I titolari di un conto corrente dovranno prestare molta attenzione ai propri rapporti con la banca, il minimo errore e si rischia la galera. Dal 1° gennaio 2021 sono entrate in vigore le nuove regole con le quali vengono classificati i debitori in default: in altre parole sono state introdurre alcune norme più severe, che potrebbero avere delle pesanti conseguente anche sui clienti privati.

In estrema sintesi il nostro paese ha provveduto a recepire la nuova normativa europea: da quest'anno sarà più facile finire in default. A stare attenti dovranno essere aziende e privati, che rischiano di andare in rosso anche per il semplice fatto che hanno addebitato sul conto corrente una banale bolletta dell'elettricità e si possono trovare in un mare di guai.

Conto corrente: a cosa prestare attenzione!

Grandi aziende e piccoli risparmiatorri sono accomunati: non importa che si abbiano grandi giri di affari o pochi spiccioli. E' necessario prestare attenzione al proprio conto corrente e verificare regolarmente quale sia la liquidità che abbiamo a disposizione. Sarà sufficiente andare in rosso di qualche centinaia di euro perché la banca sia autorizzata a segnalare il nostro nomintivo alla centrale allarmi bancaria. Questa è una situazione che accomuna quanti siano in possesso di un conto corrente: sarà più facile finire in default. Questo repentino cambio di passo è stato determinato dal recepimento, da parte dell'Italia, di una normativa dell'Unione europea. Ma in sintesi, chi dovesse andare in rosso con il conto corrente cosa rischia?

La conseguenza è molto semplice, ma con risvolti molto complicati. Se il conto corrente dovesse andare in rosso si rischia di diventare morosi: un problema non da poco, se si considera il fatto che grazie alle nuove regole non sarà più consentito l'addebito automatico delle bollette su un conto corrente scoperto. In altre parole si rischia che oltre a ritrovarsi un debito con la banca lo si contragga anche con la compagnia del gas o con quella della luce, che hanno emesso la bolletta di turno e per la quale non c'erano fondi per il pagamento. Ma non solo: nel caso in cui si sia un'azienda, il rischio è quello che il pagamento degli stipendi rimanga bloccato. Nel caso in cui il conto corrente venisse segnalato, non sarebbe più possibile riscuotere in automatico i crediti arretrati.

Conto corrente in rosso: cosa si rischia!

Da inizio anno come sono cambiati i nostri rapporti con la banca? E' necessario ricorda che fino al 31 dicembre 2021, perché si andasse in default con la banca era necessario che si verificassero sue condizioni:

  • l'istituto di credito ritiene che sia improbabile il recupero del credito senza l'escussione delle garanzie;
  • il cliente debitore ha un'insolvenza in essere da più di 90 giorni. Le esposizioni devono superare determinate soglie temporali.

Dal primo gennaio di quest'anno cambiano un po' le regole del gioco. Nel momento in cui un cliente dovesse avere il conto corrente in rosso rischia di più e finisce in default automaticamente. Anche solo per avere un debito di un importo modesto. Questi sono i casi che si possono far andare in crisi:

  • avere un debito superiore a 100 euro, nel caso in cui si sia una persona fisica od una piccola o media azienda, nel caso in cui abbiano un esposizione nei confronti della banca inferiore ad un milione di euro. La quota allarme del debito può salire a 500 euro, nel caso in cui l'azienda abbia un’esposizione di oltre 1 milione di euro;
  • superiore all’1% del totale delle esposizioni dell’impresa verso la banca.

Ovviamente pare abbastanza scontato che una banca prima di mettere un proprio cliente in situazione di default ci pensi due volte. Soprattutto cercherà di valutare se il problema sia risolvibile nell'arco di pochi giorni o se il credito non sia recuperabile per niente. Uno dei casi che possono capitare è quello di un privato che riceva in ritardo lo stipendio: se al 1° giorno del messe scattano tutti i pagamenti automatici, ma lo stipendio invece che arrivare il 31 (o 30) del mese precedente slitta al 2 o anche di una settimana, nel momento in cui partono i pagamenti potrebbe non avere la disponibilità necessaria sul conto corrente per far fronte ai pagamenti. Ma la banca potrà interpretare questo episodio come un bancale incidente di percorso, che verrà chiuso nel momento in cui arriva lo stipendio.

Conto corrente in rosso: è ancora possibile sconfinare!

Detto questo, benché la normativa sia partita il 1° gennaio 2021, questo non impedisce completamente di avere un conto corrente che possa andare in rosso. Nel momento in cui un cliente apre il proprio rapporto bnacario con l'istituto di credito, nulla vieta alle parti di sottoscrivere un accordo che permetta un certo sconfinamento, oltre alla liquidità che si ha a disposizione in quel momento sul conto corrente.

E' necessaro, però, sottollineare alcune crude realtà. Lo sconfinamento non un diritto di legge, ma un favore che la banca concede al cliente. Su questo favore, l'istituto di credito ha tutto il diritto di applicare delle commissioni e delle spese, nel momento in cui il ciente andrà in rosso. Questo significa che, benché l'Italia abbia recepito la normativa europea, la banca può continuare a consentire al proprio cliente di andare in rosso, senza necessariamente comunicarlo alla centrale rischi.