Tempi duri per i titolari di un conto corrente, che si ritroveranno dal giorno alla notte i soldi confiscati ed i risparmi completamente bloccati. Non sarà più possibile nascondere, tra le righe del nostro estratto conto, i proventi illeciti di una qualsiasi attività illegale o i guadagni provenienti dal lavoro in nero. Nel corso delle prime indagini le autorità avranno la facoltà di bloccare quelli che fino a quel punto sono ritenuti dei proventi ilelciti, in attesa di un provvedimento definitivo.

Il conto corrente cambia volto. Se da un lato gli istituti bancari stanno procedendo a chiudere i bancomat ed a trasformare il rapporto dei propri clienti con i risparmi ed il contante, dall'altro si affilano sempre di più le armi in possesso dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, che possono agire con maggiore rapidità nei confronti degli evasori fiscali e dei deliquenti finanziari.

La confisca del conto corrente!

Ebbene sì, può arrivare la confisca di tutti i soldi presenti sul conto corrente. A rischiarla sono quanti stiano cercando di nascndere dei fondi che siano derivati da un illecito: tra i reati presi di mira ci sono il riciclaggio e l'evasione fiscale. Una delle peggiori decisioni - oltre a quella di aver commesso il reato - è che una persona decida di nascondere i soldi provenienti da questa operazione versandoli sul conto corrente, nella speranza che nessuno se ne accorga, perché sono nascosti tra i normali movimenti bancari. Spiace dirlo, ma anche se la giustizia arriva in ritardo, può accorgersene dopo molto tempo rispetto a quando è stato commesso il reato. Quando inizia ad effettuare tutti gli accertamenti colpisce duramente ed arrriva a confiscare tutto il patrimonio del soggetto messo sotto indagine, non importa che siano soldi depositati sul conto corrente, valori mobiliari ed immobiliari. La confisca può arrivare anche prima che l'indagato venga dichiarato colpevole, cioé nel momento in cui è un semplice indiziato. Ma quando può arrivare la confisca del nostro denaro presente sul conto corrente?

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite (Art. 240 Cod. pen.) ha spiegato come si debbano comportare le autorità e le forze dell'ordine, ponendo le basi di quelle che, a tutti gli effetti, potrebbe essere ritenuta come una soluzione definitiva ed un preciso punto di rifermineto per il futuro. La confisca dei soldi di un indagato può essere applicata fino a coprire l'intero valore del profitto, che è stato conseguito grazie al reato. La confisca potrà avvenire anche se l'indagato provvederà a fornire le prove che i fondi presenti sul conto corrente abbiano una provenienza lecita. Questa decisione è stata presa in quanto i soldi sono un bene fungibile. Spieghiamo meglio: il fatto stesso che quanto depositato in banca derivi dai movimenti di deposito o prelievo non neutralizzano il fatto che quei soldi siano di provenienza illecita.

Ecco quando scatta la confisca!

I soldi presenti su un conto corrente possono essere confiscati nel momento in cui il profitto derivato da un qualsiasi reato può espresso in denaro. Ma soprattutto quando questo profitto può essere quantificato in un determinato importo. Nel momento in cui quella determinata somma di denaro dovesse essere rinvenuta in un qualsiasi conto corrente in Italia, anche se è passato molto tempo dal momento in cui si è commesso l'illecito, può essere confiscata e sottratta alla disponibilità del titolare del conto corrente. La confisca può essere diretta e non per equivalente: proprio su questa affermazioni si possono trovare molte implicazioni pratiche, che possono portare alla confisca dei soldi il prima possibile.

In questa sede è opportuno ricordare che la confisca costituisce una misura di sicurezza patrimoniale, che ha lo scopo di togliere al condannato la disponibilità delle risorse e dei mezzi per commettere il reato, ma anche dei risultati che ne costituiscono il prezzo, il profitto od il prodotto. Proviamo a fare un esempio: nel caso in cui ci si dovesse trovare davanti ad una truffa, i proventi del reato sarebbero i soldi carpiti alla vittima con l'inganno. Nel caso, invece, in cui si stesse parlando di usura, il provente del reato sarebbe l'ammontare delle somme versate dalle vittime per saldare gli interessi da usura. Questi esempi ci fanno capire immediatamente come avviene la confisca: non viene bloccato direttamente il denaro che proviene dal reato, ma il suo valore corrispondente.

Conto corrente: i squestro preventivo!

Nel nostro paese i procedimenti penali, come tutti ben sapranno, sono molto lunghi. Per questo motivo è prassi che il giudice disponga in anticipo il sequestro preventivo di beni o soldi, nei quali è consentita la confisca, in modo che l'indagato non disperda somme o beni che sono stati acquisiti tramite il reato. Nel momento in cui, dalle risultanze che emergono dalle indagini preliminare si dovessero prefigurare gravi indizi di colpevolezza, la confisca viene disposta direttamente dal giudice delle indagini preliminari (il Gip). A richiedere il sequestro dei beni può essere anche il pubblico ministero attraverso un decreto motivato, che comunque dovrà ottenere la convalida del Gip. L'indagato o l'imputato potranno impugnare questi provvedimenti giudiziari al tribunale del riesame ed ottenerne, se ne esistono i presupposti, l'annullamento e la restituzione delle somme sequestrate.

Nel momento in cui dovesse essere disposto il sequestro preventivo dei soldi presenti sul conto corrente, l'imputato potrebbe riuscire a dimostrare che le somme hanno una provenienza lecita. Su questo punto la Cassazione ha affermato quanto segue:

qualora il profitto derivante dal reato sia costituito da denaro, la confisca viene eseguita, in ragione della natura del bene, mediante l’ablazione del denaro comunque rinvenuto nel patrimonio del soggetto fino alla concorrenza del valore del profitto medesimo e deve essere qualificata come confisca diretta e non per equivalente.