Il percorso a step per la richiesta dei contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni bis passa per le istanze presentate per il precedente decreto Sostegni: se queste ultime risultano bloccate, non è possibile ottenere la nuova tranche di aiuti. Infatti, il meccanismo a step prevede quattro diversi contributi a fondo perduto (qui la guida) e una possibile integrazione.

Per i vecchi beneficiari la richiesta è automatica e non è necessario presentare una nuova istanza, mentre gli esclusi dagli altri contributi a fondo perduto (ovvero i nuovi beneficiari) devono presentare la domanda entro i termini previsti e sfruttando un nuovo meccanismo di calcolo. In altre parole, come spiega ItaliaOggi:

il diritto al medesimo importo ovvero alla integrazione scatta se viene dato il via libera alla prima richiesta.

Di conseguenza, i contributi a fondo perduto e i sostegni risultano bloccati: ecco come fare per sbloccare le istanze e ottenere il proprio credito di imposta.

Sostegni bloccati: cosa sta succedendo?

Il decreto Sostegni bis ha introdotto 15,4 miliardi di euro di dote per elargire nuovi contributi a fondo perduto per le imprese, i professionisti e le Partite Iva che soddisfano i requisiti richiesti per ottenere i sostegni. Una nota – non di poco conto – che non tutti conoscono, è il fatto che l’articolo 1 del decreto numero 73 del 2021 che disciplina i contributi a fondo perduto, prevede un meccanismo a step.

In altre parole, esistono tre tipologie di sostegni:

  • i contributi a fondo perduto “automatici”, che vengono erogati a tutti i beneficiari che hanno già ottenuto le somme dovute dal precedente decreto Sostegni;
  • i contributi a fondo perduto “alternativi”, ovvero destinati ai nuovi beneficiari, per i quali bisogna considerare nuovi parametri di calcolo. 
  • infine, ci sono dei contributi a fondo perduto definiti “reddituali”, ovvero basati sulla perdita di esercizio.

Alcuni di questi aiuti sono rimasti bloccati proprio a causa del meccanismo a step previsto dall’Agenzia delle Entrate e dal decreto numero 73 del 2021: vediamo cosa bisogna fare per ottenere i ristori.

Sostegni bis, contributi a fondo perduto “automatici”

I sostegni più semplici da richiedere sono i contributi a fondo perduto “automatici”, ovvero quelli destinati ai beneficiari degli aiuti inseriti nel precedente decreto Sostegni (decreto numero 41 del 2021). Questi ristori non vanno richiesti nuovamente, in quanto l’Agenzia delle Entrate disporrà le erogazioni della seconda tranche in automatico, dopo aver ottenuto la prima tranche di contributi a fondo perduto.

Tuttavia, il comma 2 del decreto legge numero 73 del 2021 afferma che in questa ipotesi, estremamente lineare, ricadono coloro ai quali il contributo è stato “riconosciuto” e cioè nel momento in cui l'Agenzia delle Entrate ha rilevato la correttezza dei dati e la spettanza del diritto alla relativa percezione. Conferma il comma 2:

Il nuovo contributo a fondo perduto di cui al comma 1 spetta nella misura del cento per cento del contributo già riconosciuto ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41,  ed  è corrisposto  dall'Agenzia  delle  entrate   mediante   accreditamento diretto sul conto corrente bancario o  postale  sul  quale  è  stato erogato il precedente contributo, ovvero è riconosciuto sotto  forma di credito d'imposta, qualora il richiedente  abbia  effettuato  tale scelta per il precedente contributo. 

In altre parole, come spiega ItaliaOggi:

laddove l'istanza sia stata scartata o risulti bloccata, l'automatismo previsto dal Sostegni bis non potrà in alcun caso scattare.

Contributi “automatici” bloccati: cosa fare?

Qualora i contributi a fondo perduto richiesti in ottemperanza al decreto Sostegni risultino bloccati, arriva in aiuto la risoluzione numero 65 del 2020 illustrata dall’Agenzia delle Entrate:

Qualora dall’esame dell’istanza dovesse emergere l’irregolarità della stessa, l’ufficio potrà procedere con l’effettuazione di ulteriori attività istruttorie volte ad accertare l’eventuale tentativo di truffa, con le conseguenti sanzioni amministrative e penali in capo al soggetto richiedente e all’eventuale intermediario che ha presentato l’istanza per suo conto.

Al contrario, prosegue la risoluzione:

Qualora dall’esame dell’istanza dovesse emergere la correttezza della stessa, l’Agenzia delle Entrate provvederà (…) ad effettuare il mandato di pagamento della quota parte del contributo a fondo perduto ancora spettante.

In ogni caso, per poter ottenere la nuova tranche di contributi a fondo perduto, sarà necessario comprendere i motivi dello scarto della domanda effettuata in precedenza, al fine di ottenere la prima tranche e dare il via libera alle pratiche per l’ottenimento della seconda tornata.

Sostegni bis, integrazione ai contributi a fondo perduto 

Un discorso analogo si può fare anche per coloro che hanno richiesto l’integrazione ai contributi a fondo perduto, in ottemperanza ai commi da 5 a 15 dell'articolo 1 del decreto legge numero 73 del 2021:

è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore di tutti i soggetti che svolgono attività d'impresa, arte o professione o che producono reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato. Il contributo di cui al presente comma è alternativo a quello di cui ai commi da 1 a 3.

È chiaro, quindi, che qualora l’istanza del primo contributo venga rifiutata:

  • non è possibile beneficiare del nuovo contributo a fondo perduto previsto dal decreto Sostegni bis;
  • non è possibile presentare l’istanza per richiedere il contributo integrativo, in quanto non si è beneficiato dei ristori precedenti previsti dal decreto Sostegni.

Ricordiamo che per i vecchi beneficiari, che hanno presentato la richiesta dei contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni, le percentuali utili al calcolo degli importi sono le seguenti:

  • 60% per soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100 mila euro;
  • 50% per soggetti con ricavi e compensi compresi tra 100 mila euro e fino a 400 mila euro;
  • 40% per soggetti con ricavi e compensi compresi tra 400 mila euro e fino a un milione di euro;
  • 30% per soggetti con ricavi e compensi compresi tra un milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
  • 20% per soggetti con ricavi e compensi compresi tra 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

Il contributo massimo erogabile è pari a 150 mila euro e, come ricorda il comma 22 dell’articolo 1 del decreto numero 73 del 2021:

non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi.

Sostegni bis, contributi a fondi perduto “alternativi”

Per i nuovi beneficiari, o meglio per coloro che per i motivi più svariati non hanno potuto richiedere e ottenere i contributi erogati dal precedente decreto Sostegni, è prevista la possibilità di richiedere contributi a fondo perduto alternativi.

Conferma il comma 10 dell’articolo 1 del decreto legge 73 del 2021:

Per i soggetti che non hanno beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1 del decreto legge 22 marzo 2021, n. 41, l’ammontare del contributo (…) è determinato in misura pari all’importo ottenuto applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020.

Le nuove percentuali da applicare ai fini del calcolo, quindi, sono le seguenti:

  • 90% per soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100 mila euro;
  • 70% per soggetti con ricavi e compensi compresi tra 100 mila euro e fino a 400 mila euro;
  • 50% per soggetti con ricavi e compensi compresi tra 400 mila euro e fino a un milione di euro;
  • 40% per soggetti con ricavi e compensi compresi tra un milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
  • 30% per soggetti con ricavi e compensi compresi tra 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

Sostegni bis, contributi a fondo perduto “reddituali”

L’ultima ipotesi di contributi a fodno perduto prevista del decreto Sostegni bis è quella disciplinata dal comma 16 e 19 dell’articolo 1 del decreto numero 73 del 2021:

Al fine di sostenere gli operatori economici maggiormente colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore di tutti i soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione o che producono reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.

(…)

Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che vi sia un peggioramento del risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, rispetto a quello relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, in misura pari o superiore alla percentuale definita con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

La percentuale da applicare ai fini del calcolo del contributo a fondo perduto reddituale verrà specificata in un apposito decreto emanato successivamente del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Sostegni, contributi a fondo perduto bloccati: ecco per chi

Da quanto emerge, i soggetti che potrebbero vedere i propri contributi a fondo perduto bloccati o messi al palo sono proprio i vecchi beneficiari dei sostegni previsti dal decreto legge numero 41 del 2021 (decreto Sostegni). Nonostante la procedura lineare che non prevede la presentazione di una nuova istanza, fino a quando la somma precedente non verrà erogata, non sarà possibile ottenere la seconda tranche di contributi “automatici”.

Ma anche i beneficiari dei contributi a fondo perduto legati al peggioramento economico di esercizio potrebbero registrare dei ritardi a causa dell’afflusso di richieste pervenute presso l’Agenzia delle Entrate.

Il futuro dei contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni bis dipende dallo sblocco delle istanze del decreto Sostegni, come confermato da ItaliaOggi:

il via libera al beneficio del contributo ai sensi del decreto legge numero 41 del 2021 sblocca, in generale, anche le previsioni del decreto legge numero 73 del 2021.