Il lockdown per contenere il diffondersi dell'epidemia da Coronavirus ha messo in crisi il settore aereo. Secondo un report pubblicato a giugno da IATA (associazione internazionale del trasporto aereo), a maggio il trasporto aereo ha mostrato i primi cenni di ripresa dopo il crollo registrato ad aprile. Man mano che i Paesi hanno eliminato le restrizioni, sono tornati a crescere anche il numero dei voli, ma le prospettive per il 2020 restano nere - sempre secondo IATA -  con un calo di fatturato per le compagnie aeree pari a circa 314 miliardi di dollari.

E se anche easyJet ha annunciato che riattiverà il 50% delle sue 1022 rotte nel mese di luglio e quasi tre quarti entro agosto, la "fregatura" per i viaggiatori è dietro l'angolo.

Si perchè oltre a doversi districare tra termoscanner, mascherine e nuove regole sui bagagli a mano, chi viaggia deve stare attento alla cancellazione dei voli. Molte compagnie stanno infatti cancellando i viaggi solo a poche ore dalla conferma della prenotazione, adducendo motivi legati all'emergenza Covid, e offrono voucher come rimborso, tenendosi i soldi in cassa.

Se confermato, si tratterebbe di una pratica commerciale scorretta, da segnalare immediatamente a ENAC e Antitrust per ulteriori indagini.

Cosa fare se il volo è stato cancellato?

Il viaggiatore può richiedere il risarcimento per la cancellazione del proprio volo direttamente alla compagnia aerea, poichè ogni azienda gestisce reclami e rimborsi in base a proprie politiche interne. Sarà fondamentale conservare il biglietto (o la prenotazione), la carta d’imbarco e gli scontrini di eventuali spese extra sostenute inerenti al viaggio.

Di solito le compagnie richiedono di compilare un form online. Nel caso di mancata risposta entro sei settimane dall'invio della richiesta, si dovrà presentare un reclamo direttamente all’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) tramite il loro sito web (selezionando la voce Diritti dei Passeggeri).