Mancano ormai pochissimi giorni prima dell’avvio della procedura telematica predisposta per poter ottenere l’accesso al nuovo contributo a fondo perduto introdotto per la prima volta in seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Sostegni bis.

Effettivamente, si tratta dell’applicazione di una nuova misura approvata già da parte della squadra dell’esecutivo italiano, attualmente guidata dal premier Mario Draghi, il cui obiettivo è quello di riuscire a supportare maggiormente i cittadini e le imprese che operano nel territorio nazionale. 

A questo proposito, questa nuova tipologia di contributo a fondo perduto, le cui domande potranno iniziare ad essere presentate a partire dalla data del 20 gennaio, mira quindi ad aiutare soprattutto quelle imprese che sono state coinvolte purtroppo dalle conseguenze disastrose dal punto di vista non solo sanitario ma anche economico, legate all’emergenza epidemiologica del Coronavirus.

In questo contesto, quindi, è chiaro che per poter comprendere effettivamente quali sono le categorie di imprese e di aziende che potranno sperare di poter accedere al riconoscimento dei nuovi contributi a fondo perduto previsti da parte del Governo Draghi, occorre necessariamente approfondire tutte le disposizioni normative introdotte finora.

Dunque, in questo senso, all’interno del seguente articolo saranno forniti ulteriori dettagli in merito al nuovo contributo a fondo perduto previsto dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Nei prossimi paragrafi, quindi, sarà ripreso brevemente il contesto ed il quadro normativo entro cui si pone il contributo a fondo perduto per le birrerie artigianali, per poi procedere con il riepilogo delle caratteristiche e degli aspetti peculiari di tale bonus. 

Le caratteristiche del nuovo bonus a fondo perduto da avere dal 20/01

Il contributo a fondo perduto, la cui procedura legata alla presentazione delle istanze predisposta da parte del Governo prenderà avvio a partire dalla data del 20 gennaio 2022, rappresenta una misura particolarmente vantaggiosa, indirizzata ad una specifica platea di cittadini e di imprese italiane.

Effettivamente, tale agevolazione viene riconosciuta nei confronti di birrifici artigianali, a seguito dell’apposita trasmissione della documentazione necessaria da parte di coloro i quali sono intenzionati ad ottenere il beneficio.

Questo contributo a fondo perduto assumerà effettivamente un importo sulla base del volume di birra che viene complessivamente preso in carico e registrato all’interno del registro della birra condizionata così come anche nel registro annuale di magazzino, in riferimento all’anno 2020.

Contributi a fondo perduto: il quadro normativo di riferimento 

Quando si parla del nuovo contributo a fondo perduto destinato a quelle imprese italiane che operano nel contesto nazionale e producono birre artigianali, occorre innanzitutto fare riferimento all’articolo 68-quater relativo al decreto-legge 25 maggio 2021, numero 73

Si tratta del decreto-legge in cui sono state contenute delle misure urgenti correlate all’emergenza epidemiologica da Coronavirus, in favore delle imprese, del lavoro, dei giovani, della salute nonché dei servizi territoriali, il quale è stato poi convertito, con modificazioni, dalla più recente legge del 23 luglio 2021, numero 106.

Il nuovo contributo a fondo perduto per le imprese produttrici di birre artigianali rappresenta una delle misure principali che sono state contenute all’interno del recente decreto direttoriale avvenuto in data 12 gennaio 2022

A questo proposito, si tratta di un decreto attraverso cui sono state effettivamente stabilite le procedure nonché le modalità che dovranno essere necessariamente rispettate da parte delle imprese che intendono accedere a tale agevolazione. 

Inoltre, quando si parla del contributo a fondo perduto per le imprese produttrici di birre artigianali, occorre fare riferimento anche al decreto direttoriale pubblicato in data 23 dicembre 2021, in cui sono state fornite ulteriori specificazioni in merito al contributo a fondo perduto per le imprese.

Chi può richiedere il contributo a fondo perduto dal 20 gennaio 

Il nuovo contributo a fondo perduto gestito da parte del Ministero dello Sviluppo Economico è un’agevolazione che è stata prettamente indirizzata al fine di supportare economicamente una determinata platea di imprese, che dovranno quindi rispondere a specifiche condizioni. 

In particolare, questa agevolazione del contributo a fondo perduto è indirizzata ai birrifici che rispondono alle disposizioni contenute all’interno dell’articolo 2, comma 4-bis della legge del 16 agosto 1962, numero 1354

A questo proposito, occorre poi fare riferimento anche al volume di birra che viene complessivamente preso in carico nel registro annuale di magazzino oppure nel registro della birra condizionata, sulla base della dichiarazione riepilogativa, secondo quanto disposto dal decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 giugno 2019, numero 138, in particolare all’articolo 8, comma 2.

Quando si parla di imprese produttrici di birra artigianale, si fa riferimento ad un prodotto che viene effettivamente realizzato da parte di birrifici indipendenti, i quali non procedono quindi alle fasi e ai processi di microfiltrazione e di pastorizzazione.

In questo senso, inoltre, per poter effettivamente accedere al contributo a fondo perduto previsto dal Ministero dello Sviluppo Economico, è necessario che i birrifici indipendenti utilizzino effettivamente degli impianti fisicamente distinti da quelli degli altri birrifici, oltre che anche indipendenti dal punto di vista economica e legale. Infine, occorre anche che le imprese birrifici italiane operino con una propria licenza di utilizzo legato al diritto della proprietà immateriale. 

Un’ulteriore precisazione riguarda il fatto che, al momento della compilazione della domanda, l’impresa richiedente dovrà anche dichiarare di non trovarsi in condizioni di difficoltà economica così come definite dall’articolo 2, punto 18 del regolamento europeo numero 651/2014 della Commissione approvato il 17 giugno 2014.

Come cambiano gli importi del nuovo contributo a fondo perduto per i birrifici

Per quanto riguarda gli importi del contributo a fondo perduto disposto per i birrifici artigianali predisposto da parte della squadra di Governo guidata da Mario Draghi, questi saranno gestiti sulla base delle caratteristiche dell’impresa. 

A questo proposito, il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto lo stanziamento di un fondo pari a 10 milioni di euro, il quale va a costituire le risorse su cui verranno gestite le pratiche volte all’ottenimento del contributo a fondo perduto.

In tal senso, è necessario anche precisare che per l’erogazione ed il versamento dell’agevolazione sarà fatto riferimento un contributo di importo fissato al valore di 0,23 centesimi per ogni litro di birra artigianale che viene prodotta e presa in carico all’interno del registro annuale di magazzino alla data del 2020 oppure all’interno del registro della birra condizionata.

Come fare domanda per i contributi a fondo perduto dal 20/01

A partire dalle ore 12 della giornata di giovedì 20 gennaio 2022, le imprese di birra artigianale che rispondono agli specifici requisiti richiesti, potranno cominciare a presentare la domanda per ottenere il nuovo contributo a fondo perduto.

A questo proposito, occorre evidenziare che, secondo quanto sottolineato dallo stesso Ministero dello Sviluppo Economico, al quale compete il ruolo di verifica e di accoglimento delle domande, bisogna considerare anche la data di scadenza entro cui dovranno essere presentate le istanze. In questo senso, il termine ultimo è quello del 18 febbraio 2022, alle ore 12.

Per poter trasmettere correttamente la domanda da parte delle imprese e dai birrifici in possesso di tutti i requisiti richiesti, sarà necessario fornire tutti i documenti richiesti, inviandoli direttamente attraverso la posta elettronica certificata, la cosiddetta PEC.

In questo senso, l’istanza che dovrà essere firmata digitalmente da parte del rappresentate legale del richiedente, potrà essere trasmessa nei confronti del seguente indirizzo di riferimento: contributobirrifici@pec.mise.gov.it, predisposto da parte del Ministero dello Sviluppo Economico appositamente per la gestione di tali istanze.

Inoltre, affinché la domanda venga accolta correttamente, sarà anche necessario che le imprese richiedenti provvedano al versamento dell’imposta di bollo, da conservare in originale presso la sede dell’impresa, nei casi in cui si verificheranno eventuali verifiche. 

Quali sono i documenti necessari per richiedere il fondo perduto

All’interno del decreto direttoriale 12 gennaio 2022 sono state effettivamente fornite ed approfondite tutte le indicazioni in riferimento alle modalità e alle procedure che dovranno essere seguite per poter procedere con la presentazione delle istanze da parte delle imprese che intendono ottenere il contributo a fondo perduto.

A questo proposito, oltre a comprendere le date di apertura e di chiusura della procedura telematica, è necessario anche capire quali sono gli allegati che dovranno essere necessariamente trasmessi direttamente attraverso la posta elettronica certificata.

Un primo allegato, riguarda il modulo di istanza, un documento disponibile non soltanto in formato pdf ma anche in quello docx. All’interno di tale modulo, sarà necessario che il cittadino provveda alla compilazione di tutti i dati legati sia al soggetto richiedente (codice fiscale, forma giuridica, indirizzo, codice attività, partita IVA), che al firmatario dell’istanza (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale), ma anche il referente da contattare.

In questo senso, il richiedente è anche tenuto a dichiarare di essere regolarmente iscritto al Registro delle imprese, di non essere destinatario di alcuna sanzione interdittiva ma anche di trovarsi nel pieno esercizi dei propri diritti.

Infine, i due ulteriori documenti che dovranno essere necessariamente trasmessi da parte delle imprese che intendono ottenere il contributo a fondo perduto sono quelli legati da un lato all’informativa sul trattamento dei dati personali, dall’altro agli Oneri informativi.