Il futuro è un mondo senza denaro contante? Sempre più spesso vengono varate misure economiche per ridurre il contante in circolazione. 

Esempio principe il progetto cashback. Ovvero quella manovra che, a partire da gennaio 2021, garantiva un rimborso del 10% sull’importo degli acquisti effettuati con metodi di pagamento elettronici (esclusi gli acquisti online). 

Perché l’economia mondiale vuole eliminare il contante? L’Europa e l’Italia possono vivere senza il contante? Potrebbero esserci addirittura sanzioni per chi rifiuta pagamenti con metodi elettronici! 

Tutto quello che ti serve sapere sull’argomento in questo articolo! 

Perché le economie globali vogliono eliminare il contante? Ecco la risposta! 

Partiamo con l’analizzare la situazione attuale delle transazioni monetarie. Secondo ilgiornale.it si stima che, nel 2025, i pagamenti no cash saranno oltre i 425 miliardi di euro, contro i 174 miliari del 2015. 

È chiaro che il mercato, autonomamente, si sta dirigendo verso i pagamenti elettronici. Conferma ilgiornale.it

“Fino al 2025 è previsto un incremento medio annuo del 12,7% per le transazioni economiche, con 8 italiani su 10 che hanno dichiarato che le abitudini di acquisto tramite e-commerce avute durante il periodo Covid-19 continueranno anche finita l’emergenza… “

Ecco che l’avvento dell’e-commerce ha stravolto il mondo del commercio improntandolo sulla digitalizzazione. Ovviamente, l’economia internazionale si è vista costretta a gestire questo nuovo modello di consumo. 

Non bisogna specificare che, nella maggior parte dei paesi del mondo, il commercio “al dettaglio” si è trovato impreparato a questa novità. 

Ecco perché i Governi stessi stanno forzando questa tendenza con delle politiche ad hoc. Vedi per esempio l’introduzione del meccanismo cashback in Italia.

Nel nostro paese, soprattutto, il gap con gli altri paesi in fatto di pagamenti contactless è importante. Spiega ilgiornale.it

“… secondo il Cashless Society Index 2021 - strumento di monitoraggio inerente il posizionamento dei Paesi europei in base a 16 Key Performance Indicator – l'Italia negli scorsi anni si è collocata negli ultimi posti di questa speciale classifica… “

Il nostro paese non riesce a stare al passo con i best performer europei verso un’economia cashless.

L’Italia incentiva il cashless con il progetto cashback: come è andato?

Sicuramente tutti sappiamo cos’è il cashback, ma un piccolo ripasso non guasta. Ci spiega money.it:

“… il cosiddetto chasback di Stato che prevede il rimborso del 10% delle spese effettuate con sistemi di pagamento elettronici nei negozi fisici.”

Il tutto è iniziato con una prova nel mese di dicembre 2020. Ci spiega fanpage.it:

“Secondo i dati di Palazzo Chigi, quindi, a partecipare finora sono stati oltre 5,7 milioni di cittadini che si sono iscritti attraverso l’app Io o con altri canali: il valore preciso è di 5.790.459 utenti.”

Le transazioni registrate sarebbero circa 49,6 milioni di euro con un cashback da erogare di poco più di 157 milioni di euro.

Tutto ciò ha permesso di confermare questo progetto per il 2021. Come è andato? Un fallimento!

Parrebbe cha lo stimolo ad utilizzare le carte di credito o bancomat sia stato debolissimo e utilizzato solo da coloro che già usualmente ne facevano utilizzo.

Chi usava poco il contante, ovvero i disoccupati, gli over 65 e chi abita in piccoli centri abitati, non hanno colto l’invito.

La spinta al cashless e ai consumi è stata minima e con scarsi effetti sull’evasione fiscale.

Ecco perché il progetto cashback viene miseramente abbandonato e non sarà rinnovato con la legge di bilancio del 2022.

Ovvero, non viene rinnovato secondo le regole fino ad oggi conosciute. Sembrerebbe che il progetto cashback cambia volto e diventa una misura a sostegno delle persone in difficoltà economica, ovvero destinata solo alla popolazione con fascia di reddito più bassa.

Tutti i dettagli nell'articolo di Natalia Piemontese sulle regole del nuovo cashback 2022.

ATTENZIONE: sanzioni per chi si rifiuta di effettuare transazioni cashless!

Ecco cosa porta adnkronos.com:

“Meno contanti e più pagamenti tracciabili. Questo è l’obiettivo dell’entrata in vigore, il 1° gennaio 2022, dei nuovi limiti all’uso di banconote. E della conseguente modifica delle sanzioni per chi non rispetta le regole.”

Il cashless non è solo una tendenza ma diventa legge! Infatti è stato ufficializzato che la soglia dei pagamenti in contanti passa da 1.999,99 euro a 999,99 euro

Ovvero: dal primo gennaio 2022, chi effettuerà dei pagamenti in contanti di importo 1.000 euro o superiori rischia una sanzione!

Parliamo di qualsiasi tipologia di transazione, ovvero di passaggio di denaro tra persone fisiche o giuridiche. Questo, significa che i prelievi e i versamenti alla banca sono esclusi perché riguardando trasferimenti di denaro che riguardano una singola persona, non due soggetti giuridicamente diversi.

Sanzioni per i commercianti che non hanno il POS!

Teoricamente, il POS, ovvero il dispositivo tecnologico che permette i pagamenti con carte o bancomat è obbligatorio dal 2012, ovvero fin dai tempi del governo Monti.

Fino ad oggi, però, nessuna sanzione era prevista per chi non ne disponeva o per chi si rifiutava di concedere il pagamento tramite POS.

Le prime sanzioni per questi casi arrivano dal primo luglio 2020 con un decreto che prevedeva una sanzione fissa di 30 euro più il 4% percento dell’importo rifiutato.

Spiega it.mobiletransaction.org:

“La sanzione avrebbe riguardato, almeno in teoria, tutti i pagamenti con carta rifiutati, con possibilità per il consumatore di segnalare la violazione dell’esercente all’Agenzia delle Entrate.”

In realtà, a seguito delle proteste, la legge ha optato poi per la completa rimozione delle sanzioni.  

E qui subentra il paradosso: il POS è obbligatorio ma non sono previste conseguenze per chi non si adegua a suddetto obbligo. 

Al contrario, sono previste misure di incentivo per i pagamenti elettronici come sconti sulle spese di commissione e la famigerata Lotteria degli Scontrini.  

Draghi, però, ha nuovi progetti

  • sanzioni vere per gli esercenti che rifiutano di accettare pagamenti con il POS; 
  • inasprimento dei controlli sull’adozione ed effettivo utilizzo del POS; 
  • incentivi e bonus fino al 100% di credito d’imposta per l’acquisto, noleggio o utilizzo di strumenti per il pagamento elettronico. 

Quanto ammontano le sanzioni? Ecco gli importi!

Dal primo gennaio 2022, chiunque effettui una transazione monetaria con soggetti terzi incorre in sanzione. Quali sono gli importi che devono pagare i trasgressori?

Partiamo con l’anticipare che, dal primo luglio 2022, la soglia minima per l’utilizzo di contanti era fissata a 1.999,99 euro con una sezione minima applicabile, in caso di trasgressione, di 2.000 euro.

Dal primo gennaio 2022, si abbassa l’importo massimo delle transazioni in contanti e si abbassa anche l’importo minimo della sanzione che sarà 1.000 euro.

Precisa adnkronos.com:

“Regola, però, non valida per i professionisti o per chiunque non segnali le irregolarità alle direzioni territoriali: in tal caso, la sanzione resta fissata da 3.000 a 15.000 euro, quindi con una soglia minima pari al triplo rispetto a quella prevista per chi commette la violazione.”

Ancora: 

“Va detto, però, che sia chi trasgredisce la regola sull’uso dei contanti, sia chi non comunica l’irregolarità essendo tenuto a farlo può beneficiare dell’oblazione, anche se in maniera diversa. Per chi commette l’infrazione, la sanzione passerà da un minimo di 4.000 euro a 2.000 euro. Invece, chi deve comunicare un’irregolarità, sulla base delle attuali e future disposizioni, continuerà a pagare un minimo di 5.000 euro, pari ad 1/3 del massimo.”

All’Europa serve ancora il contante? Si! Ecco perché!

Abbiamo visto che i sistemi di pagamento stanno subendo una profonda trasformazione in Europa come in tutto il Mondo. La rivoluzione digitale intacca anche il contante.

Sono sempre di più gli strumenti di pagamento elettronici e le politiche economiche che ne incentivano l’utilizzo. 

Ma allora perché il contante non è ancora sparito? 

Sicuramente, come tutti i processi evolutivi, sono necessari decenni per raggiungere una conversione completa. 

Se da una parte, molte persone desiderano un mondo cashless con l’abbattimento di tutti i costi di custodia, emissione e gestione del contante, raggiungendo così il famigerato tasso di interesse zero; dall’altra la maggioranza delle persone non la pensa così. 

Ci dice ecb.europa.eu

“Secondo un’indagine della Banca centrale europea non ancora pubblicata, condotta su 65.000 residenti nell’area dell’euro, quasi l’80% di tutte le operazioni presso i punti di vendita avviene in contanti; in termini di valore oltre la metà dei pagamenti è effettuata in contanti.”

Come sempre, l’innovazione tecnologica va più veloce della capacità della popolazione mondiale di adattarvisi. 

Cosa ci riserva il futuro? Ancora non lo sappiamo. Potrebbero passare ancora molti anni prima di veder sparire il contante. È bene però adeguarsi alle nuove regolamentazioni e abituarsi ai pagamenti elettronici.