Trecento euro spariti dal giorno alla notte dal proprio conto corrente. Sicuramente il peggior incubo di ogni risparmiatore, che si sentiva al sicuro. Soldi tranquillamente versati in banca: molto probabilmente non fruttano granché, per non dire niente. Ma almeno sono al sicuro da mani sconosciute, o quanto meno non si corre il rischio di perderli.

Purtroppo, però, anche in Italia l'inflazione ha ripreso a galoppare, così come sta avvenendo negli Stati Uniti d'America, dove è tornata a salire in maniera preoccupante. Il Financial Times ha fatto due conti in tasca agli americani e ha messo in evidenza come fare una bella colazione al bar negli Usa, può arrivare a costare la bellezza del 63% in più rispetto a marzo 2020. Nel nostro paese la situazione non è sicuramente migliore. Una fotografia è stata scattata dall'Istat: i prezzi al consumo, nel mese di ottobre 2021, hanno registrato un ulteriore aumento. A novembre, invece, hanno raggiunto il massimo da 13 anni a questa parte. È stato registrato un aumento dello 0,7% su base mensile, mentre su base annua è stato del 3%. Inutile lasciare i soldi fermi sul proprio conto corrente: il loro potere d'acquisto è destinato a calare inesorabilmente!

Conto corrente: l'inflazione galoppa. Chi ci rimette!

L'inflazione galoppa ed a rimetterci sono i risparmiatori. Lasciare i soldi inattivi sul proprio conto corrente non sempre è una buona scelta. Lasciandoli parcheggiati presso il nostro istituto di fiducia, riusciamo a godere di un rendimento medio intorno allo 0,02%. Possiamo benissimo affermare che non ci rendono proprio niente, se poi ci andiamo anche ad aggiungere i canoni mensili sul conto corrente e l'imposta di bollo, se il nostro deposito supera i 5.000 euro.

A questo aggiungiamoci un'amara verità: noi siamo costretti a spendere di più. E qui non parliamo esclusivamente di bollette, ma anche di alimenti. Solo per avere un'idea, basti pensare che il caffè è salito dell'87%, il latte del 4,5%. Il succo d'arancia costa il 24% in più: ed abbiamo fatto solo e soltanto degli esempi. Ma tutto questo dove ci porta: lasciare fermi i nostri soldi sul conto corrente non ci rende niente. Se ci è possibile dovremo puntare a diversificare gli investimenti ed evitare di lasciare i risparmi parcheggiati da qualche parte.

Provare a calcolare quanto perdiamo lasciando i nostri risparmi sul conto corrente è spaventoso. Proviamo a fare un'ipotesi: nel caso in cui si lasciassero fermi in banca per 12 mesi 6.000 euro, e se l'inflazione nel corso di quell'anno fosse pari al 5%, il denaro si sarebbe svalutato fino a 5.700 euro. Ovviamente sul nostro estratto conto leggeremo sempre 6.000 euro, ma il potere d'acquisto si sarebbe ridotto di 300 euro per colpa dell'inflazione. Si prospettano tempi molto duri per gli italiani e per i loro risparmi.

Pericolo inflazione non solo sul conto corrente!

Sicuramente l'inflazione non ha un peso unicamente sul conto corrente. A tratteggiarci cosa sta accadendo è il Misery Index Confcommercio di ottobre, che ha messo in evidenza come i prezzi stiano registrando un aumento del 3,1% su base annua, un valore che non si vedeva dal 2017. Mariano Bella, direttore dell'Ufficio Studi di Confcommercio, ha spiegato che

le tensioni, pur riguardando ancora in misura molto accentuata gli energetici, cominciano ad interessare in misura più significativa altri segmenti del consumo. Il permanere e l’ampliarsi del fenomeno rappresenta, allo stato attuale, una delle principali incognite sulle possibilità di crescita dell’economia e dell’occupazione nel 2022.

Sotto il profilo della disoccupazione, invece, la situazione sembra che si stia normalizzando: il dato si sarebbe attestato intorno all'11,5%.

Il dato - spiega Bella - riflette un moderato recupero dei livelli occupazionali e un incremento del numero di persone in cerca di lavoro. La ripresa dell’attività economica ha riportato ormai gran parte degli inattivi sul mercato, senza particolari peggioramenti sul versante della disoccupazione ufficiale.

Conto corrente: quanti soldi bisogna tenerci!

In molti si chiedono quanto sia necessario tenere sul conto corrente, a questo punto. È difficile dare una risposta univoca, che valga per tutti i risparmiatori. Si parte ovviamente da una considerazione: non si deve mai andare in rosso. Se questo dovesse accadere, ci si troverebbe nella situazione di dover pagare degli interessi molto salati. Secondo alcuni esperti, però, sarebbe necessario non superare mai i 5.000 euro, una cifra che non è molto alta.

Se poi, comunque, si prevede un pagamento molto importante è bene lasciare un po' più di liquidità. Il rischio sarebbe quello di finire in rosso. Detto questo, è sempre meglio non tenere delle cifre troppo alte sul proprio conto corrente: come abbiamo visto gli interessi attivi sono prossimi allo zero, che invece salirebbero se si prendessero dei prodotti più redditizi come il conto deposito. Come suggerisce il quotidiano Libero

Il consiglio in generale è dunque quello di non tenere mai una giacenza media superiore ai 5mila euro, per investire così i propri risparmi su prodotti più redditizi. Una soluzione che però, come detto in premessa, è valida per chi non ha spese periodiche che superino i 5mila euro, altrimenti scatterebbe il rosso. Insomma, le circostanze sono molteplici: meglio far di conto e, per certo, spostare i risparmi su due conti per non scavallare la quota di 100mila euro su un'unica giacenza.