I nostri conti correnti sono davvero al sicuro? Dobbiamo temere qualcosa? In questi giorni che siamo tutti segregati in casa e siamo costretti ad usare l'home banking, dobbiamo temere qualcosa per il nostro conto corrente e per i soldi che vi abbiamo depositato dentro?

Lo sappiamo un po' tutti, gli Italiani sono un popolo di risparmiatori, e nonostante la crisi che aleggia negli ultimi anni, le abitudini nostrane nei confronti del risparmio non sono cambiate poi di molto. Le banche sono piene zeppe di liquidità: tutti soldi versati all'interno dei nostri conti correnti, ma che gli stessi istituti bancari non possono utilizzare perché non ci sono più aziende che richiedano dei prestiti.

Conti correnti: di chi ci possiamo fidare?

Tenere i soldi parcheggiati sul proprio conto corrente è senza dubbio un'ancora di salvezza un po' per tutti. Ci permette di affrontare la spesa imprevista, ma anche di permetterci in viaggio tanto desisderato a Natale. Ma conviene lasciare i nostri soldi in banca? Quando finirà l'emergenza legata al coronavirus, potremmo rientrare nella nostra filiale e riprendere tutti i nostri risparmi?

Sicuramente sì. Ma dobbiamo ricordarci che una delle minacce più pesanti sui nostri conti correnti è costituito dal fisco. Molti Italiani, che temono controlli ed accertamenti, sono tentati di tenere i soldi sotto il materasso. Scelta dettata dal fatto che grazie all'anagrafe dei conti correnti, il fisco è in grado di spiare ogni giorno tutte le operazioni che effettuiamo: un timore sempre più ampio che continua e cresce ogni anno, al punto che gli italiani sono diventati timorosi su ogni cosa al punto da non fidarsi più nemmeno a lasciare i soldi sul conto corrente.

Dal 2005 ad oggi i depositi sono raddoppiati. Una notizia positiva per il risparmio, ma che diventa ancora più evidente se si considera che la crescita economica sta arrancando. Però molti risparmiatori considerano pericoloso lasciare i risparmi sul proprio conto corrente: fino a 100 mila euro le somme sono garantite dallo Stato, ma alla luce del dissesto di molti istituti di credito - apparentenmente grossi e solidi -, e il timore di bail in hanno lasciato un segno indelebile nella memoria dei piccoli risparmiatori.

Conti correnti: tasse e commissioni sempre più care

Non dobbiamo poi dimenticarci che su tutto e su tutti pesano le tasse e le commissioni. La pressione fiscale, costituita da mille picocli balzelli, è senza dubio significativa. I magrissimi guadagni che si pososno ottenre diventano sempre più bassi: non importa se si scelgono i titoli di stato, i fondi di investimento o le gestioni patrimoniali: alla fine i nostri risparmi invece di crescere diminuiscono. Scappare con la cassa in Svizzera, più che uno scherzo detto tra gli amici, è visto come un modo per tutelare il proprio risparmio.

Conti correnti: ma le nostre banche sono sicure?

A rassicurarci un po' arrivano le parole di Ennio Doris, fondatore e presidente di Banca Mediolanum, che a Stasera Italia su Rete 4 ha affermato: i nostri conti correnti sono certamente al sicuro, oggi le banche italiane sono molto più solide della precedente crisi, si sono rinforzate moltissimo. I contribuenti non hanno mai pagato per salvare una banca perché sono sempre state salvate dal sistema bancario nel suo insieme. I contribuenti non sono mai stati coinvolti, sono stati coinvolti, con cifre modeste rispetto all'estero, dopo il bail-in.