Il 2021 potrà essere ricordato anche come l'anno del conto corrente. Infatti dal 1° gennaio con l'entrata in vigore della direttiva EBA, non è più consentito andare in rosso sul conto corrente; dal 1° luglio stop ai prelievi con bancomat. E tra queste due date? Diverse voci di una possibile patrimoniale ma anche  in arrivo una stangata che colpirà tutti i correntisti per via sia dell'aumento dei costi che ormai tutte le banche stanno applicando che l'aumento delle commissioni di prelievo. Complici il costo del denaro negativo, le elevate giacenze di denaro sui conti correnti non investiti, la riduzione dei margini delle banche. 

Blocco conto corrente se si va in rosso

Andare in rosso! Tipica espressione che si usa quando sul conto corrente non ci sono più fondi per pagare. Fino a qualche tempo fa, le banche applicavano tassi di interessi elevati per i loro correntisti che andavano in rosso. Le cose cambiano se la banca concede sul conto corrente un fido.

Cosa cambia dal 1° gennaio 2021? Le nuove regole EBA per i pagamenti degli addebiti automatici, sanciscono che se non ci sono disponibilità sufficienti a pagare, il conto corrente non potrà più andare in rosso, e la banca respingerà i RID. Non avere soldi sul conto corrente per pagare le bollette, oltre al rischio di vedersi tagliare la luce o il gas, potrebbe significare diventare un soggetto in default. La mancanza di fondi sul conto corrente costringerà la banca a rigettare i pagamenti delle utenze come luce, acqua, gas, o i RID attivati per il pagamento delle imposte come la Tari, ma anche i pagamenti degli stipendi.

Da un lato nel rispetto delle scadenze concordate onde evitare di accumulare pagamenti arretrati; dall'altro bisognerà verificare meglio le entrate e le spese mensili e, altro fronte, controllare con attenzione il conto e le spese anche con carte di credito e bancomat.

Stop ai soldi sul conto corrente

Meglio tenere i soldi sotto il mattone! Oggi più che mai potrebbe essere una delle scelte che i correntisti adotteranno per il fatto che le banche stanno decidendo di tassare si soldi "parcheggiati" sul conto corrente. In questi ultimi mesi, le giacenze sui conti correnti degli italiani sono aumentate, per diversi fattori tra cui il taglio dei consumi, oppure la sospensione dei pagamenti delle rate del mutuo.

In realtà è aumentata la propensione a non spendere e a tenere "parcheggiata" la liquidità sul conto corrente o sui depositi a risparmio. Molte banche si sono trovate quindi ingenti masse di denaro da remunerare seppure con tassi prossimi allo zero, ma rimettendoci. Perchè? Se la banca remunera anche di uno 0,1% le giacenze di denaro dei propri correntisti, e nello stesso tempo dovesse decidere di depositare la liquidità in eccesso presso la Bce, avrebbe un tasso del -0,50%. In altre parole la banca ci starebbe rimettendo i soldi. Ma la banca non può perdere denaro. Ed ecco l'invito ai propri clienti in queste settimane, da parte di diverse banche ad investire la liquidità.

Come nel caso di Fineco Banca che ha deciso di chiudere i conti correnti con giacenze di oltre 100.000 euro senza alcuni tipo di investimento nei prodotti offerti dalla banca. 

Invece Unicredit sta comunicando l'aumento del costo del conto corrente da 3 a 4 euro, con un incremento del +33%, oltre a prevedere per la prima volta l'applicazione di costi sugli strumenti di investimento. 

Conto Corrente: cosa cambia dal 1 luglio

I costi fissi delle banche iniziano a farsi sentire. Diverse banche nate on-line, e che hanno fatto dell'azzeramento dei costi la loro bandiera, oggi si trovano a rivedere i margini e quindi ad applicare costi ad esempio sulla tenuta del conto corrente, oppure sulle operazioni di prelievo allo sportello.

Webank ha ad esempio ha introdotto il canone di conto corrente sia per i nuovi correntisti che quelli che hanno già un conto corrente presso la bana.

Invece ING, la banca con la zucca arancione ha deciso di chiudere dal 1 luglio i suoi sportelli bancomat. Infatti ING, nel documento inviato ai suoi clienti ha comunicato che la banca privilegerà le modalità di interazione online e a distanza per la gestione autonoma del proprio denaro.

Per questo ING ha deciso di procedere con una riorganizzazione delle filiali. Il 30 giugno 2021 sarà l’ultimo giorno in cui le filiali di ING funzioneranno secondo l’attuale operatività. In pratica i punti ING non saranno più filiali in cui effettuare operazioni su conto corrente, come il prelievo con bancomat, ma saranno dei veri punti si servizio a valore aggiunto. Il correntista ING potrà comunque continuare a prelevare presso altri sportelli ATM alle condizioni economiche previste dal proprio contratto. Invece in caso di necessità di versare un assegno, si dovrà inviare un'assicurata tramite posta (preferibilmente assicurata) a ING – Casella Postale 10632 – 20159 Milano, con evidente aggravio di costi. 

Conto Corrente: prelevare diventa più costoso

La società che gestisce il circuito dei bancomat (per prelievi e pagamenti) è la Bancomat SpA. Ad ottobre 2020 aveva dato un doppio annuncio. Azzerare le commissioni per tutte le operazioni fino a cinque euro, utilizzando bancomat o carte di credito, ma nello stesso tempo ha anche dichiarato di voler rivedere il modello di commissioni applicate alle operazioni di prelievo. 

Il nuovo modello che Bancomat ha proposto, invece, è di ribaltare il costo direttamente sui consumatori. In particolare su coloro che prelevano contanti dagli ATM di una banca diversa da quella di cui sono clienti. 

Ma quanto sarebbe la nuova commissione? Non si conosce. L'idea è quella di renderla nota prima dell’autorizzazione all’operazione di prelievo. Quindi non è dato sapere se non recandosi allo sportello ATM per prelevare. Il correntista non avrebbe idea di quanto costerebbe prelevare se non nel momento in cui decide di prelevare. In questo modo potrà andare avanti con il prelievo o fermarsi. Ma questo implica un disservizio al correntista oltre ad una criticità sulla competizione tra banche. Cosa accade se in un piccolo centro abitato c'è uno solo sportello bancario e un turista deve prelevare? Sarà costretto ad usare quello sportello ATM senza possibilità di confronto. Su questo l'Antitrust sta facendo le sue riflessioni.

Diventa quindi meno costoso utilizzare gli strumenti di pagamento elettronici e digitali per pagare le proprie spese, evitando così l contante.

Conto corrente: soldi pignorabili dal 1° giugno

Scade il 31 maggio il termine della sospensione del pignoramento presso terzi eseguiti su conto corrente, sullo stipendio. Il decreto Sostegni (Dl n. 41/2021) conteneva il differimento della sospensione dei pignoramenti presso terzi eseguiti su conto corrente, sullo stipendio e così via sino alla data del 30 aprile, prorogata fino al 31 maggio. Non è detto che il governo dia un'altra proroga. In assenza, dal 1 giugno 2021 l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha il diritto di pignorare i soldi sul conto corrente. Si ricorda che non tutta la somma può essere pignorata, ma solo quella parte che eccede la somma pari a 3 volte l'assegno sociale. Inoltre, in caso di conto corrente cointestato, il pignoramento può avvenire solo su metà delle somme. Per approfondimento si legga qui.

Avverso al pignoramento, si può ricorrere come affermato dalla Corte di Cassazione in una sentenza n. 15436 del 21 luglio 2020.