Nell’ultimo periodo il conto corrente si ritrova al centro del pressing dell’Agenzia delle Entrate. Sebbene i soldi presenti sul tuo conto appartengono solamente a te, resta da confrontarti con una poco piacevole verità - con il tuo denaro non puoi fare tutto ciò che vuoi - se sono presenti delle specifiche circostanze. Ecco, perché delle semplici azioni bancarie o finanziarie compiute in buona fede possono essere intraviste dal Fisco come movimenti fraudolenti. Tanto da far azionare la macchina accusatrice dell’ufficio delle imposte. Sapere di poter defilare un accertamento fiscale non è cosa di poco conto, conoscere di meccanismi che fanno ingranare l’Agenzia delle Entrate in direzione degli accertamenti potrebbe esserti utile al fine di evitarti la battaglia sulla contestazione dell’atto impositivo.

Sappiamo che il Fisco non riposa mai ed è sempre alla ricerca del movimento sospetto pronto a far scattare controlli e sanzioni. I conti correnti postali o bancari sono super visionati dall’Agenzia delle Entrate a cui potrebbe sfuggire (forse) poco, molto o nulla. Una cosa è certa diventa sempre più arduo filarsela ai controlli.

Sommariamente, tutto ci riporta a due movimenti sul conto corrente che mettono fortemente in agitazione l’amministrazione finanziaria. Parliamo delle possibili grane prodotte dalla liquidità presente sul conto corrente. Se l’Agenzia delle Entrate intravede delle sfumature che non collimano con la dichiarazione dei redditi lancia l’accertamento fiscale. In linea generale, si presume che, il denaro presente sul tuo conto corrente è prodotto dall’entrate lavorative e le discordanze sono frutto d'introiti in nero.

Il Fisco non si appresta a domandare al contribuente come ha guadagnato la somma di denaro oggetto della contestazione, ma parte spedito con la notifica dell’avviso di accertamento. Al contribuente spetta l’onere della prova, ossia giustificare il movimento di denaro con un documento riconducibile a una data certa.D’altra parte, viene messo in discussione anche lo stile di vita che dovrebbe abbracciare le entrate. Nello stesso tempo, a infilare il dito nella piaga anche i social network che aiutano il Fisco a scovare i furbetti.

Una breve guida sui 3 principali movimenti che allarmano l’Agenzia delle Entrate. Ti spiegheremo, cosa non dovresti assolutamente fare con i soldi sul conto corrente e come potrebbe beccarti il Fisco.

Conto corrente: l’Agenzia delle Entrate lancia l’amo a colpo sicuro

L’Agenzia delle Entrate non solo conosce ogni tuo conto corrente, ma sa esattamente quali rapporti bancari o finanziari sono in essere. Ciò significa, semplicemente che non conosce solo i movimenti di prelievi e versamenti, ossia entrata e uscita delle transazioni che passano sul conto, ma anche dei saldi fino agli estratti conti. Non solo. Al Fisco non sfugge la presenza di libretti di risparmio, titoli, cassette di sicurezza e così via. Tutti questi dati sono presenti nell’Anagrafe dei conti correnti, da cui il Fisco attinge le informazioni necessarie per scovare i furbetti.

Il Fisco colpisce solo i grandi evasori? A dire il vero, non sono solo i grossi flussi di movimentazione di denaro che fanno scattare i controlli fiscali. L’ufficio delle imposte potrebbe attivarsi anche su piccole somme. Spesso dai movimenti di poco conto arrivano le mazzate inaspettate del Fisco.

Il conto corrente resta lo strumento ideale per individuare gli evasori e tassarli. Cosa significa? Sei un lavoratore autonomo, artigiano, pensionato, dipendente, imprenditore ma anche disoccupato, fai attenzione a quanto denaro versi sul conto corrente. Sappi che, quando si tratta di soldi la prima regola dell’Agenzia delle Entrate resta quella di tassare tutto.

In sostanza, i controlli fiscali non riguardano solo una ristretta categoria di contribuenti, ma sono diretti a tutti. Possedere un reddito da lavoratore dipendente con una busta paga non esula dal riparo dei controlli sul conto corrente del Fisco. L’ufficio delle imposte si attiva sulla presunzione di un movimento illecito sul conto corrente. A nulla serve sapere all’amministrazione finanziaria che possiedi uno stipendio regolare, anzi è possibile che le sorprese amare giungano proprio per la troppa tranquillità di pensare di non rischiare nulla. Essendo un dipendente con la busta paga accreditata.

A tal proposito, è opportuno prestare attenzione ai movimenti sul conto corrente che non rientrano nella dichiarazione dei redditi, transazioni di entrata e uscita che potrebbero agitare l’amo del Fisco.

Conto corrente: occhio ai bonifici, alcuni potrebbero insospettire il Fisco

L’amministrazione finanziaria sui controlli sui movimenti sul conto corrente segue un principio molto semplice, quale:

ogni transazione di denaro contante riferita alle entrate sul conto corrente, che sia versamento o bonifico può essere perseguita dal Fisco come denaro in nero.

Ciò significa che l’Agenzia delle Entrate avvia un accertamento sulla base della presunzione d'introiti in nero, non dichiarati sino a prova contraria esibita dal contribuente. In altre parole, il contribuente deve dimostrare con prova da dove proviene il denaro oggetto della contestazione. Nel caso in cui il contribuente non riesce a giustificare il movimento “sospetto”, l’ufficio delle imposte tassa tutto come soldi in nero.

Quando il bonifico rientra nell’accertamento fiscale? Il versamento a mezzo bonifico rientra tra gli strumenti tracciabili, soprattutto perché ogni bonifico viene motivato, quindi connessa alla transazione del denaro viene applicata la motivazione che giustifica il movimento. Tuttavia, anche il versamento per bonifico operato da terzi potrebbe rientrare nei movimenti sospetti al Fisco.

Hai ricevuto un bonifico imprevisto? La fortuna ti ha baciato? Quando hai finito di saltare dalla gioia, sappi che hai due possibili opzioni, quali:

  • inserire nella dichiarazione dei redditi la somma di denaro accreditata sul conto a mezzo bonifico;
  • giustificare il movimento di denaro esente, non tassabile, ritenuta alla fonte regolamentato dall’articolo 23 del D.P.R. n.600 del 1973.

Con un giroconto verso i soldi sul conto corrente di mia moglie, così mi salvo dal Fisco?

Questa è (forse) la domanda più frequente fatta dai lettori. Preme conoscere se il giroconto finisce per allertare l’amministrazione finanziaria.

La Corte di Cassazione in più sentenze ha spiegato che rientra tra i poteri conferiti all’amministrazione finanziaria quello di scovare ogni forma possibile di soldi in nero. Ecco, perché, sono molte le storie di cronaca in cui il Fisco ha sanzionato con multe salatissime i conti correnti del coniuge, spesso indicato nella figura della moglie o parenti vari. L’intestazione fittizia di un conto corrente rientra a pieno regime nell’evasione fiscale. All’Agenzia delle Entrate basta eseguire un controllo incrociato su redditi e tenere di vita per collegare il malloppo in nero ai parenti. In alcuni casi, anche a soggetti appartenenti alla cerchia ristretta di “amici”.

In più occasioni la giurisprudenza ha trattato questioni d'intestazioni fittizie del conto corrente, istituite al solo fine di non pagare le tasse, come ad esempio: IRES, IVA, IRPE e così via.

La Cassazione nella sentenza n. 18109 del 2021, ha spiegato che l’amministrazione finanziaria può operare gli accertamenti sui redditi prodotti da denaro in nero. Né consegue, che il Fisco legittimamente può avviare un accertamento fiscale sul conto corrente di soggetti diversi, tra cui coniuge, genitori e così via.

Quanto denaro posso prelevare dal conto corrente per essere al sicuro dal Fisco?

I movimenti di prelievi non interessano molto il Fisco. La sua attenzione cade sui movimenti di versamenti in denaro contante e bonifici. Su cui può accanirsi partendo con la presunzione di denaro in nero, sino a prova contraria.

In ogni caso, va detto che la banca è tenuta a rispettare le norme antiriciclaggio, per cui deve comunicare alla Unità d'Informazione Finanziaria (UIF), i prelievi che superano la soglia massima di 10mila euro mensili, anche riconducibile a più movimenti di prelievi. La UIF valuta i movimenti del contribuente e in presenza di gravi violazioni allerta la Procura della Repubblica che avvia le indagini del caso.

Come si legge da Leggepertutti, il contribuente rischia un accertamento fiscale sui versamenti di denaro contante o bonifici eseguiti da terze persone. Mentre, gli imprenditori possono dover fare i conti con un accertamento in seguito a un movimento di prelievo operato sul conto corrente, il cui importi risulti maggiore di mille euro su base giornaliera o, anche nel caso in cui superi la soglia dei 5 mila prelievi mensili.

Accertamento fiscale conto corrente: come difendersi dal Fisco?

Il contribuente a cui viene notificato un atto di accertamento fiscale riconducibile a un movimento sul conto corrente può avviare un ricorso dinanzi al giudice e giustificare la transazione con prova. In particolare, può opporsi al Fisco eccependo varie circostanze, tra cui:

  • il movimento di denaro oggetto dell’accertamento fiscale è riconducibile a denaro esente, come ad esempio donazione, vendita beni usati, risarcimento danni e così via;
  • il movimento di denaro oggetto dell’accertamento fiscale è riconducibile ad esempio a vincite al gioco, quindi già tassato alla fonte.

Occorre, sottolineare che al contribuente spetta l’onere della prova, non è ammessa la giustifica attraverso una testimonianza, ma bisogna esibire al Fisco una prova scritta riconducibile a una data certa, come può essere un atto registrato presso l’ufficio delle imposte, una certificazione rilasciata da un pubblico ufficiale e così via.

Se ho del denaro in casa e non posso giustificarlo al Fisco con prova certa, che faccio?

Non è escluso che tu abbia del denaro in casa lasciato, ad esempio da tuo nonno. In buona fede se lo porti in banca potresti doverlo giustificare, anche se non è prodotto da azioni illecite, non è escluso che il Fisco applichi delle sanzioni tassando il denaro. Per evitare rischi inutili, potresti utilizzare il denaro contante per le spese giornaliere.

Ovviamente, se col denaro acquisti una casa o un bene di lusso è facile che scatti il Redditometro e l’ufficio delle imposte ti chieda spiegazioni.