Non sono pochi i giovani che sentono la necessità di uscire dall’ISEE familiare dei genitori, specialmente a fronte dei diversi bonus oggi disponibili per nuclei familiari sotto certe soglie ISEE. 

Come sappiamo, infatti, l’ISEE, cioè l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, fotografa redditi e patrimoni di un intero nucleo familiare e determina la possibilità o meno di usufruire di numerose agevolazioni statati e bonus erogati dall’INPS

Non solo sussidi come il reddito di cittadinanza o l’ultima misura messa in campo per agevolare le famiglie con figli, l’assegno unico e universale, ma anche importanti agevolazioni come i bonus sociali per il disagio economico, fondamentali per far fronte al caro bollette. 

Spesso, però, sono proprio i giovani a non avere la possibilità di usufruire di alcune misure e questo perché, vivendo ancora con i genitori, rientrano nel nucleo familiare degli stessi. Cerchiamo, allora, di capire cosa si intende per nucleo familiare ai fini ISEE e quali sono i metodi per uscire dall’ISEE familiare e, di conseguenza, riuscire a percepire aiuti e agevolazioni che altrimenti non spetterebbero a causa di un valore ISEE troppo alto. 

Perché uscire dall’ISEE familiare dei genitori e cosa si intende per nucleo familiare ai fini ISEE

L’indicatore della Situazione Economica Equivalente è fondamentale, nel nostro Paese, per avere accesso alle differenti agevolazioni messe in campo dallo Stato. 

Non per tutti i bonus è richiesta la presentazione dell’ISEE (se pensiamo, per esempio, a incentivi come il bonus terme, questi vengono messi a disposizione a prescindere dal valore di redditi e patrimoni), ma per la maggior parte delle agevolazioni erogate da INPS c’è bisogno di rimanere entro certe soglie ISEE per confermare la necessità di usufruire di un aiuto economico statale. 

Negli ultimi anni, anche a causa della crisi della pandemia, il governo ha messo a disposizione vari aiuti anche per i giovani. Alcuni di questi, però, richiedono appunto una soglia ISEE che alcuni ragazzi non riescono a raggiungere non per la propria personale situazione economica, bensì perché, rientrando nell’ISEE familiare dei genitori, risultano essere in possesso di un ISEE troppo alto per beneficiare delle agevolazioni. 

Cosa fare, in questi casi? La soluzione più appetibile è uscire dall’ISEE familiare, in modo da dimostrare la reale condizione personale e poter fare richiesta di sussidi e agevolazioni. 

Per prima cosa, però, cerchiamo di capire cosa si intende per nucleo familiare ai fini ISEE: 

per nucleo familiare ai fini ISEE si intende la famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU. A far parte del nucleo familiare ai fini ISEE sono compresi: il coniuge, i figli minorenni, i figli maggiorenni conviventi o anche non conviventi che risultano a carico, i familiari a carico.

Capire in cosa consiste il nucleo familiare ai fini ISEE ci è utile per arrivare ai metodi utili per uscire dall’ISEE familiare. 

Come uscire dall’ISEE familiare cambiando la residenza (per davvero)

Il metodo più immediato per uscire dall’ISEE familiare dei genitori è cambiare la residenza, perché in questo modo si va automaticamente a formare un nuovo nucleo familiare. 

Ovviamente, qualora questo passo si compia con il coniuge, per poter ricevere agevolazioni o bonus, è importante che anche il coniuge non presenti redditi e patrimoni elevati, dal momento che, come succede con i genitori, anche questi concorrerebbero al calcolo ISEE, facendo dunque alzare la soglia. 

In più, è bene considerare che anche conti correnti cointestati, così come immobili o altri prodotti finanziari concorrono al calcolo ISEE. In questi casi, e se quindi l’interessato è cointestatario con i genitori, sarà necessario rinunciarvi in modo da ottenere una fotografia più veritiera dell’effettiva situazione economica del solo figlio. 

Ovviamente, per far sì che l’ISEE si abbassi grazie al cambio di residenza, è fondamentale che il trasferimento sia effettivamente avvenuto. In caso contrario, infatti, si commetterebbe reato. 

Come uscire dall’ISEE familiare anche se si continua a convivere con i genitori

Cambiare residenza, però, non è l’unico modo per uscire dall’ISEE familiare. 

Come abbiamo prima accennato, quando abbiamo visto quali sono i componenti che rientrano nel nucleo familiare ai fini ISEE, vengono inclusi nel nucleo familiare i familiari a carico. Ciò significa che, a rientrare nel nucleo familiare ai fini ISEE, sono quelle persone che convivono sotto lo stesso tetto o che sono a carico di uno stesso soggetto. 

In effetti, nel caso, per esempio, di figli che vanno a studiare in un’altra città, questi ultimi non costituiscono un nucleo familiare a parte, ma continuano a essere inclusi in quello della famiglia di origine se non possiedono un reddito tale che non permette loro di essere considerati non più fiscalmente a carico dei genitori. 

Infatti, è il reddito a determinare se un figlio può essere o meno considerato a carico dei genitori. 

Un altro modo, quindi, per uscire dall’ISEE familiare dei genitori è quello di non risultare più fiscalmente a loro carico. Per farlo è necessario che: 

il figlio, con più di 24 anni di età, produca un reddito superiore a 2.840.51 euro all’anno oppure il figlio, con meno di 24 anni di età, produca un reddito annuo superiore a 4.000 euro. 

In questo modo, anche senza necessità di cambiare residenza, il figlio, non essendo più considerato figlio a carico, ha l’opportunità di uscire dall’ISEE familiare dei genitori e, quindi, ottenere un ISEE che fotografi solo la sua situazione individuale, aumentando le possibilità di richiedere bonus o agevolazioni altrimenti precluse a causa del calcolo dell’ISEE su redditi e patrimoni anche dei genitori. 

Quali agevolazioni richiedere se si esce dall’ISEE familiare: soglie ISEE per l’accesso ai bonus

Come sappiamo, la varietà di bonus erogati nel nostro Paese è elevata. La maggior parte di queste agevolazioni, però, viene per lo più concessa a nuclei familiari in difficoltà economica che viene accertata, appunto, tramite il valore dell’ISEE. 

Nel 2022 ci sono diversi bonus che si possono richiedere. Alcuni, come i cosiddetti bonus sociali, quelli che aiutano le famiglie in disagio economico per ottenere sconti nelle bollette di luce, gas e acqua, richiedono una soglia ISEE molto bassa. Si parla, infatti, di un sostegno rivolto alle famiglie con un valore ISEE che non deve superare gli 8.265 euro. 

Altri bonus 2022, invece, richiedono ISEE inferiori a 20.000 euro. È il caso, per esempio, di agevolazioni come: 

reddito di cittadinanza, carta acquisti, bonus TV, bonus asilo nido, nonché agevolazioni sulle tasse universitarie. 

Per avere una panoramica sui bonus 2022 da richiedere con ISEE basso, consigliamo anche la lettura del nostro approfondimento ISEE 2022 più basso? Ecco i bonus da richiedere! 

Come richiedere l’ISEE: due strade per la compilazione della DSU

Ricordiamo che l’ISEE ha validità per un anno, fino al 31 dicembre. Dopodiché va rinnovato. 

Per fare l’ISEE bisognerà, prima di tutto, compilare la DSU (dichiarazione sostitutiva unica). Azione che può essere compiuta in modi diversi: 

in autonomia collegandosi al sito INPS e usufruendo della DSU precompilata (in questo caso è fondamentale essere in possesso di SPID, CIE o CNS per compiere l’accesso); affidandosi a CAF o patronati fornendo tutti i documenti richiesti per la compilazione della DSU.

Esistono, inoltre, diverse tipologie di ISEE. Normalmente, basta l’ISEE ordinario per la richiesta di bonus e agevolazioni, mentre in alcuni casi è possibile ricorrere all’ISEE corrente per avere una fotografia più attuale della situazione economica del nucleo familiare.