Banche e spese di conto corrente: i costi stanno aumentando per tutti i clienti e per tutti i tipi di servizi offerti. Allo stesso tempo diminuisce il numero degli sportelli bancomat e arriva una nuova stretta sui contanti.

Il limite scende, a favore di maggiori incentivi per i pagamenti elettronici. Anche senza bonus cashback, si sta cercando di spingere in tal senso i consumatori a fare più uso delle carte di pagamento per gli acquisti, aiutando anche i negozianti con il bonus bancomat che rimborsa le commissioni sulle transazioni.

Ma tutto questo ovviamente per gli istituti bancari ha un costo, che si traduce in aumento delle spese generalizzate per il conto corrente, anche per quelli aperti in modalità esclusivamente online, che prima erano tra i più economici.

Il conto corrente "a zero spese" sta scomparendo, e i clienti dovranno sempre di più affidarsi al digitale per contenere i costi. Ecco quindi quali saranno i principali aumenti sulle spese di conto corrente, e quali abitudini saremo costretti a cambiare per risparmiare.

Conto corrente verso il digitale: lotta al contante e chiusura bancomat

La lotta al contante imposta dal governo negli ultimi anni si è intensificata. Negli scorsi anni sono gradualmente stati imposti sempre più limiti massimi per quanto riguarda i pagamenti "cash" e nel 2021 saranno ulteriormente diminuiti portandoli da 1.999,99 a 999,00 euro.

Questo significa in pratica, che tutti i pagamenti superiori a 1000 euro dovranno essere effettuati con mezzi tracciati. Assegni, bonifici e carte di pagamento.

Ovviamente la legge, con tali provvedimenti, ha contestualmente quasi imposto a tutti di avere un conto corrente, per ricevere gli stipendi, le pensioni, e per effettuare transazioni relative all'acquisto di beni e servizi. Oltre a questo, ora le cose stanno cambiando ancora più drasticamente, rispetto al passato, per quanti erano ormai abituati ad effettuare tranquillamente le proprie operazioni bancarie presso gli sportelli bancomat.

I titolari di conto corrente, a breve dovranno per forza adottare alcuni accorgimenti per evitare di pagare di più. Soprattutto per i prelievi in contanti. Si sta infatti assistendo ad una diminuzione drastica del numero degli sportelli fisici ATM, presso i quali è possibile non solo ottenere contanti attraverso il bancomat o la carta di credito, ma anche effettuare altri tipi di operazioni di conto corrente senza andare in banca, come ad esempio versamenti di assegni o altri servizi.

Chi è abituato ad utilizzare questa modalità presto dovrà cambiare abitudine, principalmente perchè è molto probabile che, a breve, non troverà più lo stesso numero di sportelli della propria banca, e dovendosi recare preso un differente istituto potrebbe ritrovarsi con la brutta sorpresa di dover corrispondere una commissione di prelievo molto più elevata rispetto a quella che era abituato a pagare precedentemente.

La chiusura dei bancomat, è un fenomeno strettamente correlato con la lotta al contante e con l'aumento spese che grava sulle banche e sui correntisti.

Oltre al caso clamoroso di ING che ha deciso di chiudere definitivamente i punti di prelievo e quindi costringere chiunque abbia un conto corrente con bancomat dello stesso gruppo a rivolgersi altrove, pagando le commissioni, altri gruppi bancari stanno progressivamente riducendo gli sportelli, anche quelli delle filiali fisiche.

Tutto questo si traduce in una digitalizzazione obbligata, un processo attraverso il quale molti pagheranno di più, soprattutto chi non è ancora pronto a cambiare le proprie abitudini quotidiane perchè non ha dimestichezza con le operazioni online e con i pagamenti elettronici che a breve, saranno gli unici a poter garantire un minimo di risparmio.

Per saperne di più sui nuovi limiti dei pagamenti in contanti, consigliamo anche il video YouTube di Angelo D'Arnese invesimenti dal titolo: "Pagamento in contanti 2021: novità e sanzioni".

Conto corrente: aumento commissioni prelievi bancomat

Differenti studi, effettuati sia da associazioni di consumatori che da indagini direttamente condotte da ABI e Bankitalia, hanno mostrato che le spese sul conto corrente stanno aumentando sempre di più. A pagarne le conseguenze ovviamente sono sempre i clienti, ma nell'ultimo periodo quello che sta accadendo con gli sportelli bancomat e le commissioni di prelievo è un fatto senza precedenti.

Il maggiore rincaro è stato messo in atto proprio dalle stesse banche digitali, come spiega anche Osservatorio Finanziario:

"Per i prelievi da ATM di altri istituti, ad esempio, si segnala un +9,72%, con una spesa media che passa da 1,44 a 1,58 euro."

Per chi preleva con un bancomat collegato al proprio conto corrente, per chi invece utilizza la carta di credito, la commissione di anticipo contante è ancora più elevata e spesso si paga anche quando il prelievo viene effettuato presso uno sportello della propria banca.

La commissione nel caso delle carte di credito, anche se associate ad un conto corrente, è tra il 3 ed il 4%, mentre aumenta costantemente anche il canone annuale degli stessi strumenti di pagamento che può arrivare anche fino a 50 euro. Ora si aggiunge anche la decisione di Bancomat Spa, di eliminare la commissione interbancaria per i prelievi, ma di lasciare decidere agli istituti quanto applicare di costo aggiuntivo per prelievo bancomat per chi non è cliente.

Un costo che si potrà in pratica scoprire soltanto quando effettivamente ci si reca allo sportello, e che potrebbe nascondere amare sorprese per i consumatori.

L'allarme era stato già lanciato a gennaio, quando si era dovuta attivare anche l'Antitrust per verificare effettivamente se, e quanto, questo possa pesare o meno sui clienti e violare le regole sulla concorrenza.

"Le nuove regole di circuito comunicate da Bancomat S.p.A. potrebbero configurare un’intesa restrittiva della concorrenza, in possibile violazione dell’articolo 101 del TFUE".

Nel frattempo però, la possibilità che un titolare di conto corrente non trovi lo sportello della propria banca per ritirare i contanti o effettuare operazioni, e si trovi costretto a ritirare presso un altro bancomat, si fa sempre più concreta. Aumentando così anche le possibilità di dover spendere di più, in mancanza di alternative.

Conto corrente: quali altre spese aumentano

In aggiunta alle novità sui bancomat e sulle commissioni di prelievo contante, arrivano anche le analisi dei costi del conto corrente. Solo da maggio 2020 al 2021, sono aumentate su quasi tutti i servizi. A partire dallo stesso canone che in alcuni casi è arrivato a costare quasi il 10% in più rispetto allo scorso anno.

Ma quello che è aumentato di più è il costo per i bonifici, quasi il 15% in più, compresi quelli effettuati a favore di un conto corrente della stessa banca.

Tra gli istituti che hanno già applicato le maggiorazioni ci sono Unicredit, BPM e Credem che hanno ritoccato le spese anche per i conti correnti base, mentre le banche che operano solo online hanno principalmente aumentato i costi per i prelievi di contante e quelle per il canone della carta di debito, bancomat o carta di credito.

E continuano le comunicazioni di aumenti delle banche ai clienti con la "proposta di modifica del contratto unilaterale", un documento di riepilogo, che spesso cela maggiorazioni sui servizi e che il correntista è quasi obbligato ad accettare.

Infatti tali nuove condizioni compresi gli aumenti possono essere oggetto di contestazione da parte del cliente ma solo entro due mesi. Se non lo fa, le nuove condizioni diventano automaticamente operative, e se non accetta dovrà trovarsi comunque un'altra banca presso la quale trasferire il conto corrente in tempi brevi, e questo non sempre è semplice.

Gli aumenti dei costi e delle spese per i servizi di conto corrente sono giustificati dalle banche, soprattutto in questo momento, da diversi fattori. Da una parte chi risparmia e accumula soldi fermi sul conto, liquidità che in Italia è rapidamente aumentata a tempo record del 9% in un anno. Depositi che a causa dei tassi imposti dalla BCE alle banche non solo non fruttano nulla, ma costano.

Dall'altra il numero sempre più crescente di NPL non performing loans o crediti deteriorati che le banche cercano di svendere per liberarsi dai clienti che non riescono più a pagare i finanziamenti e le rate dei mutui. Sempre grazie alle nuove stringenti regole europee dell'EBA, aumentano e continueranno ad aumentare, visto che ora basterà una minima cifra di scoperto per rischiare di essere segnalati.

Tutto questo si traduce in aumento dei costi di tutti i servizi di base, delle spese di tenuta conto e delle commissioni di prelievo bancomat. Perchè le banche in qualche modo, devono cercare di recuperare.

Conto corrente: quale scegliere per risparmiare

In questo scenario, a dir poco caotico, nel quale il consumatore spesso non sa a chi rivolgersi e si ritrova aumenti su aumenti all'improvviso senza poter fare nulla, la domanda è ovvia: quale conto corrente scegliere per risparmiare? Conviene cambiare banca? Passare ad un conto completamente online? Cerchiamo di capire come fare.

Premettendo che non esiste una vera e propria regola generale e valida per tutti, perchè ogni situazione finanziaria è differente e personale, ma in linea di massima bisogna dire che il conto corrente online con funzionalità esclusivamente su internet è in generale quello più conveniente.

Questo ovviamente perchè l'istituto bancario può permettersi di offrire sconti, visto che non deve affrontare gli stessi costi tipici di quelli che invece hanno filiali fisiche con dipendenti, consulenti e tutta una serie di altre spese da sostenere.

Per trovare l'offerta più conveniente bisogna prima individuare la categoria nella quale si rientra. Cioè famiglia, giovani, pensionati, o anche in base alle operazioni che normalmente si effettuano.

Ad esempio se si ha necessità o meno di avere la carta di credito, di fare molti bonifici mensili, o di dover appoggiare addebiti di servizi o rate di mutui e prestiti. Altra cosa da valutare è la capacità o meno di poter garantire costantemente la disponibilità per tutte le spese in addebito, per esempio quando si ha la certezza di avere un'entrata fissa da poter accreditare sul conto corrente. Altrimenti si può considerare di richiedere contestualmente anche l'apertura di un fido bancario.

Tutto questo differenzia i costi di un conto in maniera evidente. Infatti conoscere il proprio profilo è indispensabile per scegliere l'offerta giusta. Proprio perchè le spese variano in base al pacchetto di servizi offerto. Un altro consiglio, adatto al momento attuale, è quello di scegliere un conto corrente che offra i prelievi gratuiti su tutte le banche, un canone di base ridotto e che comprenda nel prezzo almeno un tot di operazioni mensili.

Altro consiglio importante, per evitare maggiorazioni, è quello di non lasciare troppi soldi sul conto corrente.

Evitare i depositi inattivi, e se proprio non si vuole investire, meglio che la cifra della giacenza media resti sempre minore di 5.000 euro. Questo almeno può evitare di dover pagare l'imposta di bollo che ammonta a 34,20