Il conto corrente cointestato viene spesso utilizzato nelle famiglie per la gestione delle spese comuni, ma anche in ambito societario o in casi di vincolo commerciale tra il contribuente e il terzo intestatario. 

Conto corrente cointestato: vantaggi e rischi

I vantaggi legati all'apertura di un conto corrente cointestato devono essere sempre soppesati con i potenziali rischi. A fronte di un risparmio economico, esiste il pericolo di subire maggiori accertamenti fiscali sul denaro che transita da quel conto corrente.

La giurisprudenza si è espressa in più occasioni stabilendo la legittimità di accertamenti bancari da parte del Fisco in diverse situazioni in cui esiste un vincolo familiare o commerciale tra le parti.

A questo proposito, la Corte di Cassazione ha infatti deciso che resta in capo al contribuente l'onere di dimostrare in modo analitico che le operazioni eseguite sul conto cointestato sono estranee a fatti imponibili (sentenza n. 6405/2021). 

Conto corrente cointestato: la nuova sentenza

Più recentemente la Suprema Cassazione ha affermato che è legittimo l'accertamento sul conto cointestato quando ci sono gravi indizi che confermano la disponibilità del conto da parte del contribuente, titolare di delega a operare.

La novità della pronuncia risiede nell'aver reso più restrittivi i parametri per far scattare l'accertamento: non basta più il legame stretto tra l’intestatario del conto e il contribuente indagato, ma devono risultare prove della riferibilità allo stesso delle operazioni sul conto cointestato (Ordinanza Cassazione n. 8000 del 22/3/2021).

Il caso in esame

La Commissione regionale ha pronunciato questa sentenza partendo dal caso di un contribuente che ha impugnato un avviso di accertamento denunciando la violazione dell’articolo 32 del Dpr n. 600/1973 sia per mancata attivazione del contraddittorio e per l'imputazione di movimenti riferiti a conti intestati a terzi senza alcuna prova di intestazione fittizia.

Gli Ermellini hanno respinto il riscorso spiegando che, in tema di accertamento delle imposte, è legittimo l’accertamento bancario al contribuente che ha la delega a operare sui conti correnti intestati alla moglie e nei quali confluiscono dei versamenti sospetti.

Conto corrente cointestato nel mirino degli Ermellini

Solo qualche mese fa, la Commissione tributaria provinciale di Perugia aveva già creato scompigli tra i possessori di conti cointestati, stabilendo che la detrazione Irpef per i versamenti alla previdenza complementare spetti solo al 50% quando il pagamento parte da un conto corrente cointestato.

Alla base della decisione il fatto che il contribuente non abbia dimostrato la provenienza delle somme e pertanto la liquidità disponibile sul conto cointestato sia riconosciuta al 50% ai due intestatari. 

(Claudia Cervi)