La maggior parte delle persone si è concentrata sulla figura del generale iraniano assassinato. Patriota? Carnefice? Chi lo sa... sta di fatto che i motivi alla base di questi e di futuri attacchi è una sola: il dollaro USA. Non bisogna smettere di guardare il quadro più ampio. La propensione degli Stati Uniti per i deficit di bilancio ha fatto emergere un grosso problema nella loro gestione: vendita di un sacco di debito pubblico o monetizzazione dello stesso. E se non ci fosse abbastanza domanda globale? Ciò significherebbe che gli Stati Uniti dovrebbero pagare più interessi sul proprio debito, oppure potrebbero monetizzarlo attraverso la banca centrale. Inutile dire come quest'ultima "soluzione" distruggerebbe il valore del dollaro. Quindi gli Stati Uniti hanno capito che dovevano trovare il modo di impedire che l'eccesso di dollari e debito ne distruggesse il valore. L'hanno trovato attraverso la politica estera. Un pezzo importante di questa strategia è stata la costante alleanza con l'Arabia Saudita, il più grande produttore mondiale di greggio dalla metà degli anni '70 al 2018 (quando gli USA poi l'hanno superata). Però man mano che la Cina e la Russia lavorano sempre più per indebolire il dollaro e la sua posizione geopolitica, piccoli Paesi come l'Iran diventeranno ancora più importanti nella spinta degli Stati Uniti a conservare lo status quo del dollaro. Ma resta da vedere per quanto tempo possano continuare su questa linea.

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di David Stockman

Secondo la logica contorta di Washington si potrebbe dire che gli iraniani se la siano andata a cercare. Dopotutto hanno avuto il coraggio di piazzare il loro Paese proprio nel mezzo di 35 basi militari statunitensi!