I Bonus sono stati un po’ la forma di sostegno a famiglie e imprese che ha caratterizzato il precedente esecutivo. L’attuale Governo Draghi, obtorto collo ha ne ha accettato l’eredità, talvolta rifinanziando le misure, aggiornandone i meccanismi sottostanti ed estendendone i campi applicativi.

Spesso, i Bonus, sono state definiti semplici misure tampone, con la sola funzione di temporeggiare posticipando a tempi futuri la risoluzione dei veri problemi del paese. Comunque sia, i Bonus in moltissime occasioni sono state, e sono ancora oggi, misure di sostegno al reddito che anche se in piccola parte hanno contribuito alla gestione economica delle famiglie italiane.

In questi ultimi mesi hanno molto successo i cosiddetti Bonus senza Isee, ovvero i contributi statali erogati anche senza la presentazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente in sede di domanda.

Non sempre in questo casi, l’Isee non è richiesto. La certificazione è piuttosto un requisito non indispensabile per accedere al Bonus. La sua eventuale presentazione va però a incrementare l’importo della misura sulla base del valore attestato dalla DSU.

I campi di applicazione dei Bonus per la famiglia si estendono dalle tradizionali misure a sostegno della genitorialità, che presto saranno soppresse dall’Assegno unico, ai Bonus relativi alla ristrutturazione dell’abitazione e all’acquisto di beni di uso comune. Vediamoli brevemente tutti.

Cos’è il Bonus mamma domani senza Isee

Partiamo dalla nascita, con il Bonus mamma domani che rappresenta meglio l’universalità e la possibilità per tutti di accesso alle misure di sostegno statali, indipendentemente dalle situazioni reddituali e patrimoniali, dunque anche in assenza di Isee.

Si tratta di 800 Euro che l’INPS corrisponde, a domanda, a ogni mamma per la nascita o adozione di un minore, già a partire dal compimento del settimo mese di gravidanza, o dal momento dell’ingresso nel nucleo familiare.

La misura è concessa in un’unica soluzione e per ogni nascita o adozione o affidamento preadottivo. L’unico requisito richiesto è la cittadinanza italiana. Gestanti e madri, comunitarie o non comunitarie devono essere residenti in Italia e regolarmente presenti.

La domanda del Bonus Premio alla nascita va presentata all’INPS dopo il compimento del settimo mese di gravidanza, a nascita avvenuta o successivamente all’adozione/affidamento.

Il Bonus mamma domani sarà ancora operativo per tutto il 2021. Dal 1° gennaio 2022 verrà assorbito dall’Assegno unico universale per figli a carico.

L’Ing. Alessandro Scheveger è un consulente progettista, che dal suo canale YouTube sensibilizza i componenti della filiera legata all’impiantistica in generale alla corretta interpretazione delle norme e delle regole da rispettare in materia. In questo video ci parla del Bonus idrico senza Isee.

Come funziona il Bonus Bebè INPS senza Isee

Altro Bonus in via di estinzione, la cui operatività si estenderà fino a dicembre 2021. Da quel momento l’Assegno unico, sostituirà anche questa misura.

Il Bonus Bebè è un sostegno alla genitorialità erogato, a domanda, in quote mensili dall’INPS per la durata di un anno a partire dal primo anno di età di ciascun figlio, o dal primo anno di ingresso in famiglia per ogni minore adottato o in affidamento preadottivo.

L’Isee non è requisito vincolante, anche se la sua presentazione in sede di domanda all’Istituto previdenziale, consente l’accesso a importi mensili più elevati. La sua assenza determina, infatti, l’accesso alla quota mensile minima.

Un Isee inferiore a 7.000 Euro definisce importi pari a 160 Euro mensili per un anno per il primo figlio, oppure 192 Euro per il figlio successivo al primo.

Un Isee compreso fra 7.000 Euro e 40 mila Euro determina importi rispettivamente pari a 120 e 144 Euro.

Isee superiori a 40 mila Euro (o assenza di certificazione) consentono l’accesso alla misura minima del Bonus Bebè, ovvero 80 Euro mensili per un anno per il primo figlio, e 96 Euro per il successivo.

È evidente pertanto come, nel caso si presuma che la propria situazione reddituale/patrimoniale sia inferiore ai 40 mila Euro di Isee, è conveniente procurarsi una DSU in corso di validità per accedere a importi mensili maggiori.

Cos’è il Bonus INPS asilo nido senza Isee

Molto probabilmente, il Bonus asilo nido sopravviverà all’operazione di riordino delle misure a sostegno della famiglia e della genitorialità che si concretizzerà con l’Assegno unico per figli a carico.

Anche in questo caso l’Isee non è requisito vincolante, anche se la sua presentazione determina l’accesso a contributi più alti per questa forma di sostegno del pagamento delle rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati, e di forme di supporto domiciliare a favore di bambini disabili o affetti da patologie gravi che non possono frequentare le strutture pubbliche.

Il Bonus asilo nido è a favore di ogni figlio nato o adottato o in affido preadottivo, fino a 3 anni. Si concretizza in un contributo complessivo pari a 3.000 Euro per famiglie con Isee minorenni fino a 25 mila Euro, 2.500 Euro per Isee compresi fra 25 e 40 Mila Euro, e 1.500 Euro per Isee minorenni superiori a 40 mila Euro.

Anche in questo caso l’assenza di Isee dà accesso all’importo minimo della misura.

Il meccanismo del Bonus asilo nido prevede l’accantonamento da parte dell’INPS degli importi destinati ai singoli nuclei familiari. È cura del genitore richiedente presentare in sede di domanda, entro il 31 dicembre di ogni anno, e per ogni figlio, il piano di frequenza scolastica dell’anno in corso. Il contributo verrà erogato a seguito della presentazione della documentazione comprovante l’avvenuto pagamento delle rette dell’asilo nido o dell’assistenza domiciliare.

Come funziona il Bonus Tv senza Isee

Le famiglie italiane posso però accedere anche ad altri sostegni statali per l’acquisto di beni.

Il televisore, forse (e purtroppo), è uno degli oggetti che maggiormente rappresenta un punto comune di unione della famiglia. Eppure a partire dal 1° settembre 2021 circa 15 milioni di apparecchi diventeranno obsoleti per il passaggio a un nuovo standard di codifica. A giugno 2022 toccherà ad altri 35 milioni di Tv essere sostituiti, per il raggiungimento della seconda fase della transazione verso standard trasmissivi di qualità più elevata.

Per affrontare questa rivoluzione che manderà in buio buona parte degli apparecchi, lo Stato fornisce un Bonus Tv del valore di 100 Euro da utilizzare fino al 31 dicembre 2022 come sconto immediato sull’acquisto di un nuovo televisore.

La misura non è ancora operativa, e si attende la sua partenza con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Per ottenere lo sconto di 100 Euro non è richiesto Isee. L’accesso allo sconto è vincolato a soli tre requisiti:

  • La residenza in Italia,
  • Il pagamento del Canone Tv, attestato dall’addebito sulla bolletta dell’energia elettrica (ne sono esenti gli aventi diritto e gli ultra settantacinquenni),
  • La rottamazione del vecchio televisore.

Ciascun nucleo familiare può richiedere un solo Bonus Tv. Tuttavia per gli aventi diritto, lo sconto di 100 Euro è cumulabile con il precedente Bonus Tv e decoder .

Quest’ultima misura risale al Decreto ministeriale del 18 ottobre 2019, che disponeva un contributo di 50 Euro per l’acquisto di un nuovo televisore, o in alternativa di un decoder idonei alla ricezione dei nuovi segnali.

Ebbene, il Bonus TV decoder da 50 Euro è ancora richiedibile, una sola volta, a fronte della autocertificazione di un Isee inferiore ai 20 mila Euro.  Da questa pagina è possibile scaricare il modulo da presentare al rivenditore per ottenere lo sconto immediato sull’acquisto del nuovo televisore, che è cumulabile con il Bonus da 100 Euro.

Se siamo disposti a rendere tracciabile dall’Agenzia delle Entrate il nostro acquisto di un nuovo televisore, e a dimostrare il nostro avvenuto pagamento del Canone Tv, allora il Bonus Tv da 100 + 50 Euro ci sta aspettando.

Cos’è il Bonus acqua potabile da 1.000 Euro?

Famiglia è sinonimo di risparmio. Non c’è famiglia senza risparmio, dunque perché non applicare questo assioma a partire dall’elemento più semplice in natura, ovvero l’acqua?

Dal sito web dell’Agenzia delle Entrate, leggiamo che è possibile fruire di un credito di imposta del 50% delle spese sostenute fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021 per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare.

L’iniziativa prende avvio dalla Legge di Bilancio 2021, che mira a ottimizzare il consumo dell’acqua potabile e ridurre il consumo dei contenitori in plastica.

Nel mese di febbraio di ogni anno va comunicato all’Agenzia delle Entrate, con questo modello, l’ammontare delle spese agevolabili sostenute. Queste dovranno essere documentate da una fattura elettronica o un documento commerciale sul quale è riportato il codice fiscale del soggetto che richiede il credito. In ogni caso il pagamento va effettuato con sistemi tracciabili, con esclusione del contante.

Il Bonus acqua potabile ha un valore massimo di 1.000 Euro per ciascun immobile, per le persone fisiche, e viene utilizzato in compensazione nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno della spesa e in quelle degli anni successivi fino al completo utilizzo del bonus. L’accesso all’agevolazione non è vincolata alla presentazione della certificazione Isee.

Lo stesso Bonus acqua potabile è previsto nella misura maggiorata a 5.000 Euro a immobile, per gli esercenti attività di impresa e gli enti non commerciali.

Cos’è il Bonus risparmio idrico senza Isee dell’Agenzia delle Entrate

Ma non è finita. L’acqua riserva ancora qualche opportunità di risparmio per le famiglie italiane.

Stiamo parlando del Bonus risparmio idrico di 1.000 Euro riconosciuto alle persone fisiche residenti in Italia, che su edifici esistenti, parti o singole unità di essi, decidono di sostituire

  • I sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto,
  • La rubinetteria, i soffioni e le colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso di acqua limitato.

Il Bonus risparmio idrico non rileva ai fini Isee.

A oggi non sono ancora note le modalità per richiedere il Bonus risparmio idrico, che verranno definite da un decreto attuativo del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di bilancio 2021 che ha disposto dell’agevolazione.

Il Bonus può essere utilizzato fino al 31 dicembre 2021, esclusivamente su edifici già esistenti, a esclusione dunque delle nuove costruzioni.

Per una famiglia, il Bonus, può essere interessante perché consente di ottenere un’agevolazione sulle spese sostenute per la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con un volume di scarico massimo non superiore a 6 litri, comprensive delle opere idrauliche e murarie e dello smaltimento dei sistemi preesistenti.

Inoltre, lo stesso Bonus risparmio idrico senza Isee, prevede un contributo alle spese sostenute per la fornitura e l’installazione di rubinetterie e miscelatori per il bagno e la cucina con dispositivi di controllo del flusso idrico con portata inferiore a 6 litri al minuto, di soffioni doccia e colonne doccia con portata inferiore a 9 litri al minuto, e le eventuali opere idrauliche e murarie e di smaltimento delle vecchie strutture.