Intervistato in occasione della MIC 2018, Joris Laseur (Sustainalytics) spiega in che modo gli investitori dovrebbero prendere in considerazione il carbon risk nelle loro scelte di asset allocation.

Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti alla Morningstar Investment Conference a Milano. Sono Valerio Baselli e oggi mi trovo in compagnia di Joris, responsabile soluzioni carbone di Sustainalytics. Buongiorno Joris e grazie.

Joris Laseur: Grazie a voi.

Baselli: Innanzitutto, che cos’è il rischio carbone e perché gli investitori dovrebbero preoccuparsene?

Laseur: Sono due domande importanti. Il rischio carbone si rifà alla prontezza delle aziende e degli investitori nel gestire la transizione energetica verso un’economia a basso utilizzo di carbone. Quindi, riguarda il cambiamento climatico, che si può dividere in due cose: il rischio carbone e l’impatto fisico. Noi ci focalizziamo sul rischio carbone per fermare il riscaldamento globale e per vedere se le aziende aiutano in questo senso. Mentre per il momento non ci occupiamo di impatto fisico, il che richiede una serie di dati e di modelli molto diversi da quelli che usiamo attualmente.

Baselli: Il riscaldamento climatico mette davvero in pericolo il profilo di rischio/rendimento dei portafogli? E come?

Laseur: Un modo per gestire ogni tipo di rischio è diversificare. Lo vediamo bene con i portafogli globali che includono centinaia o anche migliaia di titoli e che permettono di non essere colpiti da una singola azienda o da un singolo settore. Tuttavia, le singole società mostrano esposizioni al rischio carbone molto diverse ed è questo che noi quantifichiamo. E anche i portafogli che mostrano un rischio generale basso, hanno tante variabili diverse da dover gestire. Tradizionalmente si analizza l’impronta carbone di un’azienda e poi concludere la quantità di emissioni che si finanziano attraverso quella società o quel portafoglio. Questo è un buon punto di partenza per effettuare attività di reporting, confrontando l’impronta carbone con un benchmark o un altro portafoglio, ad esempio. Tuttavia, non basta agli investitori, che vogliono sapere quello che accadrà nel futuro e non quello che è già successo.