Eliminare i contanti pare essere uno degli obbiettivi principali di tutti i governi del mondo. Con la scusa della battaglia all'evasione fiscale, sono tantissimi i provvedimenti presi dai governi di tutto il mondo, volti in tal senso.

Sfortunatamente, però, eliminare i contanti non riuscirà a ridurre di molto la criminalità, perché, come si suol dire, "Fatta la legge, trovato l'inganno". I criminali e gli evasori potrebbero trovare diversi modi per aggirare la necessità dei contanti.

Non solo! Addirittura le organizzazioni malavitose potrebbero addirittura innovarsi e utilizzare nuovi metodi per eludere i controlli (per esempio l'utilizzo di buoni regalo, l'utilizzo di carte prepagate o la moneta digitale). Diciamo, dunque, che l'obbiettivo di far guerra all'evasione fiscale e alla criminalità, non regge molto con l'obbiettivo di eliminare i contanti dalla circolazione.

Questa fantomatica guerra al contante è iniziata anni fa, quando la BCE ha deciso di sbarazzarsi della banconota da 500 euro. La scusa usata? La solita: i grandi tagli aiutano la criminalità organizzata e il terrorismo.  

L'obbiettivo dei governi mondiali, dunque è ridurre i contanti e aumentare sempre di più le transazioni elettroniche. L'obbiettivo è sconfiggere l'evasione fiscale e per questo motivo dal prossimo primo gennaio, ci sarà una vera rivoluzione sui pagamenti in contanti. 

A partire dal 2022 non sarà possibile effettuare transazioni in contanti superiori ai 1000 euro

Con l'inizio del nuovo anno non sarà più possibile trasferire più di mille euro tra un soggetto ad un altro, non solo in una sola tranche, anche in più tranche o in pagamenti frazionati.  

La normativa alla base di questa decisione è il Decreto Legge n.124 del 2019. All'inizio il limite era stato fissato a 2000 euro, ma dal 2022 si è pensato di dimezzare la cifra e di portarla a mille euro.

Se un cittadino ha necessità di effettuare un pagamento superiore alla soglia dei mille euro cosa accade? Dovrà necessariamente effettuare il pagamento in modo tracciabile: bancomat, carta di credito, bonifico o assegno. 

Questo limite riguarderà non soltanto gli acquisti di beni e servizi, ma anche i prestiti e le donazioni e non importerà il grado di parentela. 

Uno dei chiodi fissi del Governo Draghi è "l'evasione fiscale", per questo si vuole eliminare il contante 

Il primo chiodo fisso è il vaccino, il secondo chiodo fisso è il green pass, il terzo chiodo fisso, sul podio, resta la lotta all'evasione fiscale. 

In un periodo in cui il tasso di disoccupazione aumenta, il potere d'acquisto delle famiglie italiane diminuisce e l'inflazione si sta alzando inesorabilmente, con l'aumento dei prezzi di prima necessità, il Governo pensa a come combattere l'evasione fiscale.

E qual è la soluzione paventata dal Governo? Ridurre, fino ad eliminare, i pagamenti in contanti e promuovere "i pagamenti elettronici riducendo drasticamente i costi delle transazioni cashless".

Lo si può leggere nel "Rapporto sull'evasione fiscale e contributiva" allegato al documento di Finanza Pubblica. Nel documento, parlando delle nuove strategie da mettere in atto per combattere l'evasione fiscale, si fa riferimento agli ISA,  ovvero gli Indici sintetici di affidabilità, indicatori formati da dati e informazioni relativi a più periodi di imposta di un contribuente che, in sintesi, potranno stabilire quanta coerenza fiscale c'è nella gestione aziendale. 

L'evasione fiscale si combatte eliminando il contante: è davvero così?

Tutto diventa digitale, anche il denaro. La fatturazione è diventata elettronica, la trasmissione di ogni documento è diventata telematica, e il contante via via si va riducendo.  

Oltre a questi aspetti si sono inasprite le pene per i grandi evasori e sono stati migliorati gli strumenti di contrasto ad ogni tipo di frode fiscale.  

I dati dell'evasione fiscale in Italia fanno paura. In attesa della riforma fiscale, l’ufficio studi della CGIA di Mestre ha stimato che nel 2018 l’evasione fiscale nel nostro bel paese ha raggiunto i 109,8 miliardi di euro;  In altre parole, per ogni 100 euro di gettito versato all’erario da cittadini e imprese, 15 sono “rimasti” nei portafogli degli evasori.

In quali zone si evade maggiormente in Italia?

Dove si evade maggiormente in Italia? In testa troviamo la Calabria, dove si è evaso il 21,3% del totale delle imposte della regione e questo ha “provocato” 3,3 miliardi di imposta non introitata dall'Erario. In pratica ogni 100 euro di tasse versate, 24,5 euro sono stati evasi.

Al secondo posto c'è la Campania che presenta un'evasione fiscale pari al 19,8%, con più di dieci miliardi di imposte non versate. Al terzo posto si trova la Sicilia con un’economia in nero del 19,3%, un’evasione di 8,1 miliardi.

La stretta del Fisco sui cittadini italiani si fa sempre più serrata, in particolar modo quando si parla di prelevare contanti. Lo scopo ufficiale è sempre quello di combattere l'evasione fiscale, e con questa scusa lo Stato continua a prendere di mira i piccoli contribuenti tenendo sotto controllo ogni loro minimo movimento.

Questo continua ad accadere nonostante non esista alcuna normativa che limiti il prelievo di contanti dal bancomat o dal libretto postale.