Commissioni sempre più care per i titolari di un conto corrente? Parrebbe di sì, anche se a forza di gridare al lupo al lupo nessuno ci crede più. In questo caso ad andare sotto la lente di ingrandimento dei consumatori è il costo del prelievo del contante al bancomat. Lo scorso 13 gennaio 2021 sono scaduti i termini entro i quali era possibile presentare istanza di audizione davanti all'Agcom, ossia l'Autorità garante della concorrenza e del mercato per l'istruttoria che la stessa authority ha deciso di avviare per studiare ed analizzare nel dettaglio la proposta presentata dalla società Bancomat S.p.A., che ha manifestato l'intenzione di modificare il sistema di renumerazione del servizio che permette agli utenti di prelevare il contante al bancomat.

Conto corrente: una soluzione per spennare i clienti!

Tempo di grandi cambiamenti e nuove soluzioni per quanti siano titolari di un conto corrente. Allo stato attuale delle cose, la commissione interbancaria per ogni singolo prelievo è pari a 0,50 euro. Questa, in altre parole, è la cifra che paga la banca iusser, ossia quella che ha emesso il carta con cui è stato effettuato il prelievo, riconosce alla banca acquirer, che è quella proprietaria dell'Atm presso il quale è stato effettuato il prelievo. Altro discorso, invece, sono i costi per i clienti finali: la banca presso la quale il cliente ha in essere il conto corrente decide se applicargli o meno una commissione, nel momento in cui preleva da uno sportello Atm che non sia della propria banca. L'istituto in questione può decidere se applicare la commissione e quanto questa debba essere. Nel caso in cui l'Antitrust dovesse approvare il nuovo modello di renumerazione del servizio, le cose potrebbero cambiare drasticamente.

Bancomat S.p.A. ha proposto un nuovo modello di renumerazione che si andrà a ripercuotere immediatamente sul cliente finale. La società ritiene e propone che ogni banca proprietaria dell'Atm debba decidere in modo autonomo ed indipendente il costo che potrà applicare ai clienti delle altre banche, nel momento in cui stanno effettuando il prelievo. La decisione verrà stabilità unilateralmente e verrà comunicata al cliente solo e soltanto nel momento in cui sta effettuando il prelievo. Questo modello di applicazione delle commissioni verrà utilizzato anche nei piccoli comuni, dove c'è una sola banca ed il cliente non ha la possibilità di scegliere.

Attenzione allo scoperto!

Il costo dei prelievi al bancomat è solo una delle tante preoccupazione dei titolari di un conto corrente. A gennaio 2021 le banche si sono dovute adeguare al nuovo regolamento Eba. Tra  le novità più rilevanti c'è quella che coinvolge i clienti, il cui conto corrente va in rosso. Il titolare corre il rischio di essere segnalato dalla banca, nel caso in cui la sua esposizione diventi un non performing loan, ossia un credito deteriorato. Il problema è che per essere segnalati è sufficiente che ci sia uno sconfinamento che superi i 100 euro per un privato e 500 euro per un'azienda.

Questa è una norma molto importante, perché se il debitore dovesse essere in arretrato per più di 90 giorni per un'obbligazione rilevante è considerato in default. Ed è proprio sul termine di obbligazione rilevante che i titolari di un conto corrente incassano la sconfitta più clamorosa. Un'obbligazione rilevante è il pagamento di una fattura dell'importo pari o superiore a 100 euro: un costo che potrebbe corrispondere ad una bolletta dell'elettricità in una famiglia numerosa. Non trovarsi i fondi sul conto corrente per saldare una banale bolletta potrebbe mettere in seria difficoltà qualsiasi famiglie, nel momento in cui dovesse entrare nella centrale rischi.

Quando un conto corrente può andare in rosso!

La buona notizia, comunque, è che le nuove regole non vietano possibili sconfinamenti. Le banche, infatti, hanno la possibilità - nel pieno rispetto delle proprie politiche commerciali - di permettere ai propri clienti di andare oltre la disponibilità presente sul conto corrente. Ricordiamo, però, che la possibilità di sconfinare non è un diritto del cliente, ma una possibilità che concede la banca, per la quale può applicare delle commissioni. Gli istituti di credito potranno permettere ai propri clienti di utilizzare il proprio conto corrente per pagare utenze o stipendi, anche se questo può comportare uno sconfinamento. E'' una scelta discrezionale delle banche, che può essere valutata caso per caso.

E' necessario, comunque, conoscere il contratto che si ha stipulato con la banca e conoscere i costi degli eventuali sconfinamenti. In modo da conoscere in anticipo spese e commissioni che si dovranno pagare.