Assegno unico: Ora l’INPS dice stop agli arretrati! Per chi?

Gli ultimi giorni di ottobre saranno decisivi per garantirsi gli arretrati, con decorrenza da luglio, dell’Assegno unico temporaneo per figli a carico. Dal giorno 31, infatti, l’INPS blocca l’erogazione delle mensilità arretrate che per le famiglie numerose raggiungono l’importo di 218 Euro per ciascun figlio.

Image

Siamo alle battute finali per richiedere gli arretrati dell’Assegno unico temporaneo. Fra pochi giorni, le domande inoltrate all’INPS non garantiranno più l’erogazione delle mensilità perse, ma esclusivamente la quota del mese in corso.

Se abbiamo un Isee inferiore a 50 mila Euro e abbiamo figli a carico di età inferiore a 18 anni, siamo ancora in tempo a richiedere il sostegno economico temporaneo, in attesa della misura universale dell’assegno che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2022.

Intanto, la scadenza da non perdere di vista è fissata al 31 ottobre 2021. Come ricorda il Messaggio INPS 3340/2021, da questa data non saranno più erogate le mensilità arretrate con decorrenza luglio 2021.

Si tratta in sostanza di quattro mensilità che nell’importo pieno ammontano a 218 Euro per ciascun figlio. Una discreta somma che necessita davvero pochissimo tempo e impegno per essere richiesta, anche in maniera autonoma.

Vediamo allora tutti i dettagli sull’Assegno unico temporaneo e come non perdere nessuna mensilità arretrata.

Cos’è l’Assegno unico temporaneo

L’Assegno unico è la misura transitoria di sostegno immediato alla genitorialità e alla natalità destinata ai genitori con figli a carico fino a 18 anni di età, inclusi i figli adottati e in affido preadottivo.

È definito ‘temporaneo’, o anche ‘assegno ponte’ in quanto è la misura adottata in attesa dell’attuazione dell’Assegno unico e universale che dal 1° gennaio 2022 andrà a riordinare, semplificare e potenziare le misure a beneficio dei minori attualmente in essere.

L’attuale versione transitoria dell’Assegno si rivolge esclusivamente alle famiglie appartenenti a fasce con valore Isee inferiore a 50 mila Euro, e che non percepiscono gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF)

Si fa riferimento pertanto ai lavoratori autonomi, ai disoccupati, ai coloni e mezzadri, ai coltivatori diretti e ai titolari di pensione da lavoratore autonomo.

Tutti questi lavoratori, dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 hanno diritto a richiedere all’INPS l’attribuzione dell’Assegno unico temporaneo, che verrà erogato mensilmente dall’Istituto previdenziale fino a dicembre 2021.

Ma c’è di più. Richiedendo la misura entro il 31 ottobre 2021, l’INPS garantisce l’erogazione di tutte le mensilità arretrate con decorrenza luglio 2021.

La scadenza di ottobre, in realtà è il risultato di una proroga (Messaggio INPS 3340/2021) al precedente termine fissato al 30 settembre. A questa data, infatti, complici una discutibile campagna informativa istituzionale, le vacanze estive e le relative chiusure stagionali di patronati e CAF presso cui presentare domanda, un numero ben inferiore ai due milioni attesi di nuclei familiari con figli a carico si era presentato all’appello.

Ragione per la quale, il termine ultimo per ottenere le mensilità perse è stato posticipato di un mese.

Dal 1° novembre, dunque, tutte le domande di Assegno temporaneo inviate all’INPS comporteranno l’erogazione della misura con decorrenza dal mese di presentazione della domanda stessa.

La Redazione di TheWam.net ogni giorno aiuta milioni di persone a ottenere sussidi, contributi e agevolazioni fiscali. In questo video YouTube illustra le date dei pagamenti di ottobre dell’Assegno unico temporaneo.

Quanto spetta di Assegno unico temporaneo?

L’Assegno temporaneo viene erogato mensilmente dall’INPS in funzione del numero dei figli a carico fino ai 18 anni di età.

In questa fase transitoria, l’attribuzione della misura è vincolata all’appartenenza a una fascia Isee inferiore a 50 mila Euro.

Il pieno importo mensile è pari a 167,5 Euro per ciascun figlio, oppure 217,8 Euro destinati a ciascun figlio delle famiglie numerose (oltre tre minori) con il valore Isee in corso di validità inferiore a 7.000 Euro.

Questi importi decrescono al crescere del valore Isee, fino a raggiungere rispettivamente 30 e 40 Euro con valori Isee pari a 50 mila Euro e ad annullarsi oltre tale soglia.

La tabella comparativa degli importi dell’Assegno commisurati alle soglie Isee è reperibile da questa pagina del Sole24Ore.

Gli importi sono inoltre maggiorati di ulteriori 50 Euro per ciascun figlio minore, presente nel nucleo, non autosufficiente o con disabilità media e grave, come da classificazione ai fini Isee.

Gli importi mensili vengono erogati dall’INPS nella modalità prescelta in sede di domanda, ovvero con accredito su conto corrente bancario, su carta di pagamento dotata di Iban, libretto postale o bonifico domiciliato con ritiro del contante presso ufficio postale.

Di norma il pagamento dell’Assegno temporaneo viene effettuato a favore del genitore richiedente che convive con il minore. Se però i genitori sono separati o divorziati con affido condiviso, l’importo mensile può venire diviso al 50% fra i due genitori, oppure a seguito di accordo fra gli stessi, può venire erogato interamente a favore del genitore richiedente che convive con il minore. La scelta andrà fatta nel corso del procedimento di domanda online dell’Assegno temporaneo.

Quando viene pagato l’Assegno unico temporaneo

A due mesi dalla sua conclusione, le erogazioni dell’Assegno ponte sono ancora contraddistinte da una buona dose di incertezza, ulteriormente potenziata dalla presenza delle mensilità arretrate che vengono liquidate dall’INPS in maniera abbastanza caotica e senza un apparente filo logico.

Se osserviamo però i comportamenti adottati dall’INPS fino a questo momento, pare che i pagamenti dell’Assegno unico temporaneo, per buona parte dei nuclei familiari, inizino nelle modalità prescelte a partire dal giorno 10 di ogni mese per concludersi entro la seconda metà del mese.

In ogni caso, sia per la mensilità in corso che per le quote arretrate, le disposizioni di pagamento e dunque le date esatte di accredito, sono consultabili sul fascicolo previdenziale raggiungibile dal proprio profilo MyINPS.

Quali sono i requisiti per richiedere l’Assegno unico temporaneo

Chiarito che i destinatari dell’Assegno temporaneo sono i nuclei familiari che non percepiscono gli Assegni al Nucleo Familiare, la Circolare INPS di riferimento, la n. 93 del 30 giugno 2021, individua alcuni requisiti di accesso che il richiedente deve possedere al momento della presentazione della domanda di Assegno a sostegno dei figli a carico.

Il richiedente, cumulativamente, deve essere:

  • Cittadino italiano o di uno Stato membro UE o titolare del diritto di soggiorno, anche permanente. O ancora, essere cittadino di uno Stato non UE ma in possesso di permesso di soggiorno UE per ragioni di studio, ricerca o lavoro di durata almeno semestrale, o di permesso di soggiorno di lungo periodo.
  • Residente e domiciliato in Italia.
  • Residente in Italia da non meno di due anni, anche non continuativi. In alternativa essere titolare di un contratto di lavoro a tempo determinato o a tempo indeterminato di durata almeno semestrale.
  • Soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia.

Come richiedere l’Assegno unico temporaneo

L’Assegno temporaneo può essere richiesto esclusivamente attraverso la procedura online messa a disposizione dal sito web dell’INPS, a partire da questa pagina.

Ricordiamo che dal 1° ottobre 2020 tutti i PIN di accesso al portale sono stati dismessi, a esclusione per i cittadini di paesi esteri che non possiedono documento di identità rilasciato in Italia e per i curatori delle persone soggette a tutela.

L’invio online in autonomia della domanda di Assegno temporaneo richiede pertanto il possesso di SPID, oppure della Carta di identità elettronica o della Carta Nazionale dei Servizi.

L’Istituto previdenziale mette anche a disposizione un Contact Center Integrato che risponde ai numeri 803 164 (da fisso) e 06 164 164 (da mobile) attraverso il quale accedere alla procedura.

In alternativa la domanda può essere presentata avvalendosi della consulenza gratuita di Patronati e Caf

La domanda di Assegno unico temporaneo può essere presentata fino al 31 dicembre 2021. Soltanto per le domande inviate entro il 31 ottobre, però, saranno riconosciute le mensilità arretrate con decorrenza luglio 2021.

La procedura di richiesta online la trovi qui: Come richiedere l’Assegno unico? Ecco la domanda passo passo

Assegno unico temporaneo e Reddito di Cittadinanza: come funzionano insieme?

Nel recente Messaggio INPS n 3669 del 27 ottobre 2021 leggiamo finalmente una approfondita disamina del rapporto fra Assegno temporaneo e Reddito di Cittadinanza.

Innanzitutto l’Assegno unico temporaneo viene riconosciuto dall’INPS automaticamente anche ai percettori di Reddito di Cittadinanza.

Questo significa che per loro non è necessario inoltrare domanda della misura di sostegno per figli a carico in quanto l’importo viene integrato mensilmente alla ricarica ordinaria RdC.

Sono esclusi dall’integrazione RdC i nuclei familiari in cui siano presenti componenti titolari di Assegni al Nucleo Familiare con riferimento all’anno 2021.

L’automatismo è spiegato dal fatto che i requisiti di accesso alla misura per figli a carico sono in parte già verificati al momento del riconoscimento del Reddito di Cittadinanza.

I requisiti di residenza e soggiorno sono già assorbiti dai restrittivi requisiti di accesso al RdC, al pari di quello relativo alla soggezione al pagamento dell’imposta di bollo in Italia.

Anche la presenza di figli a carico è un dato del nucleo familiare già noto all’INPS che eroga il RdC. Sarà cura dell’Istituto previdenziale procedere eventualmente alla decadenza dell’Assegno temporaneo qualora il requisito venga meno nel corso del periodo di fruizione dello stesso.

In ogni caso, in linea con il requisito chiave della attuale forma transitoria dell’Assegno, non destinato ai percettori di ANF, il Messaggio INPS precisa che il sostegno ai figli a carico non verrà attribuito alle famiglie beneficiarie di RdC in cui siano presenti componenti titolari di Assegni al Nucleo Familiare.

Quanto spetta di Assegno unico temporaneo ai percettori di RdC?

Gli importi dell’Assegno unico spettanti ai percettori di RdC sono i medesimi di quelli visti poco sopra per altri beneficiari. Le mensilità sono rapportate al valore Isee e al numero di figli a carico.

L’importo pieno per nuclei con Isee inferiore a 7.000 Euro è pari a 167,5 Euro per ciascun figlio, e 217,8 Euro per le famiglie con almeno tre figli a carico (sempre per ciascun figlio).

Nel caso del RdC, il valore soglia Isee di riferimento è pari a 9.400 Euro, che determina rispettivamente mensilità pari a 142,4 e 185,1 Euro per ciascun figlio.

La tabella con gli importi precisi per ciascuna fascia Isee si trova nel citato Messaggio INPS n. 3669.

Gli importi dell’Assegno unico appena visti, tuttavia, non corrispondono agli importi che i percettori RdC vedranno ricaricati mensilmente sulle proprie Carte RdC.

Il Reddito di Cittadinanza comprende già una quota mensile calcolata sulla base della presenza di figli a carico. L’Assegno unico andrà pertanto soltanto a integrare questa quota già in essere.

L’importo definitivo accreditato sarà determinato sottraendo all’importo teorico dell’Assegno unico, la quota RdC relativa ai minori a carico.

Infine uno sguardo ai pagamenti dell’Assegno sulle carte RdC. Nel mese di settembre l’INPS sembrava avere adottato l’erogazione in due tempi, con un anticipo delle ricariche RdC (arrivate intorno al 20 settembre) e il giorno 27 a disposizione per i pagamenti dell’Assegno.

In ottobre sembra sia cambiato tutto un’altra volta. Non c’è stata traccia di anticipo RdC, e le quote ordinarie sono state ricaricate nelle consuete date: il 15 (per i nuovi percettori RdC) e il 27 ottobre per tutti gli altri.

Dell’Assegno unico temporaneo non abbiamo ancora traccia. Con molta probabilità, come sottolinea Money.it, verrà ricaricato sulle Carte RdC entro la fine del mese di ottobre.