Approvato dal Consiglio dei Ministri nel pomeriggio del 20 maggio 2021, il decreto Sostegni bis introduce 40 miliardi di euro di bonus e ristori per le famiglie, i lavoratori e le imprese che hanno risentito il peso della crisi economica e sanitaria portata dal Covid-19. 

Per quanto riguarda gli aiuti alle imprese, sono stati stanziati 15 miliardi di euro di ristori tra contributi a fondo perduto, sconto sui costi fissi, bonus affitti e sgravi fiscali. Ma i contributi a fondo perduto hanno preso una veste del tutto nuova: verranno considerati sempre i cali di fatturato, ma anche gli utili. Gli importi cambiano e si innalzano per i nuovi beneficiari (esclusi dai precedenti aiuti), mentre i vecchi beneficiari potranno ottenere un contributo alternativo.

Quali sono le 3 modalità per ottenere i contributi a fondo perduto: quali sono i requisiti per Partite Iva, professionisti e imprese e quali sono le aliquote da considerare per calcolare gli importi. Ecco una guida al funzionamento dei nuovi contributi a fondo perduto inseriti nel decreto Sostegni bis.

Contributi a fondo perduto nel Dl Sostegni bis: le novità

Il decreto Sostegni bis ha confermato i contributi a fondo perduto per imprese, professionisti e Partite Iva in possesso dei due requisiti fondamentali:

  • un fatturato (conseguito nel 2019) inferiore ai 10 milioni di euro;
  • la registrazione di almeno il 30% delle perdite. 

Rispetto ai precedenti ristori, però, nel decreto Sostegni bis non verranno calcolate soltanto le perdite di fatturato, ma tra i criteri per il calcolo degli importi figura anche l’utile. Un nuovo requisito per accedere a questa tranche di ristori riguarda il confronto tra il risultato d’esercizio del 2020 con quello conseguito il 2019. Qualora venga registrata una perdita, quindi, si avrà diritto a una nuova tranche di aiuti erogata alla fine del 2021. 

Un successivo provvedimento emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanza andrà a identificare i beneficiari e gli esclusi dalla possibilità di ottenere una nuova tranche di aiuti.

Un’altra differenza rispetto al precedente decreto Sostegni riguarda i beneficiari: sono previsti diversi tipi di contributi a fondo perduto a seconda che si tratta di vecchi e nuovi beneficiari. I primi non dovranno presentare la domanda, ma riceveranno i contributi in automatico; mentre per i nuovi beneficiari viene applicata una nuova modalità di calcolo dei contributi con nuove aliquote (più elevate).

Infine, è prevista la possibilità di richiedere un saldo sulla base delle perdite di esercizio registrate nel confronto tra il 2019 e il 2020.

Contributi a fondo perduto: le 3 modalità

Andando, quindi, a sintetizzare i tre diversi tipi di contributo a fondo perduto differenziati dal decreto Sostegni bis, possiamo riassumere quanto spiegato fino ad ora in questo schema:

  • contributi a fondo perduto per i vecchi beneficiari (che hanno già ottenuto i ristori grazie al decreto Sostegni). Per questi soggetti il valore del contributo avrà lo stesso importo di quello ricevuto dal precedente provvedimento, ma si aggiunge la possibilità di ottenere una mensilità aggiuntiva nel caso in cui siano state registrate perdite di fatturato pari ad almeno il 30% dal 1° gennaio 2021 al 30 aprile 2021;
  • nuovi contributi a fondo perduto per gli esclusi dai precedenti provvedimenti, con importi più alti. I nuovi beneficiari devono calcolare le perdite confrontando i periodi dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020 e dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 (e applicando le nuove aliquote previste dal decreto);
  • saldo finale dei contributi a fondo perduto per i soggetti che dimostreranno di aver subìto un peggioramento del risultato economico di esercizio (relativo al periodo di imposta compreso fino al 31 dicembre 2020 rispetto al medesimo periodo del 2019) in misura pari o superiore al limite che verrà fissato da un successivo provvedimento del Ministero dell’Economia. 

Per avere accesso al saldo finale, però, occorre aver presentato la dichiarazione de redditi entro la scadenza del 10 settembre 2021 e non quella del 30 novembre.

Vediamo ora nel dettaglio come funzionano i nuovi meccanismi per il calcolo dei contributi a fondo perduto inseriti nel decreto Sostegni bis.

Contributi a fondo perduto per i vecchi beneficiari

Stando al provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri, è stata confermata la tranche di contributi a fondo perduto prevista anche dal precedente decreto Sostegni

Le imprese, i professionisti e le Partite Iva (attive al 23 marzo 2021) con un fatturato entro i 10 milioni e che abbiano registrato perdite di almeno il 30% (già beneficiarie dei contributi del Sostegni) riceveranno una nuova tranche di contributi a fondo perduto di pari importo della precedente.

Lo schema delle aliquote da applicare per calcolare gli importi, quindi, rimane invariato e prevede:

  • 60% per i soggetti con un giro d’affari sotto i 100 mila euro;
  • 50% per i soggetti con un giro d’affari compreso tra i 100 mila e i 400 mila euro;
  • 40% per i soggetti con un fatturato compreso tra 400 mila euro e 1 milione di euro;
  • 30% per i soggetti con un fatturato compreso tra 1 milione e 5 milioni di euro;
  • 20% per i soggetti la cui fascia di fatturato risulta più alta, compresa tra i 5 e i 10 milioni. 

L’importo minimo che si può ricevere è pari a 1.000 euro, mentre il massimo è di 150.000 euro. A questi contributi, comunque, verrà riconosciuto anche un sussidio aggiuntivo da ricevere a scelta come compensazione sul modello F24 o direttamente erogato sul conto corrente.

Contributo alternativo per i vecchi beneficiari: come richiederlo

I vecchi beneficiari possono richiedere un contributo alternativo solo qualora abbiamo registrato un calo dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi di almeno il 30% nel confronto tra questi due periodi:

  • 1° aprile 2019 e 31 marzo 2020;
  • 1° aprile 2020 e 31 marzo 2021.

Modificando il periodo di valutazione, potrebbero cambiare anche gli importi da erogare rispetto a quelli previsti dal decreto Sostegni. Per questo motivo, si procederà come segue:

  • se il nuovo importo è superiore al precedente il beneficiario riceverà la differenza rispetto alla somma già percepita;
  • se il nuovo importo è inferiore al precedente, invece, si può ottenere comunque la cifra spettante dal decreto Sostegni.

Contributi a fondo perduto per i nuovi beneficiari: i requisiti e le aliquote

Arriviamo a parlare dei nuovi beneficiari dei contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni bis: per questi ultimi i requisiti rimangono invariati, ma a cambiare sono gli importi e le percentuali per effettuare i calcoli.

Possono accedere ai contributi a fondo perduto:

  • i soggetti con Partita Iva attiva dalla data di entrata in vigore del decreto Sostegni bis;
  • i soggetti con un fatturato nel 2019 non superiore a 10 milioni di euro;
  • coloro che hanno registrato un calo dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi di almeno il 30% nel confronto tra i periodi dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020 e dal 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021.

Per calcolare l’importo dei contributi spettanti, però, occorre applicare le nuove aliquote:

  • 90% per i soggetti con un giro d’affari sotto i 100 mila euro;
  • 70% per i soggetti con un giro d’affari compreso tra i 100 mila e i 400 mila euro;
  • 50% per i soggetti con un fatturato compreso tra 400 mila euro e 1 milione di euro;
  • 40% per i soggetti con un fatturato compreso tra 1 milione e 5 milioni di euro;
  • 30% per i soggetti la cui fascia di fatturato risulta più alta, compresa tra i 5 e i 10 milioni. 

Come si evince dallo schema, sono concesse percentuali più alte per i nuovi beneficiari che non hanno avuto accesso ai ristori previsti dai precedenti provvedimenti.

Contributi a fondo perduto: il saldo a fine anno

L’ultima novità introdotta dal decreto Sostegni bis è la possibilità – per le Partite Iva – di richiedere il saldo a fine anno sulla base delle perdite di esercizio registrate nel 2020 rispetto al 2019.

La norma riserva la possibilità di richiedere questi contributi aggiunti ai seguenti soggetti:

  • coloro che svolgono attività d’impresa, arte o professione e che producono reddito agrario;
  • i titolari di Partita Iva.

Tra i requisiti da soddisfare, inoltre, ci sono:

  • la registrazione di un peggioramento del risultato economico di esercizio nell’anno di imposta fino al 31 dicembre 2020 rispetto all’anno di imposta del 2019 e nei limiti fissati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • la presentazione della dichiarazione dei redditi del 2020 entro il 10 settembre 2021 e non entro la scadenza del 30 novembre 2021.

La differenza verrà calcolata sulla base di uno schema che verrà trasmesso prossimamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Sarà necessario presentare la domanda presso l’Agenzia delle Entrate e si potrà fruire del credito come compensazione nel modello F24 oppure come erogazione diretta sul conto corrente.

Contributi speciali per palestre, piscine e cinema

È stato creato un fondo ad hoc da 100 milioni di euro per elargire dei contributi a fondo perduto speciali destinati alle attività colpite dalle chiusure: in particolare, si tratta di palestre, piscine e cinema. 

Il requisito per avere accesso a questi ristori è aver dovuto chiudere la propria attività per un periodo di almeno 4 mesi compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di entrata in vigore del decreto Sostegni bis.

Un successivo decreto del ministero dello Sviluppo economico di concerto con il ministero dell’Economia fisserà i dettagli, i limiti e le modalità per richiedere questi aiuti speciali.

Contributi a fondo perduto: come si richiedono

Per i vecchi beneficiari non è necessario presentare una nuova domanda, in quanto i contributi verranno riconosciuti in automatico (se la domanda per i contributi previsti nel decreto Sostegni è stata presentata entro il termine del 28 maggio 2021).

I nuovi beneficiari, invece, possono richieder ei contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni bis effettuando la domanda secondo le modalità definite dall’Agenzia delle Entrate e valutando le perdite di fatturato non dell’intero 2020, ma solo sul 2019 nel periodo compreso tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021.