Pellet, ecco 7 consigli per riconoscere quello contraffatto: così eviti le truffe

Il pellet è tra i prodotti più contraffatti: ecco 7 consigli per riconoscere le truffe evitando spiacevoli sorprese.

Sembrano ormai lontani i mesi in cui il prezzo del pellet aveva raggiunto cifre astronomiche. I dati diffusi dall’AIEL sottolineano come il prezzo della biomassa preferita dagli italiani abbia raggiunto i dati del 2021.

Ma nonostante i continui aumenti il pellet ha rappresentato la scelta più conveniente e preferita dalle famiglie italiane anche quando per un sacchetto da 15 kg servivano 15 euro.

Questo perché i vantaggi dell’utilizzo della biomassa non sono pochi ed oggi dopo le varie misure introdotte dal governo Meloni, la biomassa sembra essere tornata conveniente.

Ma proprio per questo è necessario fare attenzione a non incorrere in truffe, perché come abbiamo detto, il pellet è la biomassa più contraffatta in assoluto.

Ecco  7 consigli per evitare di incappare in truffe riconoscendone la contraffazione.

Pellet, ecco 7 consigli per riconoscere quello contraffatto

Le famiglie italiane anche in questa stagione termica hanno preferito come combustibile complementare il pellet.

L’Italia si sa non è tra i primi produttori di Pellet, su 3.35 milioni di tonnellate di Pellet utilizzato solo 450.000 tonnellate sono prodotti in Italia, la restante parte viene importata da Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e dalla Croazia.

Oggi però l’allarme prezzi sembra rientrato, anche a seguito delle numerose agevolazioni poste in essere dal governo Meloni.

Non tutti sanno però che l’applicazione dell’Iva ridotta sul pellet è scaduta il 29 febbraio e non sembra esserci possibilità di rinnovo.

Molte associazioni tra cui AIEL da più tempo stanno chiedendo di rendere strutturale questa modifica al fine di evitare prezzi alti ma anche truffe e contraffazione.

Negli ultimi mesi del 2022 ad esempio sono state segnalate oltre 5000 tonnellate di pellet contraffatto per un totale di oltre 50 aziende denunciate.

Inoltre va ricordato che non tutto il pellet è uguale, alcuni tipo il faggio ad esempio ha una migliore resa calorifica, quindi è opportuno sapere le dritte per riconoscere quello di qualità.

Ma come evitare truffe e contraffazioni?

Basta seguire alcuni consigli ed informazioni che devono essere presenti sulla confezione del sacco:

  • riproduzione corretta del marchio della certificazione ENplus;

  • sigla del Paese del produttore o del distributore;

  • codice dell’azienda certificata, ossia un valore numerico da 001 a 299 si tratta di un produttore, se è un valore da 301 a 999 si tratta di un distributore;

  • dicitura «pellet di legno» e classe di qualità ENplus (A1 o A2);

  • peso (solitamente 15 kg) e diametro (ad esempio 6 mm);

  • nota «conservare in luogo asciutto» e «usare in impianti di combustione appropriati e approvati in accordo con le indicazioni del costruttore»;

  • nome del produttore o del distributore (responsabile della messa in commercio.

Pellet, ecco altri consigli per evitare la contraffazione

Altri consigli per riconoscere il pellet contraffatto arrivano dalla polizia e dalla Guardia di Finanza che in questi mesi si sono dati da fare nella lotto alla contraffazione.

Certamente la prima cosa è diffidare di chi vende pellet a prezzi bassissimi perché quasi sicuramente si tratta di prodotti di qualità scadente.

Meglio perciò spendere un po’ di più ma avere un prodotto certificato con ottima resa e potere calorifico migliore.

Ciò comporta anche la necessità di acquistare un prodotto mai di dubbia provenienza: ecco che la certificazione garantisce un prodotto di qualità e ne descrive la provenienza nonchè il rispetto delle normative europee.

I consigli della Polizia postale: ecco come evitare le truffe 

A mettere in allerta le famiglie italiane sulla contraffazione del pellet c’ha pensato anche la polizia postale.

Molti infatti acquistano il pellet online e la stessa polizia ha lanciato un avviso nel quale si segnalavano falsi siti di fornitura di pellet a prezzi estremamente competitivi.

Questi truffatori garantiscono pellet a basso costo richiedendo in anticipo il pagamento della fornitura, senza poi inviarlo realmente.

Dunque la polizia postale consiglia sempre di controllare sul sito dell’agenzia delle Entrate la partita Iva del venditore assicurandosi che faccia capo ad un’azienda realmente esistente.

Achiropita Cicala
Achiropita Cicala
Collaboratore giornalistico, classe 1985.Ho una laurea magistrale in Economia Applicata, conseguita presso l'Università degli Studi della Calabria. A percorso universitario ultimato, ho approfondito sul campo le competenze acquisite in Finanza e Statistica presso alcuni studi commerciali. Attualmente, collaboro con diverse testate giornalistiche online per le quali scrivo, con flessibilità, di argomenti che spaziano dall'economia alla politica, dal mondo della scuola a quello dell'amministrazione pubblica. Passioni? La scrittura in primis, la grafica in secundis!
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