli aventi diritto, saranno dunque pari a:

  • 400 Euro per il nucleo composto da un unico componente,
  • 480 Euro per il nucleo composto da un adulto e un minorenne,
  • 560 Euro per due adulti,
  • 640 Euro per due adulti e un minorenne,
  • 720 Euro per due adulti e due minorenni,
  • 800 Euro per tre adulti e due minorenni,
  • 840 Euro per tre adulti e due minorenni, di cui un componente gravemente disabile o non autosufficiente.

Quando arrivano i pagamenti del Reddito di Emergenza?

Se i criteri di accesso sono stati rispettati e non sono presenti criticità, la lavorazione della richiesta di REM si conclude con una notifica email e SMS da parte dell’INPS al richiedente, che riporta il nuovo stato della domanda: ‘Accolta’.

L’INPS ha iniziato a notificare gli esiti a partire dai primi giorni di agosto. Molti richieste, a oggi risultano però ancora in fase di lavorazione, molto probabilmente perché inviate negli ultimi giorni utili prima della scadenza del 31 luglio 2020.

Dalla notifica al pagamento l’INPS garantisce un intervallo temporale di pochi giorni.

Una prima sessione di erogazioni si è avuta il 19 agosto, a favore dei nuclei che hanno scelto la modalità di pagamento tramite bonifico su conto corrente bancario o postale, oppure Libretto postale, o carta ricaricabile fornita di Iban.

Il prossimo pagamento di REM è previsto per martedì 24 agosto. I destinatari saranno i nuclei che hanno richiesto la liquidazione della mensilità tramite bonifico domiciliato.

Ricordiamo che il DL sostegni Bis ha previsto quattro mensilità, giugno, luglio, agosto e settembre 2021. Il pagamento in atto in questi giorni è riferito alla prima quota.

Per chi, a oggi non ha ancora ricevuto notifica di esito della domanda, è consigliabile consultare periodicamente il sito web dell'Istituto previdenziale alla sezione dedicata al REM, per verificare lo stato di avanzamento della richiesta. Le date assegnate di pagamento sono invece consultabili sul proprio Fascicolo previdenziale raggiungibile dal proprio profilo creato sul sito web INPS.

A oggi non conosciamo come l’INPS intenderà regolare il flusso dei prossimi pagamenti. Teniamo a menteperò due fatti. Rispetto ai mesi che si intendono coprire, si è accumulato già un discreto ritardo, inoltre, per le tre precedenti quote di REM (DL Sostegni), le erogazioni per molti richiedenti avvennero con cadenza quasi settimanale. Ci sono dunque buone prospettive che le quattro mensilità arriveranno in tempi relativamente brevi.

L’INPS, dai suoi canali social, rispondendo ai quesiti dei cittadini, ha comunicato che la prossima rata di Reddito di Emergenza (luglio 2021) verrà erogata nelle modalità prescelte nel mese di settembre.

Si può ancora richiedere il Reddito di Emergenza?

No, non si può. L’attuale REM poteva essere richiesto online, autonomamente o tramite intermediario, dal 1° al 31 luglio 2021.

L’INPS non prevede la possibilità di richiedere la misura oltre la scadenza del temine di presentazione, anche qualora l’esito della domanda non andasse a buon fine e il nucleo familiare volesse riproporre l’istanza.

A oggi non abbiamo notizie di un possibile rinnovo del Reddito di Emergenza, oltre queste ultime quattro mensilità. Il Governo, a questo proposito non ha mai lasciato trapelare notizie in questo senso.

Possiamo però fare una considerazione riguardante l’estensione dello stato di emergenza nazionale fino al 31 dicembre 2021. Non si può escludere che l’esecutivo intenda riproporre il Reddito di Emergenza con l’obiettivo di coprire le ultime tre mensilità dell’anno che risulteranno scoperte dal beneficio.

Ma si tratta chiaramente di pure ipotesi. Vedremo al termine del periodo estivo come il Governo procederà con il varo di nuovi provvedimenti compatibilmente con le cifre di un nuovo scostamento di bilancio.