L'S&P 500 ha chiuso una seduta volatile con un calo dello 0.63%. Come osservato ieri, il tech e gli "stay at home" business hanno ripreso a outperformare, col Nasdaq praticamente invariato (-0.04%), mentre i ciclici hanno sofferto, guidati dalle banche (-2.7% S&P banks).

Al centro della scena resta il teatrino sul possibile (ma non probabile) accordo per il varo di un pacchetto di stimolo prima delle presidenziali. Si notano scontri all'interno degli schieramenti, persino. Trump ha criticato l'approccio della maggioranza repubblicana al senato di votare un provvedimento di importo ridotto ("go big or go home"), mentre tra i Democratici vi è chi chiede alla Pelosi, di accettare il piano di Mnuchin da 1.8 trilioni (che probabilmente verrebbe bocciato dai Repubblicani al Senato).

E' possibile che le varie headline scatenino un po' di fast money e algos, ma il mercato in realtà guarda poco, ormai a questi sviluppi. L'idea è che lo stimolo arriverà comunque, in particolare se vince Biden, come indicano i sondaggi. Se qualcosa arriva prima, meglio, ma non sembra probabile.

Forse le ultime news sugli stop ai trial di J&J e Eli Lilly, che mostrano che i calcoli sull'approdo a un vaccino non possono essere così precisi, hanno avuto un ruolo nel cambio di sentiment. Aumentando il numero dei partecipanti al campione cresce il rischio di reazioni, che non necessariamente sono da attribuire al trattamento, ma vanno indagate. E le preoccupazioni sulla qualità dei vaccini che verranno approvati crescono, come si vede dalle dichiarazioni della CDC.

  • CDC SAYS AT FIRST, COVID-19 VACCINES MAY NOT BE RECOMMENDED FOR CHILDREN AND GROUPS RECOMMENDED TO RECEIVE THE VACCINES COULD CHANGE IN THE FUTURE

Stamattina la seduta asiatica ha avuto un cono contrastato, ma non decisamente negativo. Le "A" shares hanno consolidato, dopo 2 sedute molto forti. Tra le motivazioni addotte, il flop del collocamento di Evergrade, con l'immobiliare in crisi di liquidità in grado di raccogliere solo la metà del target, con conseguente pressione su titolo, bonds e settore. Per contro, come da indiscrezioni circolate ieri, il Presidente Xi ha dichiarato l'intenzione di riformare e aumentare l'apertura dell'economia cinese, e di raggiungere il primato tecnologico. Un po' di "sell the news quindi.

Uno sviluppo degno di nota è che lo Yuan non ha dato seguito ad ulteriori cali, dopo la modifica tecnica dello scorso week end, apparentemente volta ad arrestarne l'apprezzamento (era stato cancellato il deposito del 20% per tradare i forward). Si vede che non c'è molta fretta di mettere in piedi shorts sulla divisa cinese, il che è un altro segnale di fiducia nell'economia. Lo Yuan ha recuperato gran parte del calo di lunedì.

Gli altri principali indici hanno chiuso in ordine sparso, compresi tra il +0.85% di Jakarta e il -0.94% di Seul.

La situazione sul Coronavirus in Europa continua a non offrire spunti confortanti. I casi continuano a crescere rapidamente quasi ovunque, e con essi le ospedalizzazioni e i morti.

Il miglioramento dei numeri spagnoli non ha impedito alla Catalonia di stabilire per 15 giorni un lockdown piuttosto duro, con chiusura dei ristoranti e dei bar. Per il resto i tassi di crescita sono praticamente fuori controllo in molti paesi, e le misure fioccano, con lockdown parziale in Olanda, in Irlanda del Nord, e la Francia che ha appena ripristinato lo stato di emergenza nazionale da Sabato. Macron parlerà stasera in TV, presumibilmente per annunciare altre misure. I record di casi staccati in questi giorni non sono ovviamente paragonabili a quelli della primavera, quando il 90% dei casi restava "in incognito". Ma purtroppo queste misure al momento sono l'unico modo di contenere i focolai. Gli stati stanno peraltro annunciando altre misure di supporto fiscale. In Francia ad esempio sono stati destinati altri 100 mln per fare prestiti a piccole aziende escluse dal credito bancario.

La seduta europea è partita con un clima nervoso, ma non negativo. Un supporto lo ha forse dato il miglioramento del newsflow sulla Brexit, nel run up verso la Call tra Johnson, la Von Der Leyen e Barnier prevista per stasera alle 20. Da parte inglese hanno depotenziato la deadline di domani ( U.K. SIGNALS IT WON'T WALK AWAY FROM EU TRADE TALKS IMMEDIATELY). Indiscrezioni parlano di un Macron disposto al compromesso sulle zone di pesca, uno dei nodi da sciogliere. La Sterlina ha chiaramente gradito.

A metà mattinata nuovo segnale che le autorità cinesi non intendono lasciare a secco di liquidità l'economia. Gli aggregati monetari di settembre hanno battuto attese già belle pompate dalla presenza a ottobre della settimana di festa.

Nel total social financing si è fatta notare la componente dei loans a medio lungo termine, segnale di buona domanda di investimento. Il capo del Monetary Policy Dept della PBOC Sun ha dichiarato che la forza della divisa è un segnale di un buon livello di crescita (YUAN APPRECIATION REFLECTS CHINA'S GOOD GROWTH ENVIRONMENT: SUN).

In linea con le attese, e in rallentamento, la crescita della produzione industriale europea  di agosto (+0.7% da prec +5% e vs stime per +0.8%).

Nel pomeriggio non c'erano dati di rilievo in US. Il vuoto è stato colmato dal vice presidente Fed Clarida, che ha dichiarato che il rimbalzo congiunturale è stato più rapido delle attese, ma la strada per un recupero totale è lunghissima. Servirà ulteriore supporto della politica monetaria e "probabilmente" di quella fiscale. Nulla di nuovo, ma questo è uno dei principali motivi della resilience dei mercati. Perdite di momentum del ciclo e ulteriori impatti dell'epidemia verranno affrontati con dosi massicce di stimolo. La responsabilità fiscale e monetaria al momento non sono argomenti di discussione, e Wall Street l'ha capito benissimo.

Nel pomeriggio ovviamente è ripresa la saga sullo stimolo. Inizialmente i toni sono stati promettenti, con feedback costruttivi da parte della Pelosi dalla telefonata con Mnuchin

  • PELOSI, TREASURY SECRETARY MNUCHIN HAD PRODUCTIVE DISCUSSION ON CORONAVIRUS RELIEF ON WEDNESDAY -PELOSI SPOKESMAN
  • PELOSI SPOKESMAN SAYS ONE 'MAJOR AREA OF DISAGREEMENT' IS LACK OF WHITE HOUSE UNDERSTANDING OF NEED FOR NATIONAL STRATEGIC TESTING PLAN
  • PELOSI SPOKESMAN SAYS STAFF TO CONTINUE TO EXCHANGE PAPER, PELOSI AND MNUCHIN TO SPEAK AGAIN ON THURSDAY

Successivamente è venuto il feedback di Mnuchin, che ha usato toni più realistici

  • MNUCHIN SAID HE HAD COMPREHENSIVE DISCUSSION WITH PELOSI
  • MNUCHIN SAYS STILL WORKING ON COMPREHENSIVE STIMULUS PACKAGE
  • MNUCHIN: GETTING SOMETHING DONE BEFORE ELECTION IS DIFFICULT

A quest'ultima frase è stato attribuito l'indebolimento del mercato USA nel pomeriggio, che è riverberato sugli indici europei. Il mio parere l'ho già espresso: un accordo nei prossimi giorni sarebbe una sorpresa positiva.

Piuttosto, il team elettorale di Trump ha riproposto il presunto scandalo delle mail del figlio di Biden, Hunter, che indicherebbero che ha presentato il padre ad un businessman ucraino di un azienda che poi Biden avrebbe protetto. I documenti in questione sarebbero foto delle mail, e quindi non molto solidi come prove. Non credo che abbiano influenzato molto la price action, ma significativi colpi di coda di Trump che minaccino il "clear sweep", non dovrebbero risultare graditi al mercato.

La chiusura europea vede gli indici chiudere poco mossi, ad una certa distanza dai massimi di seduta. Stabili le divise, Sterlina a parte, sui tassi europei continua la spietata caccia al rendimento, con ulteriori compressioni e spostamento della domanda sulle scadenze più lunghe, dove si trovano tassi marginalmente positivi, o meno negativi. Il BTP oggi si è preso una pausa, ma i rendimenti restano ai minimi storici assoluti.

Commodities ancora trainate dal petrolio, favorito dalla moral suasion di Russia e Arabia per confermare i tagli alla produzione in vista del meeting di Lunedì (PUTIN, CROWN PRINCE STRESS IMPORT OF OPEC+ COOPERATION: KREMLIN).

Rara controtendenza dei preziosi rispetto all'azionario, anche se l'incupirsi del sentiment ha dimezzato la performance dell'oro.