Nuovi bonus sono in arrivo nel mese di dicembre 2021 (e altrettanti bonus sono in scadenza a fine anno, scopri quali!) sottoforma di contributi a fondo perduto per le attività chiuse durante il periodo di lockdown, per le start up, per le Partite Iva che non hanno registrato perdite di fatturato e contributi perequativi previsti dal decreto Sostegni. 

Sono ben 4 i bonus che si potranno ricevere sotto l’albero di Natale, destinati a imprese, professionisti e Partite Iva e che si potranno richiedere fino alla fine dell’anno. Ricchi regali in arrivo per Natale: si passa da un bonus light da 1.000 euro per le Partite Iva con un fatturato compreso tra 10 e 15 milioni di euro, a un contributo a fondo perduto fino a 25 mila euro per le attività chiuse, fino a un massimo di 150 mila euro di contributo perequativo.

Ma quali sono i requisiti per richiedere i 4 contributi a fondo perduto e quali sono le scadenze da rispettare per non perdere i ricchi bonus di Natale? Ecco una guida completa ai contributi a fondo perduto da richiedere entro dicembre 2021.

4 contributi a fondo perduto per Natale: quali sono?

Babbo Natale porta ricchi doni a dicembre 2021! Non stiamo parlando dei bonus spesa di Natale per le famiglie o del bonus natalizio sugli assegni della pensione minima

Per tutto il mese di dicembre 2021, infatti, si potranno richiedere tipologie diverse di contributi a fondo perduto destinati a imprese e attività chiuse durante il lockdown, Partite Iva, professionisti e start up.

Sono ben quattro i differenti contributi a fondo perduto da mettere sotto l’albero di Natale in questo dicembre 2021:

Ognuno di questi bonus ha una differente data di scadenza, entro la quale tutti gli interessati dovranno trasmettere le istanze di domanda, pena la perdita del contributo. Vediamo il calendario completo nel prossimo paragrafo.

Contributi a fondo perduto per tutti! Occhio alla scadenza…

I quattro differenti contributi a fondo perduto previsti dai vari decreti del Governo portano date di scadenza differenti, ovvero periodi di tempo diversi entro i quali inoltrare le istanze. Orientarsi in tutta questa miriade di date è difficile: cerchiamo di mettere nero su bianco tutti gli appuntamenti di dicembre 2021. 

I contributi a fondo perduto per le start up, introdotti dall’ articolo 1-ter del decreto legge numero 41 del 22 marzo 2021, si possono richiedere solo entro il 9 dicembre 2021, affidandosi alla procedura riportata sul sito web dell’Agenzia delle Entrate.

A pochi giorni di distanza, ovvero al 13 dicembre 2021, invece, scade la possibilità di richiedere il contributo di 1.000 euro (light) per le Partite Iva con fatturato compreso tra 10 milioni e 15 milioni di euro, senza requisiti di perdite.

Per quanto riguarda, invece, i contributi a fondo perduto riservati alle attività chiuse durante il lockdown, la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 21 dicembre 2021.

Infine, il termine ultimo per la presentazione delle domande per accedere al contributo a fondo perduto perequativo (che rientra nel tri di contributi previsti dal decreto Sostegni bis) è fissato al 28 dicembre 2021.

Vediamo ora a chi spettano i quattro contributi a fondo perduto, come si possono richiedere e a quanto ammonta ogni bonus di Natale.

Contributi a fondo perduto per le start up

I primi a scadere saranno i contributi a fondo perduto per le start up, le cui domande hanno preso il via lo scorso 9 novembre 2021.

Questo bonus natalizio – inserito nel decreto Sostegni e finanziato con 20 milioni di euro – permette di ottenere fino a 1.000 euro a tutte le Partite IVA aperte dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018, che hanno iniziato l’attività nel 2019.

Tra i requisiti da soddisfare per poter ottenere il bonus vi è la registrazione di un fatturato non superiore a 10 milioni di euro nel secondo periodo di imposta precedente a quello in corso al 23 marzo 2021.

Inoltre, nel corso del 2020, rispetto al 2019, deve essere stata registrata una perdita di fatturato pari ad almeno il 30% dei corrispettivi.

È possibile richiedere il contributo da 1.000 euro entro il 9 dicembre 2021, scegliendo tra due possibili opzioni di godimento: tramite bonifico direttamente sul conto corrente bancario o postale, oppure tramite credito di imposta da inserire nel modello F24.

Contributi a fondo perduto da 1.000 euro: per chi?

In merito al bonus 1.000 euro per le Partite Iva con un fatturato compreso tra 10 milioni e 15 milioni di euro nel 2019, invece, occorre fare altre precisazioni. Inizialmente esclusi dai precedenti aiuti, in quanto in possesso di un fatturato oltre i 10 milioni di euro, questi soggetti hanno diritto a un contributo limitato.

La domanda per il contributo “light” si potrà presentare non oltre il 13 dicembre, ma per ottenere i 1.000 euro occorre soddisfare alcune condizioni.

Possono richiedere il bonus natalizio gli esercenti attività d'impresa, lavoro autonomo e reddito agrario titolari di Partita Iva con ricavi (riferiti al 2019) non inferiori a 10 milioni di euro e non superiori a 15 milioni di euro. Non è necessario aver registrato delle perdite di fatturato.

Gli importi del beneficio non possono superare i 1.000 euro (di qui il termine “light”).

Contributi a fondo perduto per le attività chiuse: a chi spettano?

Passiamo ai contributi a fondo perduto destinati alle attività che sono state costrette a chiudere durante il periodo di lockdown. Finalmente anche le palestre, le piscine, le discoteche e molte altre attività imprenditoriali potranno ottenere un bonus statale per far “quadrare i conti”.

I contributi previsti – come specificato nell’ultima circolare dell’Agenzia delle Entrate – sono due: un contributo fino a un massimo di 25 mila euro, e un altro fino a un massimo di 12 mila euro.

Il bonus fino a 25 mila euro è riservato a discoteche, sale da ballo, night club e attività simili (codice ATECO 2007 93.29.10) purché risultino chiuse al 23 luglio 2021.

L’altro bonus fino a 12 mila euro, invece, è riservato a tutte le altre attività afferenti qualsiasi altro settore (svago, benessere, intrattenimento, con codici ATECO 2007 elencati nell’allegato 1 del decreto interministeriale), purché siano rimaste chiuse per almeno 100 giorni nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 25 luglio 2021.

In questo secondo gruppo, inoltre, occorre distinguere anche differenti range e importi che variano al variare del fatturato conseguito nel 2019:

  • fino a 400 mila euro di fatturato – contributo pari a 3 mila euro;
  • fatturato compreso tra 400 mila e 1 milione di euro – contributo pari a 7.500 euro;
  • oltre 1 milione di euro di fatturato – contributo pari a 12 mila euro.

Le domande si possono inoltrare sul sito dell’Agenzia delle Entrate dal 2 dicembre 2021 al 21 dicembre 2021. Per scoprire gli altri bonus per le attività chiuse puoi leggere il nostro articolo dedicato.

Contributi a fondo perduto perequativi: come funzionano?

Infine, dal 29 novembre al 28 dicembre 2021 è possibile richiedere all’Agenzia delle Entrate i contributi a fondo perduto perequativi. Si chiude il quadro di aiuti post emergenza per le attività economiche che hanno subito delle perdite.

I contributi perequativi si basano sulle reali perdite di esercizio e possono arrivare fino a un importo massimo di 150 mila euro. Per calcolare l’esatto importo, però, occorre seguire un certo ragionamento.

Anzitutto è bene calcolare la differenza tra il risultato economico d'esercizio relativo al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2019 rispetto a quello successivo, al 31 dicembre 2020. Da questo valore, poi, occorre sottrarre quanto già percepito grazie ai recedenti sostegni a fondo perduto erogati a livello statale.

A tale risultato occorrerà poi applicare una percentuale variabile al variare del fatturato: dal 30% se inferiore a 100 mila euro, fino al minimo del 5% se i ricavi sono compresi tra 5 e 10 milioni di euro.

Ma chi potrà richiedere i contributi perequativi? Possono richiedere il bonus tutti i soggetti titolari di Partita Iva, esercenti di attività di impresa, arte o professione che nel corso del 2019 non abbiano conseguito ricavi e compensi superiori a 10 milioni di euro.

Inoltre, possono richiedere il bonus solo coloro il cui risultato economico di esercizio nel 2020 abbia riscontrato una perdita di almeno il 30% rispetto a quanto ottenuto nel 2019.

Anche in questo caso è possibile scegliere se fruire del bonus direttamente tramite bonifico sul conto corrente bancario o postale, oppure tramite credi di imposta nel modello F24.

Contributi a fondo perduto: cosa sono e che cosa significa?

Parliamo spesso di contributi o finanziamenti a fondo perduto – soprattutto in seguito alla loro introduzione durante il periodo di emergenza sanitaria – ma sappiamo esattamente di che cosa stiamo parlando?

I finanziamenti a fondo perduto sono dei contributi che lo Stato, oppure un ente regionale o locale, eroga a una serie di beneficiari (riconosciuti in base a specifici requisiti ministeriali) senza chiederne la restituzione o gli interessi in modo tale da favorire l’iniziativa imprenditoriale o – nel nostro caso – sostenere i settori che hanno registrato delle perdite economiche a causa della crisi sanitaria.

Possiamo parlare, quindi, di un vero e proprio “regalo” che un ente nazionale o territoriale fa alle imprese del suo territorio per sostenere la loro crescita e il loro sviluppo.

In un periodo di pandemia come quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni, il sostegno statale alle imprese, ai professionisti e alle Partite Iva tramite i contributi a fondo perduto – così come il sostegno alle famiglie tramite i bonus – ha fatto la differenza ed è risultato fondamentale per mantenere in vita la maggior parte delle attività colpite da un calo di fatturato.