Il Governo aveva stabilito diversi mesi fa un nuovo giro di aiuti alle attività più danneggiate dalla pandemia, ma le domande cominceranno solo dal 2 dicembre. Chi può ottenere i 25.000 euro di contributi a fondo perduto? Quali sono i requisiti e le tempistiche?

Aiuti a partire da 3.000 euro e ad arrivare a 25.000, scopriamo tutto ciò che c'è da sapere a proposito in questo articolo!

I contributi a fondo perduto sono una vecchia conoscenza, se così vogliamo chiamarla, del periodo di restrizioni legate all'evolvere della pandemia nel nostro Paese. Infatti, dopo ogni ondata il Governo in carica ha approvato una serie di aiuti, tra cui anche i contributi a fondo perduto per aziende e partite IVA.

Una formula quindi ormai nota, accompagnata da tutta una serie di aiuti rivolti ad altre categorie: Reddito di Emergenza per le famiglie, contributi specifiche per alcuni settori più colpiti (come per esempio i collaboratori sportivi, gli agricoli eccetera), ma anche altre agevolazioni.

Scadenze prorogate, pagamenti spostati nel tempo e tutta una serie di misure messe in pratica grazie allo Stato di Emergenza, che ha permesso al Governo di agire tempestivamente e seguendo un iter di approvazione semplificato, pensato proprio per essere più incisivo nel breve periodo.

Va detto che queste misure, nel complesso, hanno funzionato: molto richieste dalle categorie a cui si rivolgevano, ma contemporaneamente anche molto efficaci nell'aiutare tali categorie a superare il periodo difficile delle restrizioni.

Dall'altro lato, però, non si può pensare che esse potessero risolvere tutti i problemi, ma come si dice in questi casi hanno semplicemente "messo una pezza" che in via temporanea è stata efficace. Ora si pone il problema di spostare queste scelte su un'ottica di lungo periodo, dato che pare pronta la famosa ripresa economica post pandemia.

Prima di guardare al futuro, però, c'è ancora un aiuto in arrivo per moltissimi cittadini ed imprese: i nuovi contributi a fondo perduto del Decreto Sostegni Bis.

Sì, parliamo del Decreto di ormai diversi mesi fa (approvato il 25 maggio 2021), ma i contributi arrivano solo ora. Si intuisce che, in questo caso, la tempestività non è stata esattamente il pezzo forte della casa, ma parliamo comunque di cifre importanti destinate a specifiche categorie che, naturalmente, hanno tutto l'interesse a richiederle.

Vediamo dunque lungo l'articolo come funzionano i contributi a fondo perduto, a chi sono rivolti e quanto può ottenere ognuna delle categorie di beneficiari, oltre a tempistiche di domanda e pagamento.

Se fossi interessato o interessata ad approfondire questo genere di tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube "Redazione The Wam" che pubblica ogni giorno un nuovo video in cui approfondisce tutto ciò che riguarda bonus, sussidi e lavoro. In questo video in particolare si fornisce una vera e propria guida sui contributi a fondo perduto del precedente decreto (ma con ogni probabilità ci saranno molte caratteristiche in comune):

Contributi a fondo perduto: come funzionano

Partiamo innanzitutto dal funzionamento dei contributi a fondo perduto, perché sono comunque diversi mesi che non se ne sente parlare e per qualcuno potrebbe trattarsi di una novità (in caso contrario, suggeriamo di andare direttamente al prossimo paragrafo).

I contributi a fondo perduto sono la modalità principale con cui il Governo ha voluto aiutare le attività più in difficoltà durante la pandemia, con un sostegno economico che di fatto è un vero e proprio regalo (a fondo perduto significa infatti che non va restituito).

Una modalità molto liquida, in quanto il Governo eroga direttamente i fondi sul conto del beneficiario ed in questo modo si ha una vera e propria iniezione di liquidità non indifferente. Per questo motivo i contributi sono stati molto richiesti dalla platea di beneficiari che, giustamente, non se li è fatti sfuggire.

Dopo ogni ondata di contagi da Covid è arrivata una nuova erogazione di fondi e di certo questa è una bella abitudine mantenuta dal Governo Draghi, insediatosi solo a febbraio scorso dopo la caduta del Governo Conte Bis.

L'ultimo decreto, però, ha previsto anche un'erogazione differente. Dopo gli aiuti indiscriminati a tutti (con particolare tutela delle categorie più colpite) basati sulla perdita di fatturato ed utile tra 2019 e 2021, ecco che arriva una nuova tipologia.

Come vedremo in seguito, infatti, questo nuovo giro di aiuti è rivolto solo a specifiche categorie accuratamente stabilite e non più a tutti coloro che hanno subito un danno.

Contributi a fondo perduto: come e quando fare domanda

I contributi a fondo perduto di cui stiamo parlando in questo articolo sono di fatto quelli previsti ormai diversi mesi fa, cioè con il Decreto Sostegni Bis di maggio 2021. Non è però un mistero che tali fondi possano essere sbloccati solo con i decreti attuativi.

Una serie di passaggi burocratici che rendono un certo bonus disponibile non più solo in teoria, ma anche in pratica. Ecco che quindi tali fondi sono stati sbloccati e sono pronti per essere erogati, ma naturalmente è necessario fare domanda correttamente, nei tempi e nei modi.

Per quanto riguarda i modi non c'è nulla di nuovo: bisogna compilare la procedura sul sito ufficiale dell'Agenzia delle Entrate ed attendere di ricevere l'esito che naturalmente si auspica sia positivo. La procedura richiede una serie di elementi tra cui, senza dubbio, anche il Codice Ateco della Partita IVA.

Informazioni di cui per altro AdE è già in possesso e può facilmente verificare per stabilire se si ha diritto ai contributi oppure no. In ogni caso, ci si può come sempre far assistere da un professionista (il proprio commercialistia, per esempio) per non commettere errori ed aver la certezza di ottenere quanto spetta.

Per quanto riguarda i tempi la questione è semplice: si ha dal 2 al 21 dicembre per inoltrare la domanda.

Un lasso di tempo ragionevolmente lungo, ma effettivamente non così lungo. In parole semplici, meno di tre settimane per fare domanda per un contributo di cui si sta parlando poco ed il rischio è quello di perdere questa possibilità.

Il consiglio è quindi quello di partire il prima possibile, in modo da avere il prima possibile l'esito della domanda e, si spera, anche i soldi.

Contributi a fondo perduto: ecco importi e destinatari!

Un aspetto che differenzia questi contributi a fondo perduto da quelli erogati in passato è senza dubbio il criterio con cui vengono assegnati, andando di fatto ad interessare specifiche categorie e non più tutti coloro che hanno subito una certa perdita dal punto di vista economico.

Partiamo dal presupposto che possono accedere all'aiuto più elevato quelle attività che tra gennaio e giugno del 2021 sono state chiuse (per cause di forza maggiore si intende) almeno 100 giorni. Un lasso di tempo non scelto a caso, ma pari praticamente alla metà dei giorni considerati.

In parole povere, chi è stato più chiuso che aperto ha certamente diritto ai contributi a fondo perduto.

Ma c'è poi da considerare il criterio principe, cioè il codice ateco della Partita IVA, naturalmente considerando l'attività svolta in via principale. Su tale base, viene stabilita la cifra spettante.

Spetteranno ben 25.000 euro alle attività rientranti in questa categoria, come previsto dalla normativa, e si tratta fondamentalmente delle più danneggiate in assoluto: discoteche ed affini, come night club, sale da ballo e similari.

Lo scaglione successivo ha invece accesso a 12.000 euro e si tratta di un'altra categoria molto colpita: cinema, centri termali, musei, teatri, piscine ed anche parchi e parchi divertimenti. Anche in questo caso è necessario rispettare il criterio dei 100 giorni di chiusura nel periodo considerato.

Inoltre, è necessario che queste attività fossero già attive a maggio 2021, ovvero quando è stato pubblicato il Decreto che ha previsto questi aiuti.

In ultimo, gli aiuti non sono di 12.000 euro per tutti i soggetti, ma vanno dalla cifra base di 3.000 euro a quella appunto di 12.000 e saranno assegnati anche sulla base di quante richieste arrivano in rapporto ai fondi a disposizione.

Contributi a fondo perduto: quando arrivano?

Per quanto riguarda le tempistiche, possiamo dirlo, è decisamente presto. A breve sarà possibile fare domanda e tale possibilità scadrà prima di Natale, probabilmente proprio per analizzare nel periodo natalizio le domande ed avere un esito almeno al termine delle festività, ad inizio 2022.

Ciò significa che se i fondi vengono messi a disposizione dell'Agenzia delle Entrate con tempistiche coerenti, possiamo ritenere metà gennaio 2022 il periodo entro il quale arriverà sul conto corrente dei beneficiari la cifra prevista.

Per quanto riguarda invece la modalità, va semplicemente fornito un IBAN relativo al soggetto o all'azienda che richiede l'aiuto e l'erogazione avverrà direttamente su quel conto tramite bonifico bancario. Non dovrebbero essere previste altre modalità di pagamento alternative.

Contributi a fondo perduto: li rivedremo in futuro? I dubbi del Governo

Ci poniamo ora in conclusione una domanda a cui in realtà è difficile rispondere, ma ci proviamo soprattutto nel cercare di interpretare quella che è l'intenzione del Governo nel prossimo inizio del 2022.

Probabilmente misure come il Reddito di Emergenza ed i contributi a fondo perduto non verranno riproposte. Questo perché la situazione pandemica sembra sotto controllo (al netto di un po' di preoccupazione per la variante Omicron) ed è tempo per il Governo di pensare alla crescita economica post pandemia.

Dopo ogni crisi si prospetta un tempo di crescita e questo Mario Draghi lo sa bene, motivo per cui ci si potrebbe concentrare soprattutto su ciò che riguarda politiche di crescita e di gestione di un periodo di espansione, piuttosto che su misure emergenziali che, comunque, non possono durare in eterno.

In ultimo, aggiungiamo che se anche i contributi a fondo perduto dovessero essere riproposti, sarà certamente in modalità simile a quest'ultimo caso: saranno rivolti specificamente alle categorie più colpite e non più a tutti come accaduto in passato solo sulla base della perdita di fatturato o utile.