E' possibile cointestare un conto corrente con una badante? Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione è possibile farlo. Con buona pace dei figli e degli eredi. L'ordinanza n. 15966 del 2020 della suprema corte ha preso in considerazione una delle situazioni che si stanno venendo a creare con più frequenza negli ultimi anni e di fatto ha rivoluzionato tutte le certezze che avevamo fino ad oggi.

I giudici hanno preso in considerazione un caso specifico, ma andando a ben guardare è una situzione molto difusa. Oggi giorno è normale che una badante assista un anziano. Spesso e volentieri tra queste persone si instaura un rapporto di confidenza e di affetto: può capitare che l'anziano di turno lasci la massima libertà alla propria badante nel fare i prelievi sul conto corrente. Ovviamente i possibili eredi non sono molto felici di questa situazione, che di fatto vorrebbero agire in modo da tutelare gli interessi del diretto interessato ed i propri.

Cointestare il conto corrente alla badante!

La domanda che tutti i figli e gli eredi in genere si pongono è se ci si possa opporre alla decisione di cointestare il conto corrente con la badante. Il problema è che nalla maggior parte dei casi, gli eredi vengono a conoscenza dell'inserimento della badante tra gli intestatari del conto corrente solo nel momento in cui l'anziano è deceduto.

Nel momento in cui gli eredi scoprono che la badante ha effettuato dei prelievi dal conto corrente hanno la possibilità di richiedere la restituzione di quel denaro nel momento in cui si apre la successione. Dovranno, però, riuscire a dimostrare che il conto corrente dal quale la badante ha prelevato il denaro era intestato esclusivamente alla persona che è mancata. Nel caso in cui non si riesca a produrre una prova certa, il denaro depositato in un conto corrente cointestato viene inteso come al 50% di proprietà della badante. E' evidente, a questo punto, che gli eredi si vedono immediatamente defalcare la metà di quanto è rimasto in giacenza. Per la legge siamo davanti ad un vero e proprio caso di presunzione legale, salvo che non si presentino delle prove che dimostrino il contrario.

Che cosa si intende per conto corrente cointestato!

Ma perché la badante avrebbe diritto al 50% di quanto presente sul conto corrente se lo stesso è cointestato a lei? Nel momento in cui ci si riferisce ad un conto corrente cointestato si ha in mente un particolare rapporto bancario, nel quale i titolari siano due o più persone. Questi soggetti possono operare indistintamente sul conto: hanno la possibilità di prelevare con il bancomat o allo sportello bancario, pososno effettuare dei pagamenti, versare assegni o contanti. Possono inoltre staccare degli assegni dal conto corrente, gestire i titoli. Generalmente questo tipo di conto corrente sono a firma disgiunta: ogni singolo titolare ha la possibilità di eseguire tutte le attività appena elencate, senza che l'altro titolare dia il consenso. Quest'ultimo ne verrà a conoscenza solo dopo il compimento, nel momento in cui riceve l'estratto conto. Al contrario il conto corrente a firma congiunta è invece quel tipo di rapporto bancario che, per alcuni tipi di operazioni, richiede la presenza e la firma di entrambi i correntisti.

Per questo tipo di conto corrente la giurisprudenza ritiene che i due titolati siano comproprietari delle giacenze in parti uguali. Se i cointestatari sono due, si presuppone che ognuno di questi sia titolare del 50% del denaro depositato in banca. Salvo diverso accordo tra le parti.

Conto corrente: la responsabilità della banca!

Il rapporto di contitolarità - in un conto corrente cointestato - del denaro vale esclusivamente tra le parti, cioé tra i titolari del conto, ma non coinvolge la banca. Questo significa che uno dei due titolarti potrà andare a ritirare il denaro a sua discrezione, senza che la banca abbia la facoltà o possibilità di fermarlo. L’istituto di credito, in buona sostanza, non può porre un limite alle operazioni realizzate da un solo soggetto senza l’autorizzazione dell’altro, a meno che non sia presente la condizione a firma congiunta.

Il discorso sulla contitolarità per quote uguali del conto si pone solo nell’ambito dei rapporti tra le parti e non con la banca che, invece, resta estranea da tutto ciò.