Da oltre un anno a questa parte, è aumentata ulteriormente la liquidità che gli italiani hanno accantonato sui loro conto correnti.

Conto corrente: aumenta sempre più la liquidità parcheggiata

Complice la crisi innescata dalla pandemia da Covid-19, i risparmiatori sono diventati ancora più prudenti e hanno preferite mantenere fermi i loro soldi, in un contesto in cui gli investimenti a basso rischio non fruttano praticamente nulla.

Anche il conto corrente non offre alcuna remunerazione, anzi può trasformarsi in un costo aggiuntivo per il cliente che ha una liquidità superiore ad una certa soglia.

Conto corrente e il balzello dei tassi negativi

La BCE ormai dal 2014 ha portato in negativo i tassi di interesse e quindi le banche che depositano la loro liquidità presso l'Eurotower, ora pagano lo 0,5%.

Per gli istituti di credito oggi è diventata un costo la liquidità dei clienti, tanto che alcuni di essi hanno deciso di trasferire questo balzello direttamente ai titolari di conto corrente che tengono ferme somme di denaro oltre una certa soglia.

Al momento questa commissione riguardante quasi esclusivamente la clientela corporate, ossia le imprese, ma non mancano anche i casi in cui ad essere colpiti sono i privati.

Conto corrente: i clienti di N26 pagano già dopo la soglia dei 50.000 €

Questi ultimi sono finiti nel mirino di N26, la banca tedesca che già dal 19 ottobre 2020 ha deciso di applicare una commissione per la tenuta del conto corrente in caso di saldo superiore a 50.000 euro.

Anche per i clienti privati è applicata una commissione pari allo 0,5% per anno, calcolata su base mensile esclusivamente sull'importo che supera la soglia di saldo di 50.000 euro e tenendo in considerazione solo i giorni in cui nel mese di riferimento questo limite è stato superato.

Conto corrente: Intesa Sanpaolo colpisce i clienti retail

Risale alle stesso periodo, anzi è anteriore di circa una ventina di giorni la decisione di Intesa Sanpaolo che dall'1 ottobre 2020 si è riversata la facoltà di far pagare per la liquidità ferma sul conto corrente oltre una certa soglia.

Nel caso di Intesa Sanpaolo ad essere colpita è solo la clientela corporate, per la quale è prevista una commissione dello 0,033% per ogni 100.000 euro di giacenza mensile.

In sostanza, al cliente viene addebitato un costo di 33 euro per ogni mese in cui la liquidità sul conto corrente è pari o superiore a multipli di 100.000 euro.

Conto corrente: come si muove Unicredit sui tassi negativi

Cattive notizie anche per i clienti di Unicredit, sempre con riferimento a quelli corporate, visto che per loro la commissione è dello 0,5% sulla media della liquidità giornaliera presente sul conto, con riferimento a giacenze superiori a 100.000 euro.

Conto corrente: nel mirino di Bper Banca i liberi professionisti

Bper Banca invece ha deciso di colpire solo una determinata clientela e si tratta in particolare dei liberi professionisti che utilizzano il conto corrente per la loro attività economica o professionale.

Per chi supera una giacenza di 100.000 euro come saldo medio trimestrale, fino a 1 milione di euro è applicata una commissione sulla liquidità rilevante di 100 euro, mentre oltre 1 milione di euro, il balzello sale a 125 euro.

Conto corrente: BNL, ecco chi rischia di pagare fino a 4.000€ annui

Diverse le regole previste da BNL che per la liquidità ferma sul conto corrente, per importi superiori a 1.000.000 di euro, addebita al cliente una commissione forfettaria di 1.000 euro a trimestre, per cui nella peggiore delle ipotesi si arriverà a sborsare fino a 4.000 euro nell'arco di 12 mesi.