Come trasformare la caldaia a pellet in una a nocciolino: il risparmio è fino al 40%

Come trasformare la caldaia a pellet in una che funziona a nocciolino? E soprattutto, comporta dei costi? Ecco i calcoli e come fare.

Solo chi utilizza la caldaia a pellet può realmente apprezzarne i vantaggi. Ebbene, con l’alternativa del nocciolino di sansa, tutti quei benefici restano confermati ma in più si aggiunge un ulteriore risparmio del 40%, per quanto riguarda i costi di approvvigionamento del materiale.

Ma come trasformare la caldaia a pellet in una che funziona a nocciolino?

Ecco le dritte.

Come trasformare la stufa a pellet a nocciolino

Innanzitutto, se si ha a disposizione una stufa policombustibile, allora il problema non si pone, dal momento che è possibile utilizzare diversi tipi di combustibile per generare calore.

Se invece si è in possesso di una tradizionale stufa a pellet, allora si può intervenire con una modifica per trasformarla in una stufa a nocciolino.

La buona notizia è che non bisogna sostituire nessun pezzo. Infatti, è sufficiente sovrapporre una lamina con fori più stretti, per permettere al nocciolino di andare nel braciere senza fuoriuscite.

Solitamente, il pellet passa attraverso fori di 6 mm, mentre per il nocciolino c’è necessità di fori più stretti, da 2,5 a 3 mm.

Tale lamina di metallo di solito ha uno spessore molto ridotto, compreso tra 1,3 mm e 1,5 mm.

Volendo, la sovrapposizione così presentata si può anche fare da sé. Il problema è che, in base alla caldaia che si ha, potrebbe essere necessario qualche adeguamento che invece richiede la supervisione del tecnico.

Il primo riguarda l’afflusso di aria. Il nocciolino è più compatto del pellet e i fori più piccoli quindi, probabilmente, è necessario allargare i fori laterali per far entrare più aria.

Il secondo invece riguarda l’adeguamento della coclea, che ha la forma di un’elica e si trova posizionata nel tubo di discesa.

Kit di conversione stufa a pellet nocciolino: quanto costa

Per convertire una stufa a pellet in una a nocciolino, la modifica al braciere, con l’ampliamento dei fori laterali per il passaggio dell’aria e il settaggio dell’impianto (necessario per rimettere tutto in moto correttamente), il costo si aggira intorno agli 80 euro.

Se invece bisogna intervenire sulla coclea, allora si spende di più, anche fino a 150 euro.

Si tratta di prezzi indicativi, è ovvio che ogni tecnico provvederà a fornire il proprio preventivo, in base all’impianto e alle esigenze del cliente.

Solitamente, con un budget massimo di 200 euro si riesce egregiamente a svolgere l’intera operazione.

Una somma che si ammortizza in pratica già nel corso del primo inverno di utilizzo, tenendo conto del prezzo inferiore del nocciolino rispetto al pellet di legno.

Oggigiorno un quintale di nocciolino costa all’incirca 20-22 euro.

Che succede se metto il nocciolino nella stufa a pellet

Se non si interviene con le opportune modifiche, come fino a questo punto illustrate, è assolutamente controproducente mettere il nocciolino nella stufa a pellet.

Infatti, questo può causare danni al sistema, sia per quanto riguarda l’alimentazione della caldaia che la combustione.

Il danneggiamento dell’impianto in questo caso non è coperto da alcuna garanzia.

Scopri come funziona l’Ecobonus per l’acquisto della stufa a pellet.

Cosa si può mettere nella stufa a pellet al posto del pellet

Una premessa è d’obbligo. Le alternative al pellet, anche più economiche, sono numerose ma bisogna sempre verificare che la caldaia sia adatta ad accogliere un altro tipo di biomassa da bruciare.

Il rischio altrimenti è di rovinare l’impianto, con tutti i danni che ciò comporta, anche da un punto di vista economico.

Considerando che il pellet è il risultato dello scarto della lavorazione del legno, ci sono altri tipi di materiali che si scartano a seguito di questo processo o che rappresentano scarti agricoli e che sono altrettanto efficaci (ma più economici) per riscaldare casa.

Ecco alcune alternative:

  • cippatino di legno

  • nocciolino di sansa

  • mais

  • noccioli tritati della frutta

  • gusci di frutta secca tritati.

Scopri quali sono le differenze principali tra nocciolino e pellet.

Quali stufe possono bruciare il nocciolino

L’ideale, nel momento in cui ci si accinge ad acquistare una stufa per il riscaldamento con questo genere di biomasse, sarebbe optare per un modello policombustibile.

In commercio esistono modelli di stufa a pellet che sono già predisposte con il doppio braciere, anche per il nocciolino.

Lo stesso vale per il display di comando, che prevede una doppia programmazione in grado quindi di passare agevolmente da un combustibile all’altro, a seconda della disponibilità.

Natalia Piemontese
Natalia Piemontese
Consulente lavoro online e professioni digitali, classe 1977. Sono Natalia, Piemontese di cognome, pugliese di nascita e calabrese d'adozione. Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Bari, ho conseguito un Master in Selezione e Gestione delle risorse umane. Mamma bis, scrivo sul web dal 2008. Sono specializzata in tematiche del lavoro, business nel digitale e finanza personale. Responsabile del blog #mammachebrand, ho scritto un e-book "Mamme Online, come gestire casa, lavoro e figli".
Seguici
161,688FansLike
5,188FollowersFollow
773FollowersFollow
10,800FollowersFollow

Mailing list

Registrati alla nostra newsletter

Leggi anche
News Correlate